Ambiente e Territorio

Energia, doppio conto per imprese e famiglie: a Sondrio 15 milioni di extracosti per le MPI. Confartigianato Imprese Sondrio: «Il caro energia continua a pesare sulla competitività delle piccole imprese e sui bilanci delle famiglie»

today25 Settembre 2026 1

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Granelli Pichett Fratin

Il costo dell’energia torna a rappresentare una delle principali criticità per imprese e famiglie.

A evidenziarlo sono due recenti analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato, presentate in occasione della 22ª edizione di “Energies and Sustainability Confartigianato High School”, l’annuale convention organizzata dalla Confederazione, in collaborazione con i Consorzi energia Caem, CEnPI e Multienergia.

Un appuntamento di alto profilo che ha riunito circa 150 rappresentanti del Sistema Confartigianato e numerosi esponenti delle istituzioni, dell’economia, dell’università e dell’informazione per confrontarsi sulle grandi trasformazioni geopolitiche, economiche ed energetiche e sulle sfide della transizione.

Tra gli ospiti anche il Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Gilberto Pichetto Fratin e l’Amministratore Delegato del GSE – Gestore dei Servizi Energetici, Vinicio Mosè Vigilante, insieme a personalità del mondo istituzionale, economico e culturale.

I dati presentati durante la convention mostrano che le micro e piccole imprese italiane sostengono un extracosto dell’energia elettrica di 3,7 miliardi di euro rispetto alla media europea.

Il prezzo pagato dalle piccole imprese è superiore del 17,9% alla media UE e particolarmente pesante risulta il prelievo fiscale e parafiscale, maggiore del 47,4%.

Per le imprese con consumi inferiori a 20 MWh il divario fiscale rispetto all’Europa raggiunge addirittura il +75,5%.

Il fenomeno assume particolare rilievo in Lombardia, che con 700 milioni di euro concentra il maggiore extracosto regionale, pari al 19,1% del totale nazionale.

In provincia di Sondrio l’extracosto sostenuto dalle micro e piccole imprese per il differenziale del prezzo dell’energia elettrica rispetto alla media UE è stimato in 15 milioni di euro.

Una cifra significativa soprattutto se rapportata alle dimensioni dell’economia locale: l’incidenza è pari allo 0,22% del PIL provinciale, superiore allo 0,14% della Lombardia e allo 0,17% nazionale.

Un dato particolarmente rilevante per un territorio caratterizzato da una presenza diffusa di micro e piccole imprese, per le quali il costo dell’energia incide direttamente sulla competitività e sulla capacità di investire, innovare e affrontare la transizione energetica.

Alla pressione sulle imprese si aggiunge quella sulle famiglie.

Tra febbraio e agosto 2026 i prezzi di elettricità, gas e altri combustibili domestici sono aumentati complessivamente dell’11,4%, a fronte di un’inflazione generale del 2,8%, determinando una maggiore spesa stimata in 1,8 miliardi di euro per le famiglie italiane.

Anche in questo caso la Lombardia registra, in valore assoluto, l’impatto più elevato, con 329 milioni di euro di maggiore spesa per le famiglie e una crescita cumulata dei prezzi energetici del 12,3% in sei mesi.

Il quadro evidenzia quindi una doppia pressione sul sistema economico lombardo: sulle imprese, che continuano a sostenere costi dell’elettricità superiori ai concorrenti europei, e sulle famiglie, alle prese con una nuova accelerazione delle bollette energetiche. "Per una provincia come la nostra – sottolinea Gionni Gritti, Presidente di Confartigianato Imprese Sondrio – il tema dell’energia non può essere considerato soltanto una questione congiunturale.

Quindici milioni di euro di extracosto per le micro e piccole imprese sono risorse sottratte agli investimenti, all’innovazione e alla crescita delle aziende del territorio.

Un dato ancora più significativo considerando che, in rapporto al PIL, l’incidenza registrata a Sondrio, nonostante la presenza di numerose centrali idroelettriche, è superiore alla media lombarda e nazionale". "Imprese e cittadini si trovano a fronteggiare contemporaneamente una pressione energetica che rischia di riflettersi sui consumi e sull’intero sistema economico locale.

Ben venga quindi la nascita di strumenti come le Comunità Energetiche Rinnovabili, tra cui SO.

CER, ma è altrettanto necessario intervenire sulle cause strutturali che rendono l’energia più costosa per le piccole imprese italiane, a partire dal peso fiscale e parafiscale delle bollette, favorendo al tempo stesso efficienza energetica, autoproduzione e fonti rinnovabili".

Come evidenziato dal Presidente nazionale di Confartigianato Marco Granelli, tra gli interventi strutturali necessari vi è il riequilibrio del carico fiscale e degli oneri generali di sistema, che oggi penalizzano soprattutto le aziende di minori dimensioni.







Scritto da: Paolo Croce

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