Arte contemporanea e ricerca scientifica si incontrano a Chiavenna per raccontare un territorio fragile, in trasformazione, e riflettere sugli effetti del cambiamento climatico.
Venerdì 4 settembre 2026, alle 17.30, nella Caurga del Parco Archeologico Botanico del Paradiso inaugura “Crossing Paths – Stories of Vulnerability and Resilience”, mostra site-specific dedicata al dissesto idrogeologico e alla relazione tra uomo e paesaggio alpino.
La mostra nasce come esito di un percorso di ricerca sviluppato durante la residenza artistica Crossing Paths, svoltasi dal 19 al 28 giugno 2026 in Valchiavenna.
Non si tratta però semplicemente della conclusione di una residenza: il progetto vuole lasciare aperte nuove domande sul rapporto fra arte, scienza, territorio e comunità, trasformando l’esperienza artistica in uno strumento di osservazione e conoscenza.
Arte e scienza per raccontare il paesaggio della Valchiavenna Per dieci giorni la Valchiavenna si è trasformata in un vero e proprio laboratorio a cielo aperto, nel quale artisti, geologi, ricercatori e professionisti del territorio hanno lavorato insieme.
Escursioni, sopralluoghi geologici, visite agli impianti idroelettrici e alle dighe, consultazione degli archivi e incontri con istituzioni scientifiche e culturali hanno permesso agli artisti di confrontarsi direttamente con le caratteristiche e le trasformazioni del territorio alpino.
Al centro della ricerca c’è il dissesto idrogeologico, osservato non soltanto come fenomeno scientifico ma come processo capace di modificare profondamente il paesaggio, la memoria collettiva e il rapporto tra comunità e territorio.
Frane, colate detritiche, erosioni ed esondazioni diventano così anche strumenti attraverso i quali leggere il presente e interrogarsi sulle conseguenze sempre più evidenti del cambiamento climatico nelle Alpi.
Il cambiamento climatico oltre numeri e statistiche La ricerca scientifica consente di descrivere attraverso dati e modelli previsionali i fenomeni che interessano il territorio.
L’arte, invece, può trasformare quegli stessi fenomeni in immagini, suoni, esperienze e narrazioni. È proprio nell’incontro fra questi due linguaggi che Crossing Paths cerca nuove forme di consapevolezza.
Il progetto parte infatti dalla constatazione che molti processi naturali accelerati dal cambiamento climatico rischiano di essere percepiti soltanto attraverso statistiche, grafici e cronache delle emergenze.
Portare questi fenomeni all’interno dell’esperienza artistica significa renderli percepibili anche nella loro dimensione culturale ed emotiva.
Una mostra site-specific nella Caurga del Paradiso Le opere esposte nascono direttamente dal confronto con il territorio e utilizzano linguaggi differenti: materia, fotografia, suono, installazione, scultura e pratiche site-specific.
La sede stessa diventa parte integrante del progetto.
La mostra sarà infatti ospitata nella Caurga del Parco Archeologico Botanico del Paradiso di Chiavenna, un’antica cava di pietra ollare nella quale natura, geologia e memoria dell’attività estrattiva convivono ancora oggi.
Uno spazio che assume quindi il valore di un vero archivio geologico e culturale e che accoglierà le opere come nuove stratificazioni del paesaggio.
L’allestimento segue simbolicamente le principali fasi di un evento di dissesto idrogeologico e accompagnerà il pubblico attraverso otto nuclei tematici, dalla quiete apparente alla frattura, dalla trasformazione della materia alla ricostruzione.
Gli artisti di “Crossing Paths” Sono otto gli artisti coinvolti nel progetto: Giulia Facchin Maicol Formolli Chiara Peruch Gioele Provenzano Anna Quaranta Giorgia Tognoli Umberto Zanette Rebecca Zen Il concept e la curatela sono affidati a Corrado Camera, Federica Lucini e Alissia Lucini.
Il coordinamento del progetto vede coinvolti Corrado Camera, Tiziana Apuani e Federica Lucini, insieme alla Stazione Valchiavenna per lo Studio dell’Ambiente Alpino e alla Comunità Montana della Valchiavenna.
Un progetto nato dalla ricerca sul territorio alpino La scelta della Valchiavenna non è casuale.
Da circa vent’anni il territorio ospita la Stazione Valchiavenna per lo Studio dell’Ambiente Alpino, struttura legata al Dipartimento di Scienze della Terra “Ardito Desio” dell’Università degli Studi di Milano.
Qui gli effetti del cambiamento climatico si intrecciano con dinamiche geologiche, ma anche sociali, economiche e culturali, rendendo il paesaggio un vero archivio vivente delle trasformazioni in corso.
Durante la residenza gli artisti hanno potuto lavorare insieme a ricercatori ed esperti e confrontarsi con realtà come MUSE – Museo delle Scienze di Trento, ARPA Lombardia e Associazione Luminanda di Como.
Vulnerabilità e resilienza: un nuovo modo di leggere il territorio “Crossing Paths – Stories of Vulnerability and Resilience” non vuole offrire risposte semplici.
La mostra invita piuttosto a considerare il paesaggio come un organismo dinamico, continuamente modificato da processi naturali e da relazioni ecologiche, sociali e culturali.
L’obiettivo è superare una lettura del cambiamento climatico limitata alla sola dimensione dell’emergenza e restituire complessità a fenomeni spesso ridotti a numeri o cronaca.
Nel dialogo fra arte, scienza e territorio, la vulnerabilità non viene quindi interpretata esclusivamente come fragilità, ma come condizione dalla quale possono nascere resilienza, cura e nuove forme di coesistenza.
Informazioni Mostra: Crossing Paths – Stories of Vulnerability and Resilience Inaugurazione: venerdì 4 settembre 2026, ore 17.30 Luogo: Caurga del Parco Archeologico Botanico del Paradiso, Chiavenna (SO) La mostra presenta gli esiti della residenza artistica Crossing Paths, svoltasi dal 19 al 28 giugno 2026.
Il progetto è promosso dalla Stazione Valchiavenna per lo Studio dell’Ambiente Alpino – Dipartimento di Scienze della Terra “Ardito Desio” dell’Università degli Studi di Milano, in collaborazione con la Comunità Montana della Valchiavenna, con il patrocinio del Comune di Chiavenna, del Consorzio per la Promozione Turistica della Valchiavenna e di Pro Chiavenna.
Con il sostegno di A2A Life Company, Succetti Graniti e Pasta Moro.
È in corso al Teatro più piccolo del mondo di Scilironi il secondo spettacolo del pomeriggio, con Davide Fabbrocino e Simone Cantagalli: parole e musica per raccontare il rapporto tra uomo e natura.