Domenica 11 ottobre si celebra la 76ª Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro, promossa dall’ANMIL (Associazione Nazionale Mutilati Invalidi del Lavoro).
“Domenica 11 ottobre si celebrerà in tutta Italia la 76ª Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro, promossa dall’ANMIL (Associazione Nazionale Mutilati Invalidi del Lavoro).
Un appuntamento che rinnova il ricordo di chi ha perso la vita sul lavoro, che deve essere anche un momento di responsabilità collettiva.
Ricordare non basta: è necessario continuare a investire nella prevenzione, nella formazione e nella consapevolezza, affinché la sicurezza diventi un impegno concreto e quotidiano.”
Queste le parole, in occasione della Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro, dell’Ing. Mauro Rossato , Presidente dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega di Mestre, che aggiunge:
“Nei primi sette mesi del 2026 sono stati registrati 595 decessi, un numero leggermente inferiore rispetto all’anno precedente, quando le vittime erano 607. Una lieve diminuzione che non può essere interpretata come un miglioramento strutturale della sicurezza nel nostro Paese.
Il quadro resta infatti critico, sia a livello territoriale, con cinque regioni in zona rossa, sia per alcune categorie di lavoratori particolarmente esposte al rischio.
Tra queste, i lavoratori stranieri, che registrano 121 vittime in occasione di lavoro e un’incidenza della mortalità oltre tre volte superiore a quella degli italiani: 46,8 decessi ogni milione di occupati stranieri, contro 14,4 per quanto riguarda gli italiani.
Gli over 65 restano la fascia d’età con l’incidenza più elevata.
A questo quadro si aggiunge l’aumento del 5,3% delle denunce di infortunio, che nei primi sette mesi del 2026 hanno raggiunto quota 368.085.
Numeri che richiamano l’attenzione sulla necessità di rafforzare le misure di formazione e prevenzione per contrastare il fenomeno infortunistico. È questo l’impegno che questa giornata nazionale deve rinnovare: fare della tutela della vita e della salute dei lavoratori una priorità concreta e quotidiana”.
MORTI SUL LAVORO IN ITALIA: I PRINCIPALI DATI DEI PRIMI SETTE MESI DEL 2026
In occasione della Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro, l’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro e Ambiente Vega richiama l’attenzione su alcuni dei dati più significativi relativi all’andamento del fenomeno infortunistico in Italia nei primi sette mesi del 2026.
L’analisi completa, con i dati e i grafici di approfondimento, è disponibile sul sito: www.
vegaengineering.com/osservatorio
IL RISCHIO DI MORTE REGIONE PER REGIONE
A fine luglio 2026, con un’incidenza media nazionale pari a 17,8 decessi ogni milione di occupati, sono cinque le regioni in zona rossa , con un’incidenza superiore del 25% rispetto alla media nazionale: Calabria , Sicilia , Campania , Liguria e Puglia .
In zona arancione si collocano Trentino-Alto Adige, Veneto, Molise e Toscana; in zona gialla Piemonte, Marche, Emilia-Romagna, Umbria, Sardegna, Basilicata, Lombardia e Abruzzo; in zona bianca Lazio, Friuli-Venezia Giulia e Valle d’Aosta.
MORTI E INFORTUNI IN ITALIA A LUGLIO 2026
Nei primi sette mesi del 2026 sono 595 le vittime sul lavoro in Italia , di cui 430 in occasione di lavoro (7 in meno rispetto allo stesso periodo del 2025) e 165 in itinere (5 in meno).
La Lombardia registra il maggior numero di vittime in occasione di lavoro (66), seguita da Veneto (44), Campania (41), Sicilia (35), Emilia-Romagna (34), Piemonte (32), Toscana e Lazio (31), Puglia (29), Calabria (17), Liguria (15), Trentino-Alto Adige e Marche (11), Sardegna (9), Abruzzo (7), Umbria e Friuli-Venezia Giulia (6), Basilicata (3) e Molise (2).
IL FENOMENO INFORTUNISTICO PER ETÀ
Nei primi sette mesi del 2026, considerando i decessi in occasione di lavoro, l’incidenza di mortalità più elevata si registra tra gli over 65 (55,4 decessi ogni milione di occupati), seguiti dai lavoratori tra i 55 e i 64 anni (27,3) e tra i 15 e i 24 anni (21,9).
In termini assoluti, invece, la fascia d’età più colpita è quella tra i 55 e i 64 anni, con 153 vittime su un totale di 430.
LAVORATORI STRANIERI
Sono 169 gli stranieri vittime di infortuni sul lavoro su un totale di 595, di cui 121 deceduti in occasione di lavoro e 48 in itinere. Il rischio di morte sul lavoro è oltre tre volte superiore rispetto a quello per i lavoratori italiani : 46,8 morti ogni milione di occupati , contro un indice di 14,4 degli italiani.
DENUNCE DI INFORTUNIO A FINE LUGLIO 2026
Le denunce di infortunio totali, registrate a fine luglio 2026, sono 368.085 , in aumento del +5,3% rispetto a luglio 2025 .
Il numero più elevato di denunce totali si registra nelle Attività Manifatturiere (41.778) .
Seguono: Costruzioni (22.382), Sanità (22.353), Commercio (19.801) e Trasporto e Magazzinaggio (19.635).
Le denunce totali dei lavoratori stranieri sono 79.633 su 368.085 (circa 1 su 5), 66.839 in occasione di lavoro su un totale di 307.804 (ancora circa 1 su 5).
COS’È L’INCIDENZA DEGLI INFORTUNI
L’incidenza degli infortuni mortali indica il numero di lavoratori deceduti durante l’attività lavorativa in una data area (regione o provincia) ogni milione di occupati presenti nella stessa.
Questo indice consente di confrontare il fenomeno infortunistico tra le diverse regioni, pur caratterizzate da una popolazione lavorativa differente.
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