Il personale della Polizia di Stato di Sondrio e i militari della Compagnia della Guardia di Finanza di Tirano hanno tratto in arresto in flagranza di reato due cittadini marocchini per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti in concorso.
L’operazione è scaturita da mirati servizi di appostamento svolti nell’area boschiva del comune di Mazzo di Valtellina.
Alla vista degli operatori, i due uomini hanno tentato la fuga, ma sono stati raggiunti, bloccati e immobilizzati poco dopo dal personale operante.
Le indagini hanno accertato che da circa dieci giorni i due pusher svolgevano un’intensa attività di spaccio all’interno dei boschi della zona.
Nel corso dell’operazione sono stati rinvenuti e sequestrati complessivamente oltre un chilogrammo di sostanza stupefacente: 153 grammi di cocaina, 684 grammi di hashish e 215 grammi di una sostanza inizialmente ritenuta eroina ma risultata positiva, al narcotest, alle metanfetamine.
Oltre alla droga, gli agenti hanno sequestrato diversi telefoni cellulari e tutto il materiale necessario per la preparazione e il confezionamento delle dosi.
L’intervento rappresenta la prosecuzione di una più ampia attività investigativa avviata nell’ottobre 2025 e coordinata dalla Procura della Repubblica di Sondrio.
L’indagine era culminata, il 15 dicembre 2025, con l’emissione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere da parte del GIP del Tribunale di Sondrio nei confronti di due cittadini marocchini dediti allo spaccio nei comuni di Mazzo di Valtellina, Grosotto e lungo la strada che conduce al Passo del Mortirolo.
Già il 19 dicembre 2025, nel tentativo di dare esecuzione alla citata ordinanza, Polizia di Stato e Guardia di Finanza avevano arrestato due cittadini marocchini per la detenzione ai fini di spaccio di 80,5 grammi di cocaina e 147,57 grammi di hashish.
In quell’occasione, tuttavia, era presente solo uno dei soggetti destinatari della misura cautelare, mentre il secondo era stato arrestato in flagranza di reato.
Un terzo cittadino marocchino, anch’egli destinatario di custodia cautelare, era stato successivamente rintracciato e arrestato a Milano dagli agenti della Squadra Volanti.
Le indagini hanno inoltre evidenziato le precarie condizioni logistiche in cui operavano gli spacciatori, che trascorrevano la notte all’interno di una tenda collocata a circa 500 metri dall’area di spaccio, in una zona impervia, prossima a un dirupo, difficilmente raggiungibile e non visibile a causa della fitta vegetazione.
L’attività investigativa, basata su un costante monitoraggio del territorio, ha permesso di ricostruire le modalità di spaccio, che avveniva tramite contatti telefonici preliminari tra pusher e clienti, seguiti dallo scambio droga-denaro all’interno del bosco, a breve distanza dalla Strada Statale.
Ancora una volta, la sinergia tra Polizia di Stato e Guardia di Finanza, sotto il coordinamento dell’Autorità Giudiziaria, si è rivelata determinante nel contrasto al traffico di sostanze stupefacenti, confermando l’attenzione costante delle forze dell’ordine verso le aree boschive della Valtellina.
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