La CGIL di Sondrio si schiera contro la partecipazione dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement) tra la delegazione statunitense durante le Olimpiadi Invernali Milano-Cortina 2026. La decisione solleva preoccupazioni sulla sicurezza a Bormio e Livigno, zone chiave dei Giochi olimpici.
Sicurezza dei cittadini a rischio
Secondo la CGIL, l’ICE è un corpo federale noto per operazioni violente, arresti arbitrari e violazioni dei diritti umani.
“Chi potrebbe sentirsi al sicuro? La CGIL non può accettare che venga messa a rischio la sicurezza di chi vive e lavora nei territori olimpici”, spiegano i sindacati locali.
La mancanza di chiarezza istituzionale aumenta l’allarme: il Ministro dell’Interno, Piantedosi, ha dichiarato di non essere a conoscenza della presenza dell’ICE ai Giochi.
“Una situazione che evidenzia mancanza di chiarezza e di responsabilità istituzionale”, aggiunge la CGIL di Sondrio.
Un appello per Olimpiadi sicure e inclusive
La CGIL sottolinea che la sicurezza olimpica deve proteggere persone, lavoratori e comunità, senza creare paura o discriminazione:
“La presenza di un corpo militare straniero con funzioni di controllo dell’immigrazione rappresenterebbe un pericolo per tutti e rischierebbe di trasformare un evento sportivo mondiale in un contesto di sorveglianza e discriminazione, tradendo i valori di inclusione, rispetto e fratellanza che sono alla base dello spirito olimpico e paralimpico”.
Il sindacato chiede a istituzioni locali e nazionali, al Comitato Olimpico Italiano e agli organizzatori di Milano-Cortina 2026 di garantire un evento sicuro:
“Chiediamo un evento aperto e pacifico, in cui la sicurezza di lavoratori, visitatori e atleti sia assicurata nel pieno rispetto dei diritti umani e delle libertà fondamentali”.
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