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La conviviale del Panathlon Club parla di vela

today17 Aprile 2023 58

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In un aprile che sa decisamente d’inverno cosa c’è di meglio se non pensare all’estate?
È così che la conviviale del Panathlon Club di Sondrio ha voluto fare un viaggio in mare aperto in compagnia del nuovo ospite Steve Marsland, esperto velista che ha inaugurato in tal modo la sua presenza nel club con una serata a tema.

Inglese di origine, ma italiano d’adozione, ha fondato la British School di Sondrio insegnando la lingua inglese e ora si vede impegnato anche in una scuola di vela a Como: come ricordato dal Presidente Tomasi, il neo socio “parla la lingua del vento”, indispensabile per poter praticare questa particolare disciplina che in Valtellina è certamente poco nota. “Credo non potesse esserci titolo più azzeccato – ha esordito Marsland – perché per praticare la vela d’altura è necessario saper interpretare l’ambiente, soprattutto le correnti d’aria”.

Le regole sono poche ma chiare: chi riceve vento da destra ha la precedenza; se due equipaggi ricevono entrambi vento da destra, invece, ha il diritto di passare per primo chi rimane coperto, ovvero senza vento.

Sembra tutto semplice, ma non lo è affatto, e l’ospite lo sa bene: “Durante la Sidney-Hobart, una delle regate più difficoltose al mondo di livello 0 (il socio ha spiegato precedentemente che il range va da una scala da 0 -difficoltà massima- a 5 -difficoltà minima) che si svolge durante il periodo natalizio, si deve saper leggere attentamente il moto delle onde – ha sottolineato – ma questo risulta estremamente complesso quando il mare è in tempesta.”
In 5 giorni l’equipaggio di Marsland è riuscito a compiere il tragitto di circa 1100 km che collega l’Australia alla Tasmania con la sua barca di 50 piedi, non certamente un’imbarcazione delle più veloci, ma sufficiente per compiere una bella impresa: “Non sempre i mezzi più performanti riescono ad avere la meglio – ha proseguito – perché gli imprevisti in mare sono numerosi, ed è proprio questo il bello delle regate: contro le intemperie nessuno è il più forte.”
E a giudicare dal filmato che l’ospite aveva preparato, è emersa l’estrema difficoltà nel navigare nel pieno del mare in burrasca, con il vento che soffia impetuoso e le onde che si scagliano violente sull’imbarcazione, con il rischio che abbattano le vele: “Io solitamente ho il ruolo da timoniere – ha raccontato – e anche in quell’occasione mi ero messo alla guida della barca, ma a un certo punto, nel pieno della tempesta notturna, io e un mio compagno, con cui ci davamo il cambio ogni 4 ore, abbiamo deciso di tenere insieme il timone: nessuno dei due se la sentiva di stare alla guida da solo, le raffiche erano troppo forti e quando non c’è la luce risulta estremamente difficile se non impossibile leggere il moto delle onde che investono continuamente l’imbarcazione.”
Non è dunque una vera e propria passeggiata una regata simile, ma certamente è un’esperienza ricca di emozioni in cui il gioco di squadra è fondamentale: “La barca a vela funziona solo se l’intero gruppo lavora insieme – ha evidenziato Marsland – ognuno nel suo ruolo e ciò è fondamentale per la buona riuscita della navigazione: dallo skipper al prodiere, ovvero il responsabile della vela principale, dai timonieri alla ‘carne da falchetta’, cioè coloro che fanno da peso su una parte della barca per contrastare la forza dell’acqua; pensate che sono costretti a rimanere con le gambe a mollo per la durata intera della navigazione!”
Il nuovo socio ha poi ricordato come, alla fine di questa particolare regata, il team che arriva finalmente al traguardo viene accolto con una cassa di birra dall’equipaggio che lo ha preceduto: “E’ tradizione che chi arriva per primo aspetta chi lo succede – chiosa – e lo stesso lo si fa fino all’ultima imbarcazione: è un modo per smorzare la tensione della sfida e creare quel clima di convivialità e unione.”
A conclusione del suo racconto, Marsland, da buon insegnante, ha voluto testare la capacità di attenzione e di memoria dei soci con tanto di quiz sulla nomenclatura della vela, che sotto questo aspetto è davvero ricca: in maniera scherzosa e alternativa il nuovo socio ha già saputo dimostrare il suo carisma e la sua voglia di fare, indispensabile per dare continuamente nuova linfa al club.

Il prossimo appuntamento è previsto per il 9 maggio, con la cerimonia dedicata ai Premi Panathlon.







Written by: Radio TSN

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