Il Gruppo regionale del Partito Democratico ha presentato in Consiglio regionale una mozione, primo firmatario il consigliere regionale Davide Casati , per una revisione strutturale e gestionale del sistema delle Residenze Sanitarie Assistenziali in Lombardia.
La proposta nasce dalla consapevolezza che l’invecchiamento della popolazione e la crescente complessità clinica degli ospiti richiedono un adeguamento urgente del modello organizzativo e finanziario delle RSA lombarde.
“La sfida – dichiara Davide Casati – è quella di ripensare e riformare servizi e politiche, riservando il tradizionale modello di assistenza ai casi più gravi e valorizzando per tutti gli altri la prevenzione e il mantenimento della salute e dell’autonomia il più a lungo possibile attraverso soluzioni e servizi integrati, diffusi e di prossimità”.
“Per arrivare a questo obiettivo, che non è solo sanitario ma anche sociale – prosegue Casati – occorre un intervento complessivo e strutturale che punti a rinnovare il sistema lombardo, lavorando molto sui territori anche attraverso la valorizzazione del ruolo del geriatra all’interno delle comunità e riformando alcuni aspetti attinenti alle RSA che non possono più essere rimandati, primo fra tutti la ripresa della programmazione, ferma dal 2009, relativa ad accreditamenti e contrattualizzazione dei posti letto, sia Alzheimer che ordinari”.
Ed è proprio sul capitolo RSA che nella seduta di martedì 3 marzo il PD esporrà la mozione in Consiglio regionale per proporre alla Giunta un intervento organico capace di rispondere all’aumento della fragilità, alla sostenibilità economica del sistema e alla necessità di integrare realmente i servizi territoriali.
“Le RSA lombarde hanno un tasso di saturazione del 98%, con difficoltà di accesso e liste d’attesa lunghe; gli ospiti sono sempre più fragili: la maggioranza ha più di 85 anni, con alta comorbidità e forte compromissione cognitiva; a fronte di questo quadro si registrano costi crescenti per famiglie e gestori, con rette aumentate del 16,4% in quattro anni.
I contributi regionali non sono adeguati ai livelli di assistenza richiesti e gli enti gestori sono in difficoltà per la forte carenza di personale (infermieri, OSS, ASA), che peggiorerà con i pensionamenti nei prossimi anni e con l’aumento dei costi dei farmaci.
Martedì chiederemo all’Aula di lavorare insieme per avviare una riforma organica delle circa 700 RSA lombarde, per garantire qualità delle cure, sostenibilità economica, equità nell’accesso, supporto a famiglie, operatori e gestori e valorizzazione del settore non profit.
Le soluzioni ci sono e noi abbiamo messo nero su bianco i 10 punti prioritari: ora serve la volontà politica di lavorare insieme per trovare le risposte migliori ai bisogni dei cittadini, con una proposta economicamente sostenibile che prevede 200 milioni di euro nel triennio 2026-2028, ovvero lo 0,2% all’anno (65 milioni di euro) del bilancio di Regione Lombardia”, conclude Casati.
“In provincia di Sondrio il tema delle RSA assume caratteristiche peculiari che la Regione non può ignorare”, afferma Michele Iannotti, segretario provinciale del Partito Democratico . “Siamo un territorio interamente montano, con una popolazione che invecchia più rapidamente della media e con distanze che rendono complessa ogni forma di assistenza alternativa alla residenzialità”.
“Le liste di attesa nelle strutture della provincia sono un segnale evidente di uno squilibrio tra domanda e offerta.
Non è soltanto una questione numerica di posti letto, ma di organizzazione del sistema e soprattutto di disponibilità di personale qualificato.
Senza infermieri e operatori sociosanitari sufficienti, anche le strutture esistenti faticano a garantire standard adeguati.
In un territorio ampio, montano e frammentato come il nostro, questo squilibrio organizzativo si traduce però anche in una insufficiente contrattualizzazione dei posti letto rispetto al fabbisogno reale: per questo è necessario aumentare i posti letto a contratto in provincia di Sondrio, evitando che le famiglie siano costrette a rivolgersi fuori territorio per trovare una risposta adeguata.”
“Iannotti richiama poi il peso economico sulle famiglie: “Le rette sono diventate sempre più gravose e, in un contesto come il nostro dove il reddito medio è inferiore a quello delle grandi aree urbane lombarde, questo rischia di trasformarsi in un fattore di disuguaglianza.
Non possiamo accettare che l’accesso alle cure dipenda dalla capacità economica.
Per questo è urgente che Regione Lombardia intervenga con un adeguamento della quota sanitaria regionale, aumentando le tariffe riconosciute alle RSA, così da alleggerire il carico economico sulle famiglie e garantire sostenibilità alle strutture.”
“Nei piccoli comuni delle nostre valli la RSA rappresenta spesso l’unico presidio strutturato di assistenza continuativa.
Se non rafforziamo il legame tra residenzialità, assistenza domiciliare e Case di Comunità, rischiamo di lasciare sole le famiglie e di spingere le persone anziane verso soluzioni lontane dal proprio contesto di vita.”
“A questo si aggiunge un elemento nuovo e preoccupante che riguarda la montagna: non stiamo assistendo soltanto alla fuga dei pazienti verso altre province o alla difficoltà nel trattenere personale sanitario e sociosanitario.
Sempre più spesso sono i caregiver familiari, i figli e i giovani, a lasciare il territorio per lavoro, senza poter garantire quella rete di cura informale che storicamente ha sostenuto le nostre comunità.
Se i giovani se ne vanno, non restano più per assistere i genitori anziani, e questo rischia di produrre un futuro di solitudine e fragilità molto più accentuato rispetto alle aree urbane della pianura lombarda.
La riforma delle RSA deve tenere conto anche di questa specificità territoriale”.
“Per questo – conclude Iannotti – la mozione presentata in Consiglio regionale è particolarmente importante anche per la provincia di Sondrio: introduce il tema della programmazione pluriennale, del potenziamento dei nuclei Alzheimer, del sostegno al personale e della valorizzazione del non profit, che nel nostro territorio svolge una funzione sociale essenziale.
La riforma delle RSA deve partire dai bisogni reali delle comunità locali”.
“Ci auguriamo – concludono Casati e Iannotti – che la maggioranza che governa Regione Lombardia voglia affrontare questo tema senza pregiudizi e approvare la mozione.
Sarebbe un segnale importante di responsabilità istituzionale su una questione che riguarda migliaia di famiglie lombarde.
L’approvazione, però, non può restare un atto formale: dovranno seguire provvedimenti concreti, risorse adeguate e scelte amministrative coerenti.
Le RSA e le famiglie non possono più attendere: servono risposte chiare e tempi certi.”
Le 10 proposte operative della Mozione:
1.
Riequilibrio tra sanitario e sociale
aumento progressivo del 5% annuo della tariffa sanitaria alle RSA per il triennio 2026–2028 con contenimento delle rette a carico delle famiglie
2.
Aumento dei posti letto convenzionati
+5% posti letto a contratto nelle RSA e +10% nei nuclei Alzheimer entro il 2028
3.
Regole chiare su oneri e rette per ospiti Alzheimer
linee guida regionali per definire quando lo Stato deve coprire totalmente la degenza e meccanismi di ristoro economico alle RSA in caso di esonero dal pagamento per le famiglie
4.
Aggiornamento degli standard assistenziali e strutturali
revisione dei minutaggi assistenziali (oggi insufficienti rispetto alla complessità clinica);
adeguamento dei requisiti strutturali coerenti con le caratteristiche dell’utenza attuale e futura
5.
Valorizzazione del personale
finanziamenti regionali per formazione permanente e nuovi profili professionali.
6.
Evoluzione verso RSA “multiservizi”
RSA integrate con Case di Comunità e servizi domiciliari, presa in carico di filiera e continuità assistenziale
7.
Rimborso dei farmaci
riconoscere il rimborso dei farmaci inclusi nei piani terapeutici anche per gli ospiti in RSA, come avviene a domicilio
8.
Centri di Valutazione e Prenotazione (CVP)
sportelli pubblici unici per valutazione e orientamento, coordinati con ATS/ASST/Distretti e PUA delle Case di Comunità, COT ed Enti gestori
9.
Valorizzazione del non profit
criteri premianti negli accreditamenti/contrattualizzazioni per gli enti senza scopo di lucro
10.
Rifinanziamento del FRISL
ripristino del Fondo per adeguare le infrastrutture sociosanitarie
Giovedì scorso a Tirano, un pubblico di circa 800 persone tra studenti, docenti e famiglie dell’Istituto Superiore Balilla Pinchetti ha partecipato a un evento speciale con il supermodello Fabio Mancini, volto noto di Giorgio Armani e ambasciatore della moda maschile nel mondo. La giornata si è articolata in momenti significativi dedicati ai giovani, alle famiglie e alla comunità, con l’obiettivo di riflettere sul valore delle emozioni, della crescita personale e […]