Bollettino Neve e Valanghe, nivologi e prevenzione: le regole per muoversi in sicurezza in montagna
Nelle ultime settimane sulle montagne della Lombardia si sono verificate diverse valanghe. Ma come si può frequentare l’ambiente innevato in sicurezza? A rispondere è ARPA Lombardia, attraverso le parole di Matteo Fioletti, coordinatore del Centro Neve e Valanghe dell’Agenzia.
Bollettino Neve e Valanghe: lo strumento fondamentale per la sicurezza
Il principale punto di riferimento è il Bollettino Neve e Valanghe di Arpa Lombardia, aggiornato periodicamente e consultabile online.
All’interno del bollettino non si trova solo il noto grado di pericolo valanghe, ma anche informazioni fondamentali per una corretta pianificazione dell’uscita:
Problemi nivologici presenti
Esposizioni critiche dei pendii
Dimensioni delle valanghe attese
Analisi della stabilità del manto nevoso
“Il grado di pericolo – spiega Fioletti – non è l’unico elemento su cui basarsi. Serve una valutazione completa, anche a microscala, del singolo pendio”.
Grado di pericolo valanghe: cosa significa davvero
La scala europea del pericolo valanghe prevede 5 livelli (da 1 debole a 5 molto forte) con crescita esponenziale del rischio.
Il passaggio da un grado all’altro comporta un aumento significativo della probabilità di distacco:
Con grado 2 (moderato) i pendii pericolosi sono alcuni
Con grado 3 (marcato) i pendii a rischio sono molti e l’itinerario deve evitare tratti ripidi
La Lombardia è suddivisa in 12 aree geografiche omogenee per caratteristiche meteorologiche, nivologiche e orografiche, su cui viene effettuata una valutazione media ponderata.
Non basta il “semaforo verde”: esperienza e preparazione sono decisive
Un errore comune è affidarsi esclusivamente al numero indicato nel bollettino.
Anche con condizioni apparentemente favorevoli, è fondamentale:
Mantenere distanze di sicurezza su pendii ripidi
Leggere correttamente le pendenze
Evitare trappole morfologiche
Valutare se un itinerario è già stato tracciato o meno
In alternativa, è consigliabile affidarsi a persone più esperte o a professionisti della montagna.
Come nasce il Bollettino Neve e Valanghe
Dietro ogni bollettino lavorano i nivologi, tecnici specializzati che analizzano:
Dati nivologici raccolti sul territorio
Modelli matematici di simulazione della stratigrafia del manto nevoso
Scenari meteorologici previsti
Un lavoro complesso che richiede equilibrio tra scienza, esperienza e capacità interpretativa, con l’obiettivo di informare senza creare allarmismi.
Temperature rigide e ghiacciate: il rischio non scompare
Le recenti gelate non garantiscono automaticamente stabilità. La sicurezza dipende dall’intera stratigrafia del manto nevoso, non solo dagli strati superficiali.
Strati deboli profondi possono persistere per mesi e favorire distacchi improvvisi. In questa stagione, ad esempio, alla base del manto nevoso è presente uno strato di cristalli ricostruiti che può compromettere la stabilità complessiva.
Prevenzione in montagna: non esiste il rischio zero
La parola chiave resta prevenzione.
Secondo i dati riportati dagli esperti, il 70% degli incidenti in valanga è causato da una scelta errata dell’itinerario rispetto al grado di pericolo.
Una corretta pianificazione, lo studio del bollettino e la valutazione delle condizioni locali sono fondamentali per ridurre il rischio.
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