Attraverso una serie di immagini scattate in contesti e realtà differenti, il progetto restituisce quanto osservato, vissuto e attraversato durante un periodo di permanenza in Palestina, nell’ambito della campagna di solidarietà internazionale Faz3a, promossa in Palestina dal Coordinamento dei Comitati di Lotta Popolare.
Si tratta di un’iniziativa di protezione civile e presenza nonviolenta, promossa e coordinata in Italia da AssoPacePalestina, con il sostegno di Pax Christi, della campagna Ponti e non Muri, Cultura è Libertà e Un Ponte Per.
Il termine Faz3a indica, nel linguaggio colloquiale palestinese, l’aiuto diretto e l’intervento collettivo a sostegno di chi si trova in difficoltà: una pratica profondamente radicata nella tradizione popolare palestinese.
La campagna Faz3a è attiva da diversi anni e nasce per accompagnare i contadini durante la raccolta delle olive, monitorare le aggressioni di coloni ed esercito e, attraverso la presenza internazionale, tentare di costituire un deterrente alle violenze, affermando il diritto dei palestinesi al raccolto e alla terra.
Dopo il 7 ottobre, la situazione è drasticamente peggiorata: coloni, esercito e polizia israeliani non solo impediscono la raccolta, ma tentano in ogni modo di evacuare pastori, contadini e comunità beduine dai loro villaggi.
Greggi vengono rubati o uccisi, provviste e abitazioni incendiate; uomini, donne e bambini subiscono aggressioni, pestaggi, arresti e uccisioni.
L’esercito demolisce case, dichiara aree militari le zone di pascolo e limita ogni possibilità di vita quotidiana.
In questo contesto, la campagna di protezione è divenuta continua: non più limitata al solo periodo del raccolto, ma estesa alla presenza costante accanto alle famiglie aggredite.
I coloni, forti dell’impunità di cui godono, si fanno sempre più violenti, con un unico obiettivo: appropriarsi della terra e cacciare la popolazione palestinese.
Attiviste e attivisti provenienti da diversi Paesi affiancano le comunità locali nelle mansioni quotidiane con l’obiettivo di offrire protezione, documentare le violazioni dei diritti umani e rompere l’isolamento imposto dall’occupazione militare israeliana.
Faz3a è una campagna di solidarietà politica e civile, radicata nella costruzione di relazioni, nella testimonianza diretta e nel sostegno alla resistenza nonviolenta, quella che i palestinesi chiamano Sumud: l’attaccamento alla terra e alla vita, la determinazione a rimanere e a non essere cacciati dalla propria terra.
Tutte le fotografie sono state realizzate nel territorio della Cisgiordania: alcune in contesti urbani, come Ramallah o Al Khalil, altre in aree rurali e in villaggi come Masafer Yatta o la Jordan Valley.
In ogni immagine, con modalità e intensità differenti, è presente l’occupazione israeliana: talvolta visibile e dichiarata, altre volte più sottile, ma sempre costante nei Territori Palestinesi Occupati.
Una presenza che plasma i paesaggi, modifica gli spazi, condiziona i gesti quotidiani.
Le fotografie esposte non vogliono spiegare né semplificare, sono frammenti visivi di un’esperienza che, pur nel suo tempo limitato, lascia radici difficili da sradicare.
L’occupazione non ha bisogno di essere enfatizzata o romanzata: è lì, negli scatti come nelle notizie che ogni giorno arrivano dalla Palestina.
Sta a chi guarda decidere come porsi di fronte a ciò che vede.
Di fronte a un sopruso, restare indifferenti non è neutralità, ma una forma silenziosa di complicità.