La crisi idrica in Lombardia resta sotto stretta osservazione. Oggi, a Palazzo Lombardia, si è riunito il Tavolo per l’utilizzo in agricoltura della risorsa idrica, coordinato dagli assessori regionali Massimo Sertori, con delega a Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo della risorsa idrica, e Alessandro Beduschi, assessore all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste.
Al confronto hanno partecipato associazioni agricole, enti erogatori, consorzi di bonifica e di gestione delle acque e i principali soggetti coinvolti nella gestione della risorsa idrica.
Il quadro emerso è quello di una situazione oggettivamente critica, anche se non paragonabile a quella del 2022, anno segnato da temperature record e da un deficit di risorse superiore al 60%.
Crisi idrica in Lombardia: deficit al 36%
Secondo i dati presentati durante il Tavolo regionale, la Lombardia si trova oggi in una condizione di severità idrica media, in linea con le valutazioni dell’Osservatorio permanente per gli utilizzi idrici nel Distretto del fiume Po.
Il deficit complessivo stimato è del 36% rispetto alla media del periodo di riferimento. La situazione risulta più critica nei bacini di Ticino, Adda, Oglio e Brembo, dove il deficit supera di poco il 40%. Meno in sofferenza, invece, il sistema Garda-Mincio, con un deficit del 20%.
Alla base delle difficoltà attuali ci sono una stagione invernale con poca neve, già sciolta a causa delle alte temperature, e una primavera povera di precipitazioni. Un’evoluzione che Regione Lombardia definisce attesa, ma comunque preoccupante per l’agricoltura e per la gestione dei fabbisogni idrici delle prossime settimane.
Sertori: “Concordate azioni per contrastare la carenza d’acqua”
Durante il Tavolo, Regione Lombardia, con il supporto di Arpa, ha condiviso con tutti i soggetti interessati i dati aggiornati sullo stato delle risorse idriche, sull’andamento delle temperature, sulle previsioni meteorologiche, sulle riserve disponibili e sui fabbisogni stimati.
L’obiettivo è concordare azioni e strategie comuni per contrastare la carenza d’acqua e affrontare la crisi idrica senza arrivare a situazioni di emergenza non governata.
L’assessore Massimo Sertori ha sottolineato l’importanza delle misure già adottate, a partire dalla riduzione delle erogazioni dai grandi laghi dopo una prima fase in cui era stato garantito il soddisfacimento delle richieste irrigue.
Secondo il monitoraggio odierno, il livello dei laghi è diminuito perché nelle scorse settimane è stata fornita acqua alla pianura, colpita dal forte caldo e dalla mancanza di piogge. La discesa dei livelli è stata però in parte contenuta dalla successiva riduzione delle erogazioni e dai temporali che hanno interessato Alpi e Prealpi lombarde.
Accordo con le società idroelettriche per sostenere laghi e irrigazione
Tra le azioni messe in campo c’è anche l’accordo raggiunto con le principali società idroelettriche che gestiscono i serbatoi alpini. L’intesa punta a sostenere il lago di Como, il lago d’Iseo e i prelievi irrigui dai fiumi Brembo e Serio.
È inoltre in corso la definizione di un accordo con la Provincia autonoma di Trento per sostenere il lago d’Idro e l’irrigazione di valle, grazie agli apporti dei serbatoi dell’Alto Chiese.
Secondo Regione Lombardia, l’insieme delle misure promosse e concordate al Tavolo dovrebbe consentire di sostenere l’irrigazione fino alla terza settimana di luglio, con l’obiettivo di salvare almeno il primo raccolto.
Beduschi: “Lavoro di squadra fondamentale per salvare il primo raccolto”
L’assessore Alessandro Beduschi ha evidenziato il ruolo centrale del coordinamento tra tutti i soggetti coinvolti.
“L’agricoltura lombarda sta affrontando una stagione complessa, segnata da temperature elevate e da una disponibilità idrica inferiore alla media”, ha dichiarato Beduschi. “Proprio per questo il lavoro di squadra tra tutti i soggetti coinvolti si sta rivelando fondamentale”.
Per Beduschi, le decisioni condivise al Tavolo regionale e la collaborazione con i gestori dei grandi laghi e degli invasi consentono di guardare con maggiore fiducia alle prossime settimane e di mettere in sicurezza il primo raccolto.
Regione Lombardia continuerà a monitorare quotidianamente l’evoluzione della situazione, con l’obiettivo di garantire l’acqua necessaria alle colture e tutelare un comparto strategico per l’economia e la sicurezza alimentare regionale.
Criticità in Lomellina e rapporti con Piemonte e Valle d’Aosta
Durante il Tavolo è stata affrontata anche la situazione della Lomellina, dove sono emerse alcune criticità nella gestione delle acque tra territori lombardi e piemontesi.
Per quanto riguarda il lato lombardo, le erogazioni dal sistema lago Maggiore-Ticino proseguono come concordato. Per gli apporti provenienti da Piemonte e Valle d’Aosta, invece, è già attivo un tavolo di approfondimento coordinato dall’Autorità di Bacino Distrettuale del fiume Po.
Regione Lombardia ha assicurato che la questione resta sotto attenzione.
Deflusso minimo vitale: pronta una delibera, ma nessun utilizzo immediato
Considerata la condizione di severità idrica media, Regione Lombardia ha predisposto una delibera di Giunta per aggiornare le procedure relative alla richiesta di deroghe al deflusso minimo vitale o deflusso ecologico.
Sertori ha precisato che si tratta di un atto dovuto, ma che al momento non è previsto un utilizzo immediato dello strumento. La Regione si prepara comunque a intervenire nel caso in cui la situazione dovesse peggiorare nelle prossime settimane.
Controlli rafforzati sui prelievi d’acqua
Nelle prossime settimane saranno intensificati anche i controlli sui fiumi lombardi, per verificare il rispetto delle regole nei prelievi d’acqua.
La gestione della risorsa idrica resta quindi una priorità per Regione Lombardia, in una fase in cui agricoltura, produzione energetica, tutela ambientale e sicurezza alimentare devono trovare un equilibrio sempre più delicato.
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