Ambiente e Territorio

Parco Nazionale dello Stelvio: catturata e radiocollarata una femmina di lupo: le catture e il radiomarcaggio sono strumenti fondamentali per raccogliere dati oggettivi e comprendere il funzionamento degli ecosistemi alpini

today3 Aprile 2026 3

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PNS cattura lupo 1

Nella notte del 1° aprile, nell’area della Reit, all’interno del Parco Nazionale dello Stelvio, è stata effettuata con successo la cattura e il radio marcaggio di un esemplare di lupo, nell’ambito delle attività di monitoraggio della specie condotte dal Parco. “È una femmina di quattro anni, quasi 34 kg e ottimo stato di salute, quella entrata nella trappola alle ore 23:47 del 1 aprile” spiega Valerio Donini, ricercatore del Parco Nazionale dello Stelvio che segue, in particolare, il monitoraggio di questa specie nell’area protetta.

Le caratteristiche osservate, spiega ancora il ricercatore, fanno ritenere che possa trattarsi della femmina dominante del branco della Reit, anche se tale attribuzione non può essere confermata con assoluta certezza.

Le operazioni, coordinate dal personale del Parco con il supporto dei Carabinieri Forestali e del veterinario incaricato, si sono svolte in condizioni di massima sicurezza per l’animale e si sono concluse nell’arco di circa un’ora e mezza in cui è stato possibile raccogliere dati biometrici e campioni genetici, oltrechè applicare il radiocollare, fondamentale per il monitoraggio degli spostamenti e del comportamento dell’animale.

La femmina è stata successivamente rilasciata nelle immediate vicinanze del luogo di cattura.

Per il Parco si tratta della terza cattura in dodici mesi.

Felice del risultato ottenuto, il coordinatore scientifico del Parco Nazionale dello Stelvio Luca Pedrotti, commenta così questo nuovo successo del team di ricerca: “le catture e il radiomarcaggio sono strumenti fondamentali per raccogliere dati oggettivi e comprendere il funzionamento degli ecosistemi alpini.

In un contesto fortemente antropizzato, queste informazioni sono essenziali per analizzare le relazioni tra fauna selvatica e attività umane e supportare strategie di gestione orientate alla coesistenza”.

Aggiunge quindi Luca Corlatti, coordinatore scientifico del settore lombardo del Parco: “la cattura rappresenta un passaggio importante nel percorso di ricerca che stiamo portando avanti sui grandi carnivori negli ecosistemi alpini.

Il monitoraggio diretto di un individuo ci permette di migliorare in modo significativo la qualità delle informazioni raccolte e, allo stesso tempo, di rafforzare le competenze e l’efficacia del gruppo di lavoro”.

Le attività di monitoraggio rappresentano infatti uno strumento fondamentale non solo per approfondire la conoscenza della specie, ma anche per supportare la gestione del territorio e contribuire a una convivenza più consapevole e informata tra uomo e fauna selvatica. “Queste attività ci permettono di costruire una conoscenza solida e condivisa” spiega Franco Claretti, Direttore del Parco, “indispensabile per affrontare in modo serio e responsabile le sfide legate alla presenza dei grandi carnivori.

La coesistenza non è un obiettivo astratto, ma un percorso concreto che richiede dati, competenze e dialogo”.







Scritto da: Paolo Croce

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