Il Prefetto di Sondrio, Anna Pavone, ha consegnato oggi, 22 settembre 2026, le Medaglie d’Onore ai familiari di cinque cittadini della provincia di Sondrio, conferite dal Presidente della Repubblica agli italiani, militari e civili, deportati e internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra.
Alla cerimonia hanno preso parte anche i sindaci dei Comuni di residenza dei familiari degli insigniti: Chiavenna, Morbegno e Teglio.
Le Medaglie d’Onore sono state conferite con Decreto del Presidente della Repubblica a cinque cittadini legati al territorio provinciale.
I cinque insigniti
Paolo Andreoli, nato a Teglio il 2 giugno 1924, internato in Germania dal 9 settembre 1943 al 24 febbraio 1945.
Luigi Duico, nato a Teglio il 26 luglio 1917, internato dal 10 settembre 1943 al 25 agosto 1945 nello Stalag/Arbeitskommando del III Reich.
Renato Colli, nato a Gerola Alta il 20 giugno 1916, internato dal 9 settembre 1943 al 1° agosto 1945 nello Stammlager III C.
Severino Luigi Marchesi, nato a Chiuro il 30 novembre 1920, internato dal 9 settembre 1943 al 1° luglio 1944 nello Stalag I A, nello Stalag VIII B e nell’ospedale di Chemnitz.
Aquilino Rizzi, nato a Colico il 28 settembre 1919, internato dal 10 settembre 1943 al 14 novembre 1945 tra Stablack I A, Deblin Irena, Wesuwe, Oberlangen e Stalag 326.
La Medaglia d’Onore rappresenta il riconoscimento dello Stato agli italiani che subirono la deportazione e l’internamento nei campi nazisti e furono destinati al lavoro coatto durante la Seconda guerra mondiale.
La cerimonia di Sondrio ha così ricordato le vicende di cinque uomini del territorio e, attraverso i loro familiari, una pagina della storia italiana legata alla deportazione e all’internamento durante il conflitto.
Una cerimonia nel segno della memoria e del riconoscimento istituzionale. Il Prefetto di Sondrio, Anna Pavone, ha consegnato ai familiari di cinque cittadini della provincia le Medaglie d’Onore conferite dal Presidente della Repubblica. Le onorificenze sono destinate ai cittadini italiani, militari e civili, deportati e internati nei lager nazisti e destinati al lavoro coatto per l’economia di guerra. Alla cerimonia hanno partecipato anche i sindaci dei Comuni di residenza dei […]