Ambiente e Territorio

Memorie celate nella pietra: a Bormio le incisioni rupestri più alte d’Europa

today27 Luglio 2026 46

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Estate a Bormio cover

Ci sono scoperte che il tempo custodisce e che il ghiaccio, ritirandosi, restituisce alla luce.

A Punta Segnale, nel circo glaciale del Pizzo Tresero, nell’Alta Valle del Gavia, si trova un patrimonio archeologico che pochi escursionisti conoscono: tredici incisioni rupestri realizzate oltre tremila anni fa su superfici di micascisto levigate dai ghiacci.

Situati a quasi 3.000 metri di quota, nel territorio di Bormio e nel cuore del Parco Nazionale dello Stelvio, i petroglifi del Tresero sono considerati le incisioni rupestri più alte d’Europa.

La loro presenza apre uno straordinario capitolo nella storia della frequentazione umana dell’alta montagna e trasforma l’escursione verso Punta Segnale in un viaggio attraverso archeologia, natura e memoria.

La scoperta delle incisioni rupestri del Tresero

La scoperta avvenne casualmente nell’agosto del 2017.

Durante un’escursione verso Punta Segnale, uno studente comasco, Tommaso Malinverno, si chinò per raccogliere un oggetto caduto e notò alcuni segni insoliti sulla roccia. Quelle tracce non erano semplici irregolarità naturali, ma petroglifi, comunemente conosciuti come incisioni rupestri.

Malinverno intuì immediatamente l’importanza del ritrovamento e informò la Società Archeologica Padana. Un primo sopralluogo tecnico, effettuato nell’autunno dello stesso anno, confermò il valore scientifico del sito.

Negli anni successivi l’area è stata oggetto di studi e indagini condotti dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e dall’Istituto Archeologico Valtellinese. Il sito è stato ufficialmente presentato e riconosciuto nel 2024 presso la sede di Regione Lombardia.

Le tredici figure individuate costituiscono oggi una testimonianza di eccezionale importanza per l’archeologia alpina e per lo studio della presenza umana in alta quota durante la preistoria.

Un santuario rupestre a quasi 3.000 metri

Le incisioni rupestri di Punta Segnale sono state realizzate su rocce di micascisto modellate dall’azione millenaria dei ghiacci.

Le superfici appaiono lisce e levigate, quasi fossero lastre di marmo. Per lunghi periodi sono rimaste coperte dal ghiacciaio e sono tornate visibili soltanto negli ultimi decenni, in seguito al suo progressivo ritiro.

Senza le trasformazioni climatiche che stanno interessando l’arco alpino, queste testimonianze preistoriche sarebbero probabilmente ancora nascoste sotto il ghiaccio.

Le figure appartengono a epoche differenti. Alcune sono databili all’età del Rame, intorno al 3000 a.C., mentre altre risalgono al Bronzo Medio e Recente, tra il 1500 e il 1200 a.C.

Tra i soggetti riconosciuti compaiono:

  • figure antropomorfe definite “oranti”, rappresentate con le braccia sollevate in un possibile gesto rituale;
  • una spirale destrogira;
  • un modulo geometrico;
  • alcune figure di difficile interpretazione;
  • la probabile raffigurazione di un ovino.

Le incisioni più antiche furono realizzate attraverso una picchiettatura estremamente leggera. Per questa ragione alcuni segni risultano visibili soprattutto nelle prime ore del mattino, quando la luce radente dell’alba ne mette in risalto i contorni.

Un sito unico nell’archeologia delle Alpi

L’importanza dei petroglifi del Tresero non dipende soltanto dalla quota eccezionale alla quale sono stati ritrovati.

Punta Segnale rappresenta infatti l’unico complesso rupestre conosciuto che, nel corso dei millenni, sarebbe stato ripetutamente ricoperto e nuovamente liberato dai ghiacci.

Il sito permette quindi di osservare il rapporto tra le oscillazioni climatiche, l’avanzata e il ritiro dei ghiacciai e la frequentazione umana dell’alta montagna.

Il confronto stilistico con l’arte rupestre camuna e tellina consente di collocare le incisioni in un contesto culturale e cronologico preciso. La Valtellina è infatti uno dei territori alpini più ricchi di testimonianze preistoriche, con siti di grande rilievo come la Rupe Magna di Grosio e le statue-stele conservate a Teglio.

I petroglifi del Tresero si inseriscono idealmente tra il grande comprensorio delle incisioni della Val Camonica, riconosciuto Patrimonio mondiale dell’UNESCO nel 1979, e le testimonianze rupestri della Valtellina.

In questa lunga catena di memoria, Punta Segnale costituisce l’anello più alto e, allo stesso tempo, uno dei più fragili.

Come raggiungere le incisioni rupestri da Bormio

Le incisioni rupestri sono raggiungibili durante la stagione estiva attraverso un’escursione di media difficoltà nel Parco Nazionale dello Stelvio.

Il percorso richiede poco più di due ore e unisce interesse naturalistico, storico e archeologico. La difficoltà indicativa è classificata T3 e richiede abitudine alla montagna, calzature adeguate e attenzione alle condizioni meteorologiche.

Il punto di partenza è il Rifugio Bonetta al Passo Gavia, a 2.621 metri di quota, raggiungibile in auto oppure utilizzando, quando attivo, il servizio estivo Gavia Express da Santa Caterina Valfurva.

Dal Passo Gavia si prosegue seguendo il sentiero in direzione della Punta Segnale, risalendo i pendii morenici ai piedi del ghiacciaio del Pizzo Tresero. Poco prima di raggiungere la Capanna Bernasconi si incontra l’area nella quale sono visibili le rocce istoriate.

Il rientro avviene lungo lo stesso itinerario.

Dati principali dell’escursione

  • Punto di partenza: Passo Gavia, 2.621 metri
  • Quota massima: circa 2.987 metri
  • Distanza complessiva: circa 4,6 chilometri
  • Dislivello positivo: circa 472 metri
  • Difficoltà: media, indicativamente T3
  • Tempo di percorrenza: poco più di due ore, escluse le soste
  • Periodo consigliato: estate, in assenza di neve e con condizioni meteorologiche favorevoli

Il momento migliore per osservare le incisioni è la mattina, preferibilmente entro le ore 10. La luce obliqua del sole permette infatti di distinguere meglio i segni più sottili presenti sulle superfici rocciose.

Lungo il percorso si aprono ampie vedute sul Gruppo Ortles-Cevedale, sulle morene e sugli ambienti modellati dal ghiacciaio del Tresero.

Prima della partenza è sempre opportuno verificare le condizioni del sentiero, la presenza di neve residua, le previsioni meteorologiche e l’eventuale accessibilità della strada del Passo Gavia.

Gli studi sul ritiro del ghiacciaio

Gli studi condotti da Giuseppe Cola dell’Istituto Archeologico Valtellinese, pubblicati nel numero 22 del 2019 del “Bollettino Storico Alta Valtellina”, hanno contribuito a ricostruire il periodo nel quale il ghiacciaio liberò definitivamente gli affioramenti rocciosi.

Secondo le ricostruzioni, il fronte settentrionale del ghiacciaio del Tresero si sarebbe ritirato dall’area tra la fine degli anni Cinquanta e i primi anni Sessanta del Novecento.

Il ritrovamento dimostra così come lo scioglimento dei ghiacci possa riportare alla luce testimonianze rimaste nascoste per secoli. Allo stesso tempo, evidenzia la vulnerabilità di un patrimonio esposto agli agenti atmosferici e ai cambiamenti dell’ambiente alpino.

Per questo motivo è fondamentale visitare il sito con rispetto, senza toccare, calpestare, bagnare o ricalcare le incisioni e senza utilizzare strumenti che possano danneggiare le rocce.

Bormio, una destinazione che racconta il tempo

Le incisioni rupestri di Punta Segnale arricchiscono un territorio già profondamente segnato dalla storia.

La Valle del Gavia e il Parco Nazionale dello Stelvio conservano tracce di epoche molto differenti: dalle comunità preistoriche che frequentavano l’area alpina migliaia di anni fa alle testimonianze della Prima Guerra Mondiale combattuta a quote superiori ai 3.000 metri.

Trincee, postazioni, villaggi militari e antichi sentieri compongono oggi gli itinerari dello Stelvio Historical Trek, offrendo un’altra chiave di lettura della montagna.

Bormio diventa così la porta di accesso a un autentico archivio del tempo. A ogni quota corrisponde una storia diversa: quella degli uomini preistorici, quella dei ghiacciai, quella delle comunità alpine e quella dei soldati impegnati nella cosiddetta Guerra Bianca.

Visitare le incisioni rupestri del Tresero significa entrare in contatto con una montagna che non è soltanto paesaggio, ma anche memoria.

Escursioni guidate e informazioni

Durante la stagione estiva è possibile partecipare a escursioni accompagnate da guide o accompagnatori di media montagna, utili per comprendere il contesto naturalistico, archeologico e storico nel quale si trovano le incisioni.

Per informazioni aggiornate sul percorso, sulle visite e sui servizi disponibili è possibile contattare:

Bormio Tourism
E-mail: [email protected]
Telefono: +39 0342 903300
Sito web: www.bormio.eu

Le incisioni rupestri di Punta Segnale sono un patrimonio prezioso e delicato. Tredici figure incise nella pietra, sospese tra cielo e ghiaccio, che raccontano come l’uomo abbia cercato di lasciare un segno persino nei luoghi più estremi delle Alpi.

Un segno che il ghiacciaio ha custodito per millenni e che oggi la montagna ci permette nuovamente di vedere.







Scritto da: Elena Botta

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