Il rogo sul Moregallo e gli incendi che hanno colpito recentemente la provincia di Lecco evidenziano una vulnerabilità strutturale del territorio. Legambiente: «Non è solo un’emergenza, servono prevenzione e adattamento alla crisi climatica»
L’incendio che ha colpito il Moregallo, insieme ai recenti roghi registrati in provincia di Lecco, non può essere considerato un episodio isolato. Per Legambiente Lecco, si tratta piuttosto del sintomo di una vulnerabilità territoriale che rischia di diventare sempre più strutturale.
Il circolo lecchese dell’associazione ambientalista ribadisce quanto già evidenziato nel dossier nazionale Italia in fumo: i periodi di siccità prolungata e le temperature elevate, aggravati dalla crisi climatica, aumentano il rischio di incendi boschivi. In queste condizioni, un singolo innesco può trasformarsi rapidamente in un rogo capace di provocare danni ambientali molto gravi.
Secondo le prime stime, sarebbero oltre 250 gli ettari di territorio andati in fumo, anche se il bilancio definitivo potrà essere tracciato soltanto al termine delle operazioni di spegnimento.
Incendio del Moregallo, resta alta l’attenzione sulla qualità dell’aria
Gli effetti dell’incendio non si esauriscono con lo spegnimento delle fiamme. Per questo, secondo Legambiente Lecco, sarà fondamentale mantenere alta l’attenzione anche nei prossimi giorni, in particolare sul fronte della qualità dell’aria.
I dati attualmente disponibili dalle stazioni fisse di ARPA Lombardia indicano che non sono stati raggiunti livelli preoccupanti di PM10. Resta tuttavia l’impatto sulla qualità dell’aria, soprattutto in un periodo dell’anno nel quale è particolarmente difficile limitare le attività all’aperto.
Fauna selvatica a rischio: preoccupazione per ungulati, uccelli e rospi
A destare preoccupazione è anche l’impatto dell’incendio sulla fauna selvatica delle montagne lecchesi.
Le fiamme rappresentano una minaccia diretta per le popolazioni di ungulati e per l’avifauna, ma anche per specie più vulnerabili come il rospo comune (Bufo bufo). Si tratta di anfibi che i volontari di Legambiente tutelano ogni anno attraverso una specifica campagna di salvataggio e monitoraggio, realizzata insieme ad altre realtà e associazioni del territorio.
La distruzione degli habitat e il passaggio delle fiamme possono quindi avere conseguenze che vanno oltre l’impatto immediato dell’incendio, compromettendo gli equilibri degli ecosistemi montani.
Fuochi e comportamenti irresponsabili: l’allarme dai campi estivi di Oliveto Lario
Accanto agli effetti della crisi climatica, Legambiente Lecco richiama l’attenzione anche sulla responsabilità individuale e sulla necessità di una maggiore consapevolezza dei rischi.
Durante i campi estivi attualmente in corso in collaborazione con il Comune di Oliveto Lario, i volontari dell’associazione segnalano infatti comportamenti considerati pericolosi e irresponsabili da parte dei bagnanti.
Tra le situazioni più frequenti ci sono l’abbandono di rifiuti sulle spiagge e l’accensione di fuochi per barbecue, nonostante i divieti vigenti. Secondo Legambiente, le disposizioni vengono ancora troppo spesso disattese e ignorate.
I volontari sono impegnati quotidianamente nelle attività di pulizia e sensibilizzazione, ma resta difficile far comprendere fino in fondo le conseguenze che un comportamento imprudente può provocare, soprattutto in condizioni di elevato rischio di incendio.
Le richieste di Legambiente Lecco: più prevenzione e controlli
Di fronte a una situazione che potrebbe diventare sempre più frequente a causa dei cambiamenti climatici, Legambiente Lecco chiede alle istituzioni di intervenire non soltanto durante le emergenze, ma soprattutto sul fronte della prevenzione.
Le principali richieste dell’associazione sono:
Prevenzione e adattamento climatico: gli enti locali devono adottare piani di adattamento alla crisi climatica, anticipando i periodi di maggiore rischio e rafforzando le attività di sorveglianza del territorio.
Controlli più rigorosi: Legambiente chiede di intensificare i controlli sulle spiagge e nelle aree maggiormente esposte al rischio, per garantire il rispetto dei divieti di accensione dei fuochi e contrastare eventuali comportamenti illeciti.
«Ringraziamo i Vigili del Fuoco, la Protezione Civile e tutti i volontari per il costante e rischioso lavoro di spegnimento – dichiara Laura Todde, presidente di Legambiente Lecco – ma la politica e le istituzioni devono fare la loro parte. Non possiamo continuare a rincorrere le emergenze: serve una strategia reale di tutela e un netto cambio di rotta culturale».
Per Legambiente Lecco, dunque, l’incendio del Moregallo deve rappresentare un ulteriore campanello d’allarme sulla necessità di affrontare in modo strutturale il rischio incendi boschivi, rafforzando prevenzione, controlli, adattamento climatico e tutela degli ecosistemi.
Una grande partecipazione ha accompagnato l’edizione 2026 di Tiranotte, la manifestazione che sabato sera ha animato la città dalle 18 fino a tarda notte. Migliaia di persone hanno affollato il centro, trasformando il centro cittadino, viale Italia e la zona fino a Madonna di Tirano in un grande spazio di festa e socialità. Con la chiusura al traffico di viale Italia e via XX Settembre, residenti e visitatori hanno potuto […]