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Livigno chiude La Milanesiana: grande partecipazione per la tappa finale del festival culturale

today23 Luglio 2026 30

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La tappa conclusiva della ventisettesima edizione conferma il forte legame tra La Milanesiana e la destinazione alpina, attraverso tre serate dedicate a teatro, musica, parola e nuovi linguaggi artistici.

Grande successo per La Milanesiana a Livigno, che dal 20 al 22 luglio ha trasformato la località alpina in un palcoscenico culturale d’eccezione, registrando una grande partecipazione di pubblico durante tutte e tre le serate della manifestazione.

L’appuntamento, inserito in una collaborazione ormai consolidata da cinque anni, ha coinvolto residenti e turisti, confermando la capacità del festival di creare un dialogo autentico tra alcuni dei protagonisti della cultura italiana, il territorio e la comunità locale.

La Milanesiana a Livigno tra cultura, territorio e identità

Ideata e diretta da Elisabetta Sgarbi, La Milanesiana è giunta alla sua ventisettesima edizione, dedicata quest’anno al tema “Il desiderio e la legge”.

La tappa di Livigno ha proposto un programma articolato tra teatro, musica, cinema e parola, offrendo occasioni di spettacolo e riflessione all’interno di un contesto unico. La dimensione culturale si è così intrecciata con quella paesaggistica e identitaria della destinazione, creando un’esperienza capace di coinvolgere pubblici differenti.

La manifestazione ha inoltre confermato il ruolo di Livigno come luogo aperto alla contaminazione tra linguaggi, esperienze artistiche e forme contemporanee di racconto.

Paolo Ruffini apre il festival con “Io sono perfetto”

Ad aprire la tappa finale de La Milanesiana, nella serata del 20 luglio, è stato Paolo Ruffini con lo spettacolo “Io sono perfetto – E se il nostro prossimo presidente fosse Down?”.

Un progetto intenso e coinvolgente, capace di unire ironia, emozione e profondità. Attraverso uno sguardo libero da pregiudizi, Ruffini ha accompagnato il pubblico in una riflessione autentica sul tema della diversità, mettendo in discussione e rivoluzionando il concetto stesso di normalità.

Lo spettacolo ha conquistato gli spettatori grazie a un linguaggio immediato, diretto e profondamente umano.

Irene Grandi emoziona il pubblico di Livigno

Il 21 luglio è stata la volta di Irene Grandi, protagonista di “Fiera di me”, in dialogo con Alessandro Gnocchi e accompagnata da Leo Di Dante.

L’artista ha proposto un live essenziale e potente, capace di restituire tutta la forza espressiva del suo repertorio all’interno di una dimensione intima e contemporanea.

Musica e racconto personale si sono alternati durante la serata, offrendo al pubblico l’immagine di un’artista consapevole del proprio percorso e ancora capace di rinnovarsi, emozionare e creare una relazione immediata con gli spettatori.

Il gran finale dedicato a Franco Battiato

La serata conclusiva del 22 luglio ha reso omaggio a Franco Battiato, attraverso un percorso musicale e cinematografico dedicato alla sua opera, alla sua ricerca artistica e alla sua dimensione spirituale.

Ad aprire l’appuntamento è stato il prologo cinematografico di Theo Volpatti, intitolato “Sulle tracce di Beethoven”, accompagnato da Francesco Libetta al pianoforte sulle note de “La Cura”.

A seguire, il pubblico ha assistito a “Regine dei Mondi – Queendoms” di Agadez, compositrice e cantautrice italiana, accompagnata da Antonio Forcione, Giovanna Famulari, Claudia Ugenti e Simone Pulvano.

La performance, intensa e immersiva, ha esplorato il lato più spirituale e visionario dell’universo di Battiato, costruendo un dialogo tra musica, suggestioni visive e ricerca interiore.

A chiudere la ventisettesima edizione de La Milanesiana è stato Giovanni Caccamo con “L’alba dentro l’imbrunire”, un racconto musicale personale dedicato ai suoi primi dieci anni di carriera.

L’artista ha ripercorso i propri successi, i brani scritti per altri interpreti e alcuni dei momenti più significativi della sua storia professionale, dedicando un emozionante tributo a Franco Battiato, suo mentore e fondamentale punto di riferimento artistico.

Sharon Zini: «Un progetto strategico di crescita culturale»

«Il percorso condiviso con La Milanesiana, giunto al quinto anno, rappresenta per Livigno un progetto strategico di crescita culturale. L’evoluzione della partecipazione e il coinvolgimento del pubblico testimoniano non solo il valore della manifestazione, ma anche il lavoro avviato sul territorio per ampliare l’offerta culturale, attraverso iniziative e attività che contribuiscono a rafforzare l’importanza dell’identità della destinazione», commenta Sharon Zini, Assessore alla Cultura e al Turismo del Comune di Livigno.

Elisabetta Sgarbi: «A Livigno il viaggio trova il suo compimento»

«Ogni anno la tappa di Livigno assume per La Milanesiana un significato particolare: è il momento in cui un lungo viaggio attraverso l’Italia trova il suo compimento in un luogo capace di accogliere la cultura in tutte le sue forme. Chiudere qui il festival significa celebrare il valore dell’incontro tra artisti, pubblico e territorio, in un contesto che amplifica la forza e la bellezza delle storie raccontate», afferma Elisabetta Sgarbi.

Livigno si conferma destinazione culturale

Con La Milanesiana, Livigno si conferma luogo di incontro tra cultura, territorio e identità, capace di proporre un’offerta di alto profilo che arricchisce il calendario degli eventi della destinazione.

Il successo delle tre serate rafforza il posizionamento della località non soltanto come meta sportiva e naturalistica, ma anche come destinazione culturale, in grado di accogliere artisti, scrittori, musicisti e nuovi linguaggi contemporanei.

La collaborazione con La Milanesiana rappresenta quindi un progetto sempre più radicato nel territorio e un’occasione per ampliare l’esperienza offerta a residenti e visitatori, valorizzando Livigno come spazio di incontro, riflessione e partecipazione.







Scritto da: Elena Botta

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