La vasca dell’acquedotto di Monastero, frazione di Samolaco, è rimasta completamente a secco. Mobilitati i volontari della Protezione civile delle province di Sondrio e Como, che hanno rifornito l’impianto con un’operazione di pompaggio.
Emergenza idrica nella frazione di Monastero, a Samolaco, dove l’acquedotto è rimasto senz’acqua. Per fronteggiare la situazione sono stati mobilitati gli enti preposti e le squadre della Protezione civile delle province di Sondrio e Como.
La vasca dell’acquedotto, completamente a secco, è stata rifornita attraverso una operazione di pompaggio che ha richiesto l’intervento dei volontari e l’impiego di un’autobotte.
L’intervento della Protezione civile
Un ruolo importante nell’emergenza è stato svolto dal gruppo di Protezione civile di Rovello Porro, che ha messo a disposizione un’autobotte per consentire il rifornimento della vasca dell’acquedotto.
Per l’intervento è arrivato il ringraziamento di Silvana Snider, consigliere regionale della Lega, rivolto al dirigente della Protezione civile di Regione Lombardia Andrea Zaccone, al dirigente della Protezione civile della Provincia di Sondrio Antonio D’Ambrosio, ai volontari, ai coordinatori e agli operatori impegnati.
«La collaborazione tra i diversi livelli della Protezione civile e tra territori differenti ha permesso di affrontare una situazione molto delicata per la comunità di Monastero – ha dichiarato Snider –. Ancora una volta questo sistema ha dimostrato professionalità, disponibilità e un autentico spirito di servizio».
Acquedotto di Monastero, fondamentale la rapidità dell’intervento
L’emergenza ha evidenziato ancora una volta l’importanza di poter intervenire rapidamente quando sono coinvolte infrastrutture e servizi essenziali, soprattutto nei territori montani.
«Quando un’infrastruttura essenziale come un acquedotto si trova in difficoltà, la rapidità dell’intervento è fondamentale – ha sottolineato Snider –. I volontari hanno risposto con grande generosità e competenza, offrendo un aiuto prezioso alla popolazione».
Secondo il consigliere regionale, quanto accaduto a Monastero conferma la necessità di rafforzare il coordinamento tra istituzioni, strutture operative e volontariato, così da garantire risposte tempestive in caso di emergenze che interessano i servizi essenziali.
«Occorre continuare a investire nella collaborazione, nella programmazione e nella capacità di intervento del sistema di Protezione civile – ha concluso Snider –. Le comunità, soprattutto quelle montane, devono poter contare su procedure chiare e su una rete pronta ad attivarsi in caso di necessità».
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