Cronaca

Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS): mai così tanti interventi

today1 Aprile 2026 6

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Milano, 1 aprile 2025 – Il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico (CNSAS), sezione nazionale del Club Alpino Italiano che da oltre 70 anni effettua soccorsi tecnici e sanitari in ambiente montano, in grotta e negli ambienti impervi del territorio nazionale con circa 7.000 tecnici altamente specializzati, presenta il report delle attività svolte nel corso del 2025.

Le attività – svolte in collaborazione con il Numero Unico Emergenza 112, il Servizio Sanitario Nazionale e il sistema di emergenza-urgenza sanitaria – sono finalizzate a garantire il soccorso e l’assistenza immediata ai soggetti infortunati, alle persone in difficoltà o in imminente pericolo di vita, alla ricerca e al recupero di dispersi e caduti.

I numeri del 2025: +8% di interventi rispetto al 2024, mai così tanti

Nel corso dell’anno appena trascorso, il Corpo Nazionale Soccorso Alpino e Speleologico ha effettuato 11.287 missioni di soccorso, mentre quelle svolte dal Soccorso Alpino Valdostano sono state 1.750, per un totale complessivo di 13.037 interventi di soccorso alpino , segnando un aumento dell’8% rispetto alle 12.063 del 2024 e alle 12.349 del 2023.

Il dato rappresenta il valore più alto di sempre e conferma una crescita costante della pressione sul sistema di soccorso in montagna e negli ambienti impervi.

Le attività hanno richiesto un impegno complessivo di 204.996 ore/uomo, per un totale di 35.080 giornate/uomo, con il coinvolgimento di 46.927 soccorritori, a fronte di un organico complessivo di circa 7.000 tecnici.

Le cause degli interventi

Le principali cause degli interventi restano sostanzialmente stabili, ma evidenziano criticità strutturali:

  • Caduta o scivolata: 45,0%
  • Malore: 14,1%
  • Incapacità durante l’attività: 8,1%

Il dato sulle cadute, che rappresentano quasi la metà degli interventi, conferma come la scarsa preparazione tecnica e la sottovalutazione dei rischi restino tra i principali fattori di incidente.

Le attività coinvolte

L’escursionismo si conferma nettamente l’attività più coinvolta:

  • Escursionismo: 43,6%
  • Mountain bike: 7,6%
  • Sci: 7,4%
  • Alpinismo: 5,2%
  • Ricerca funghi: 3,2%

In particolare, continua a crescere il peso di attività “accessibili” come escursionismo e bike, che attirano un numero sempre maggiore di praticanti anche poco esperti.

Lo stato fisico delle persone soccorse

Nel 2025 si registrano:

  • 528 persone decedute
  • 9.624 feriti di cui 1.649 recuperati dal Soccorso Alpino Valdostano
  • 4.231 illesi
  • 140 dispersi

Il dato dei decessi segna un aumento significativo del 13% rispetto ai 466 del 2024 e ai 491 del 2023 , invertendo il leggero trend di riduzione osservato negli ultimi anni.

L’identikit della persona soccorsa

L’identikit della persona soccorsa rimane sostanzialmente stabile rispetto agli anni precedenti: uomo (69,5%), italiano (81,1%), con un’età prevalente tra i 50 e i 60 anni (15,51%) .

Si tratta frequentemente di escursionisti coinvolti in incidenti dovuti a cadute o a difficoltà legate al terreno e alle condizioni ambientali..

Quando intervengono i soccorsi

Come negli anni precedenti, gli interventi si concentrano nei mesi estivi:

  • Agosto: 17,9%
  • Luglio: 13,6%
  • Settembre: 11,4%

Quasi la metà degli incidenti si verifica quindi nel periodo estivo di maggiore afflusso turistico e outdoor.

Il contributo dell’app GeoResQ: crescita degli utenti e supporto alla gestione delle emergenze Nel 2025 cresce il ruolo di GeoResQ, l’app sviluppata da Soccorso Alpino e Speleologico e dal Club Alpino Italiano per la geolocalizzazione nelle emergenze in ambiente impervio.

Le centrali operative hanno gestito 354 eventi , migliorando rapidità ed efficacia dei soccorsi grazie a coordinate GPS precise.

Aumenta anche la diffusione: +55.000 nuovi utenti , per un totale di 256.000 utenti attivi .

Il progetto è supportato dal Dipartimento nazionale della Protezione Civile, a conferma del suo valore strategico nella gestione delle emergenze e nella prevenzione del rischio.

Il quadro complessivo conferma una pressione crescente sul sistema di soccorso e rafforza la necessità di investire in prevenzione, sensibilizzazione e formazione .

Il CNSAS rinnova quindi l’invito a frequentare la montagna con consapevolezza, preparazione e prudenza, ricordando che la sicurezza passa anche dalla capacità di rinunciare quando le condizioni non sono adeguate.







Scritto da: Paolo Croce

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