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Ristorni frontalieri, scontro Italia-Ticino: Giorgetti critica il blocco deciso dal Canton Ticino. MPS: “Scelta politica che alimenta tensioni”

today30 Giugno 2026 1

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Il ministro dell’Economia incontra la consigliera federale Keller-Sutter. Al centro del confronto la sospensione di 50 milioni di franchi dei ristorni e la questione della tassa sanitaria per i frontalieri

ROMA – Si irrigidisce il confronto tra Italia e Canton Ticino sulla vicenda dei ristorni dei frontalieri. Dopo la decisione del Governo ticinese di sospendere il versamento di circa 50 milioni di franchi, pari a quasi la metà delle compensazioni destinate ai Comuni italiani, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha incontrato a Roma la consigliera federale svizzera Karin Keller-Sutter per affrontare i principali dossier fiscali aperti tra i due Paesi.

Giorgetti: “Il blocco dei ristorni viola l’Accordo sui frontalieri”

Nel corso dell’incontro, il ministro italiano ha espresso una netta posizione nei confronti della decisione assunta dal Governo ticinese.

Secondo quanto riferito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, Giorgetti ha definito la sospensione parziale dei ristorni una misura che viola l’Accordo sui frontalieri del 2020, sottolineando la necessità di individuare rapidamente una soluzione condivisa per ripristinare la piena applicazione del trattato bilaterale.

L’Italia apre al dialogo sulla fiscalità

Nel comunicato diffuso al termine del vertice, il Governo italiano ribadisce di aver già chiarito la natura del contributo sanitario richiesto dalla Regione Lombardia ai nuovi frontalieri.

Roma si dice inoltre disponibile ad approfondire altri temi fiscali, compresa un’eventuale revisione della Convenzione contro le doppie imposizioni, ma solo dopo il pieno ripristino del rispetto dell’accordo bilaterale sui lavoratori frontalieri.

MPS: “La sospensione dei ristorni è una scelta politica”

Sulla vicenda interviene anche il Movimento per il Socialismo (MPS), che critica duramente la decisione del Consiglio di Stato ticinese.

Secondo il movimento, il blocco parziale dei ristorni rappresenta soprattutto un gesto politico e simbolico che rischia di spostare l’attenzione dai reali problemi economici e sociali del Cantone.

Per MPS, salari in calo, aumento del costo della vita, precarietà del lavoro e difficoltà abitative non dipendono dalla presenza dei frontalieri, ma dalle politiche economiche adottate negli ultimi anni.

“No alla contrapposizione tra frontalieri e residenti”

Nel documento diffuso dal Movimento per il Socialismo viene inoltre espresso il timore che il tema dei frontalieri possa essere utilizzato nel dibattito politico cantonale in vista delle prossime elezioni.

Secondo MPS, attribuire ai lavoratori oltreconfine la responsabilità delle difficoltà del Ticino rischia di alimentare tensioni sociali e sentimenti xenofobi, distogliendo l’attenzione dalle questioni strutturali che riguardano il Cantone.

Frontalieri, il confronto tra Italia e Svizzera resta aperto

La partita sui ristorni dei frontalieri, sulla tassa sanitaria e sull’applicazione degli accordi fiscali tra Italia e Svizzera resta quindi aperta.

Nei prossimi mesi il dialogo tra Roma, Berna e il Canton Ticino sarà decisivo per trovare un equilibrio che garantisca il rispetto degli accordi internazionali e tuteli migliaia di lavoratori frontalieri e i Comuni italiani interessati dai ristorni.







Scritto da: Giuliano Padroni

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