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Festival TAQ 2026, cinque Comuni e una sola comunità in Valmalenco

today18 Agosto 2026 13

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Quattro giorni, cinque Comuni e un’idea diventata il filo conduttore dell’intera manifestazione: fare comunità attraverso la cultura.

Si è conclusa domenica 9 agosto la seconda edizione del Festival TAQ 2026 – Teatro ad Alta Quota, che ha attraversato Caspoggio, Torre di Santa Maria, Spriana, Lanzada e Chiesa in Valmalenco portando teatro, musica, laboratori e attività fuori dagli spazi tradizionali dello spettacolo, direttamente nelle piazze, nei parchi e nelle strade dei paesi.

Non una semplice successione di eventi, ma un percorso nel quale ogni Comune ha costruito un pezzo del racconto complessivo del festival.

Festival TAQ 2026: il viaggio parte da Caspoggio

La seconda edizione del Festival TAQ è iniziata giovedì 6 agosto a Caspoggio, partendo da una delle radici più profonde del teatro italiano: la Commedia dell’Arte.

A inaugurare la manifestazione sono stati I Nuovi Scalzi, arrivati dalla Puglia con La Ridiculosa Commedia, riportando il teatro alla sua dimensione più popolare e diretta, quella dell’incontro tra artisti e pubblico.

Dopo lo spettacolo e la cena street food, la serata ha cambiato completamente linguaggio con il rock dei The Scramble & The Cats, tornati in Valmalenco anche grazie alle richieste espresse direttamente dal pubblico.

Teatro, musica e convivialità hanno così iniziato a mescolarsi fin dalla prima giornata, coinvolgendo pubblici e generazioni differenti.

Torre di Santa Maria tra teatro e partecipazione

Venerdì il Festival TAQ 2026 si è spostato a Torre di Santa Maria, incontrando una delle realtà più sentite dalla comunità locale: la Festa di Torre.

Sul palco è arrivata la compagnia Teatro Strappato con Arepa & Polenta, spettacolo che mette simbolicamente insieme due culture lontane: l’arepa della tradizione latinoamericana e la polenta delle montagne valtellinesi.

Ma Torre di Santa Maria ha raccontato soprattutto il significato della parola partecipazione.

La festa viene infatti portata avanti da un’associazione con un direttivo giovanissimo e da circa cento volontari, coinvolgendo generazioni diverse e famiglie che considerano l’appuntamento parte della vita stessa del paese.

Il Festival TAQ si è inserito in questa energia senza sostituirla, facendo diventare teatro, cena, musica e festa momenti diversi di una stessa esperienza.

A Spriana teatro, musica e natura con FantaTAQ

Anche Spriana è entrata nel percorso del Festival TAQ attraverso le attività dedicate ai bambini.

Uno degli elementi centrali della manifestazione è infatti FantaTAQ, progetto itinerante che unisce teatro, musica, flora e fauna e coinvolge direttamente le associazioni dei diversi Comuni della Valmalenco.

I bambini non sono semplicemente spettatori: imparano, suonano, cantano, scoprono il territorio e diventano a loro volta protagonisti.

Da questo lavoro nascono anche le parate musicali che precedono gli spettacoli, con cinquanta bambini impegnati ad attraversare i paesi e annunciare l’inizio delle serate.

Un’immagine che sintetizza bene la filosofia del progetto: non è soltanto il pubblico a raggiungere il teatro, ma è il teatro stesso ad andare incontro al pubblico.

A Lanzada il pubblico attraversa il paese

Sabato 8 agosto il viaggio del Festival TAQ è arrivato a Lanzada.

In Piazza del Magnan il CTU – Centro Teatrale Universitario di Urbino ha portato in scena Lo chiamavano Brancaleone, all’interno di una collaborazione che mette in relazione il festival valtellinese con Urbino Teatro Urbano e con altre realtà culturali italiane e internazionali.

Anche lo spazio urbano è diventato parte della manifestazione.

Terminato lo spettacolo, il pubblico si è spostato da Piazza del Magnan fino al Bar 7 Nani, dove la serata è proseguita con la cena street food e con il concerto folk dei 5 uomini sulla cassa del morto, formazione proveniente dal Friuli-Venezia Giulia.

Poche centinaia di metri trasformate in una parte del festival: attraversare il paese, muovere il pubblico e utilizzare strade e piazze come elementi dello stesso palcoscenico.

Chiesa in Valmalenco, il palco passa ai ragazzi

La chiusura del Festival TAQ 2026 si è svolta domenica 9 agosto al Parco di Vassalini, a Chiesa in Valmalenco, con una scelta precisa: lasciare spazio prima di tutto ai ragazzi.

Sul palco è andato in scena lo spettacolo nato da EstaTAQ, il nuovo centro estivo teatrale che per cinque giorni ha accompagnato ragazze e ragazzi nella costruzione di un progetto attraverso drammaturgia, recitazione, musica, scenografia, costumi e video making.

L’obiettivo non era formare giovani attori professionisti in pochi giorni, ma permettere loro di sperimentare cosa significhi costruire qualcosa insieme, assumersi responsabilità all’interno di un gruppo e trovare il coraggio di portare il risultato davanti a un pubblico.

La giornata è proseguita con la Ginnastica & FreeStyle, realizzata da giovani appassionati di acrobatica in collaborazione con Sondrio Nuova Sportiva.

Alle 21 è tornato il teatro professionale con Circo a Vapore e Funambules, spettacolo costruito sul linguaggio dei clown e del teatro fisico.

Il DJ set di Simonelly ha infine chiuso la seconda edizione, riportando ancora una volta persone ed età diverse nello stesso spazio.

Festival TAQ, una manifestazione costruita dalle persone

Il Festival TAQ non è stato soltanto la somma degli spettacoli andati in scena.

Dietro la manifestazione ci sono associazioni, volontari, famiglie, imprese e cittadini che hanno deciso di mettere qualcosa a disposizione.

Un esempio è quello di Sofia Nespoli, mamma di una bambina coinvolta nelle attività, che anche quest’anno ha preparato le colazioni per gli artisti arrivando al mattino con torte e pancake.

Un gesto semplice che racconta però l’identità del progetto: non serve un incarico ufficiale per sentirsi parte del Festival TAQ.

Un’associazione mette a disposizione i propri volontari, un’impresa sostiene un’attività, una famiglia accoglie, un bambino attraversa una strada suonando e un artista arrivato da lontano incontra un paese che fino al giorno prima non conosceva.

Tutto finisce per appartenere allo stesso racconto.

Festival TAQ 2027: l’idea di un Festival OFF in Valtellina

La conclusione della seconda edizione non coincide con la fine del progetto.

Organizzatori e amministrazioni guardano già al futuro, con l’idea di portare lo spirito del Festival TAQ oltre i confini della Valmalenco.

Per il 2027 prende forma l’ipotesi di un Festival OFF, capace di coinvolgere altri Comuni della Valtellina attraverso appuntamenti collegati al festival principale.

L’obiettivo non sarebbe semplicemente aggiungere date e spettacoli, ma replicare il modello costruito in Valmalenco: lavorare con amministrazioni, associazioni e cittadini dei singoli paesi, permettendo a ogni territorio di diventare parte attiva del progetto.

Perché il futuro del Festival TAQ non passa necessariamente da un festival più grande.

Passa da una comunità più grande.

Cinque Comuni, linguaggi differenti e centinaia di persone coinvolte in modi diversi. Per quattro giorni il Festival TAQ 2026 ha provato a fare una cosa semplice e, allo stesso tempo, complessa: trasformare una valle in una comunità.







Scritto da: Elena Botta

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