Ambiente e Territorio

Olimpiadi Milano-Cortina 2026: la Valtellina protagonista di una sfida globale

today23 Febbraio 2026

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Pierluigi Negri

Le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026 in Valtellina si sono concluse lasciando una certezza chiara: il territorio non si è limitato a ospitare un grande evento sportivo, ma ha dimostrato di essere pienamente all’altezza di una sfida globale, complessa e ambiziosa.

Parlo con la responsabilità di chi ha vissuto questo percorso in prima linea, come Direttore del Consorzio Turistico Media Valtellina e come membro del Consiglio di Amministrazione della Fondazione Bormio in rappresentanza della Provincia di Sondrio. Per anni ho considerato l’Olimpiade non solo un appuntamento internazionale, ma un obiettivo personale e istituzionale: esserci, contribuire, costruire.

Lo stesso approccio che ho applicato allo sviluppo del cicloturismo — fatto di visione strategica, programmazione e continuità — ha guidato anche questo percorso. I risultati, quando si lavora con metodo, arrivano nel tempo.

La Valtellina al centro della scena internazionale

I Giochi hanno garantito alla Valtellina una visibilità internazionale senza precedenti. Le immagini di Livigno innevata e le emozionanti gare disputate a Bormio, con l’esordio olimpico dello sci alpinismo, hanno raccontato al mondo un territorio organizzato, affidabile e competitivo.

Le 34 medaglie assegnate tra Livigno e Bormio testimoniano il ruolo centrale della valle all’interno dell’evento olimpico. Una Valtellina capace di presentarsi nella sua veste migliore: paesaggi straordinari, atleti di talento, eccellenze enogastronomiche — con i pizzoccheri simbolicamente “da medaglia” — e un’offerta turistica solida, capace non solo di accogliere, ma di invitare a tornare.

Un’eredità che guarda alle nuove generazioni

L’impatto più significativo dei Giochi non è soltanto mediatico o economico. È, soprattutto, generazionale.

Volontari, giovani atleti, studenti e spettatori hanno potuto osservare da vicino cosa significa lavorare per un obiettivo comune, comprendere il valore della disciplina e sperimentare la forza della determinazione. Perché questa esperienza non resti un ricordo isolato, è necessario trasformarla in opportunità concrete: progetti sportivi strutturati, investimenti sugli impianti, percorsi formativi qualificati e un sostegno stabile alle società del territorio, guardando anche a modelli virtuosi come quello della Norvegia, tra le nazioni più medagliate.

Infrastrutture come strumenti di crescita

Le infrastrutture realizzate o potenziate non rappresentano semplicemente opere materiali, ma veri strumenti di sviluppo. Allo stesso modo, i progetti non possono restare annunci: richiedono responsabilità, visione e continuità amministrativa.

Se sapremo accompagnare le nuove generazioni con politiche lungimiranti, l’Olimpiade diventerà un punto di partenza per un percorso di crescita duraturo, capace di rafforzare l’identità sportiva ed economica della Valtellina.

Esempi di resilienza e impegno istituzionale

Il percorso di Arianna Fontana, che con determinazione e continuità ha raggiunto lo storico traguardo della quattordicesima medaglia olimpica, rappresenta un esempio emblematico di cosa significhi perseverare nel tempo.

Allo stesso modo, il lavoro svolto da istituzioni e amministratori — che hanno sostenuto con convinzione la realizzazione dei Giochi sin dalle fasi iniziali — ha contribuito a valorizzare il territorio e le sue eccellenze, dimostrando come la collaborazione possa tradursi in risultati concreti.

Lo sport come linguaggio universale

Resta infine una riflessione più ampia. Con l’attenzione internazionale rivolta all’Italia, l’appello alla tregua olimpica lanciato da Papa Leone XIV avrebbe potuto rappresentare un segnale ancora più forte di unità e dialogo.

Lo sport possiede infatti una straordinaria forza simbolica: quando supera i confini della competizione e diventa strumento di incontro e di pace, assume un valore autenticamente universale.

Dare continuità all’eredità olimpica

L’eredità dei Giochi è ora nelle mani della comunità, delle istituzioni e degli operatori del territorio. Sta a noi custodirla e trasformarla in un progetto di lungo periodo, capace di generare opportunità, crescita e coesione.

Le Olimpiadi Milano-Cortina 2026 non rappresentano un punto di arrivo, ma l’inizio di una nuova fase per la Valtellina: una fase in cui la visione costruita negli anni può tradursi in sviluppo concreto e duraturo.







Scritto da: Elena Botta

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