A Palazzo Pirelli la Commissione speciale incontra gli eurodeputati lombardi Zamperini (FdI): “Serve una strategia comune per chi vive e lavora nelle zone interne”
Portare le specificità delle zone montane e alpine al centro della programmazione europea e delle future politiche di coesione. È questo l’obiettivo dell’incontro svoltosi oggi a Palazzo Pirelli, promosso dalla Commissione speciale per la valorizzazione e tutela dei territori montani e di confine e i rapporti tra Lombardia e Confederazione Svizzera, presieduta da Giacomo Zamperini (Fratelli d’Italia).
L’iniziativa ha riunito istituzioni regionali ed eurodeputati lombardi per avviare un confronto concreto sulle criticità che interessano chi vive e lavora nelle aree interne e alpine, con l’intento di incidere sulle scelte strategiche dell’Unione Europea.
“Scopo dell’incontro di oggi è stato pianificare una strategia comune per il riconoscimento delle specificità delle zone montane – ha dichiarato il presidente Zamperini –. Grazie alla disponibilità di tutti, abbiamo trovato una posizione condivisa anche con gli eurodeputati per portare il tema all’attenzione degli organismi europei, cercando soluzioni comuni ai problemi di chi vive e lavora nelle zone alpine. Con la Commissione lavoreremo a una Risoluzione da sottoporre al Consiglio regionale nella prossima Sessione europea di marzo”.
Tra i principali temi affrontati figurano il “diritto a rimanere” nei territori montani, l’housing sociale, il frontalierato e il divario salariale, in particolare per le professioni sanitarie nelle zone di confine. Al centro del dibattito anche mobilità, dissesto idrogeologico, derivazioni idroelettriche e tutela delle colture tradizionali, come il latte crudo e l’alpeggio.
All’incontro hanno partecipato gli europarlamentari Lara Magoni, Silvia Sardone, Giorgio Gori e Pierfrancesco Maran, che hanno condiviso la necessità di strumenti europei più mirati per i territori alpini.
“Particolare attenzione deve essere data al tema della ZES, la Zona Economica Speciale – ha aggiunto Zamperini –. Anche le aree montane hanno bisogno di strumenti dedicati che riconoscano una specificità unica, non solo fiscale. Potremmo parlare di ‘zone economiche semplificate’, fondamentali per ridurre una burocrazia che spesso frena imprese, investimenti e chi sceglie di vivere in montagna. Il ‘right to stay’ deve diventare un principio guida delle politiche europee”.
Preoccupazione condivisa anche per la nuova impostazione del Bilancio europeo, che prevede un Fondo unico per coesione e agricoltura, con il rischio di una riduzione fino al 40% delle risorse disponibili, gestite attraverso piani di partenariato nazionale e regionale.
Su questo tema, l’eurodeputata Lara Magoni ha annunciato un prossimo incontro con il Vicepresidente esecutivo per la Coesione e le Riforme, Raffaele Fitto, mentre è emersa la necessità di rafforzare il ruolo di EUSALP, la Strategia macroregionale alpina.
“Con la nuova presidenza bavarese di Eusalp stiamo lavorando a un documento comune da inviare alla Commissione europea per rivedere il ruolo della Strategia alpina – ha spiegato l’assessore regionale allo Sviluppo economico Guido Guidesi –. Parallelamente, con le Regioni italiane coinvolte stiamo elaborando una nuova missione che preveda strumenti finanziari semplificati e sinergie interregionali, sulla scorta delle ZES”.
All’incontro erano presenti numerosi rappresentanti istituzionali regionali, tra cui Jacopo Scandella (PD), Claudia Carzeri (FI), Angelo Orsenigo (PD), Floriano Massardi (Lega), Alessandro Cantoni (Lombardia Ideale) e diversi consiglieri regionali, a conferma di un impegno trasversale per il futuro delle aree montane lombarde e alpine.
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