Il Bitto e le Stelle 2026: l’annuale appuntamento dedicato al Bitto DOP e alle eccellenze valtellinesi ha riunito oltre 600 ospiti, tra cui istituzioni, imprenditori, produttori e chef, attorno al tema della Cucina di Montagna
Mantello – La montagna come patrimonio vivo, luogo di lavoro, cultura produttiva e capacità di futuro: è questo il messaggio emerso dall’edizione 2026 de Il Bitto e Le Stelle , l’evento con cui La Fiorida rinnova ogni anno l’incontro tra il Bitto DOP, le produzioni valtellinesi d’eccellenza e la creatività dei migliori interpreti della grande cucina italiana.
Il tema scelto per questa edizione, la Cucina di Montagna , ha trovato sviluppo in due momenti complementari: prima il convegno “La cucina di montagna: identità, turismo e valore per il territorio” , quindi la serata-degustazione.
Il momento pomeridiano, alla presenza di autorità e rappresentanti del mondo imprenditoriale, ha messo a confronto istituzioni, imprese, produttori e ospitalità turistica attorno a una prospettiva comune: trasformare le eccellenze locali in una leva concreta di attrattività, economia e coesione per le comunità alpine.
Nel corso del convegno, coordinato dall’esperto Davide Rampello , docente universitario e consulente aziendale, sono intervenuti tra gli altri Attilio Fontana , Presidente di Regione Lombardia, Massimo Sertori , Assessore agli Enti Locali e Montagna di Regione Lombardia, Alessandro Negrini , chef Stella Michelin originario della Valmalenco, e Plinio Vanini , fondatore de La Fiorida.
Dalla tradizione alla filiera, il dibattito ha evidenziato come i sapori della montagna possano rappresentare non solo la salvaguardia di una cultura e di un territorio, ma anche una chiave di sviluppo e competitività.
Una svolta che può essere intrapresa solo assumendo un’identità di vedute sul territorio e permettere un’evoluzione coerente ai produttori, favorendo nuove prospettive di sostenibilità alle loro attività, fondamentali per la salvaguardia di ambiente e memoria di gesti e sapori.
“ Il Bitto e Le Stelle ha nuovamente dimostrato come la montagna lombarda sia un patrimonio vivo, da custodire e valorizzare attraverso le sue produzioni, la sua capacità di accoglienza e la forza delle comunità che la abitano ”, ha dichiarato Attilio Fontana , Presidente di Regione Lombardia . “ Tradizione, qualità e visione possono unirsi in un modello positivo di sviluppo e promozione dei territori .”
“ La cucina di montagna è un linguaggio potente che mette in rete agricoltura, turismo, ristorazione e istituzioni ”, ha sottolineato Massimo Sertori , Assessore agli Enti Locali e Montagna di Regione Lombardia . “ L’esperienza di questo convegno conferma che fare sistema significa trattenere valore nei territori, creare occasioni di lavoro e rendere le nostre valli sempre più attrattive durante tutto l’anno. ”
“ Abbiamo voluto dare voce alla nostra terra e alle persone che ogni giorno la rendono viva, provando a cambiare prospettiva e iniziando un nuovo percorso ”, ha affermato Plinio Vanini , fondatore de La Fiorida . “ La filiera, se sostenuta e condivisa, può generare futuro per la montagna: non solo economia, ma relazioni,
ospitalità e nuove prospettive per chi sceglie di vivere e lavorare qui.
Come?
In una parola, creare una nuova consapevolezza: partendo dalla formazione dei giovani e dalla creazione di una cultura condivisa del rispetto del territorio.
Dobbiamo fornire prospettive di sostenibilità ad attività che oggi, pur a fronte di enormi sacrifici, rischiano di scomparire.
Ad esempio, le piccole aziende di produzione, negli alpeggi come nella viticoltura, dovrebbero poter evolvere integrando forme di ospitalità autentiche, suggestive e in grado di recuperare quella redditività determinante per dare progettare il loro futuro.
Auspichiamo che le Istituzioni siano parte attiva in questo percorso, nell’individuazione di strumenti e risorse per sostenerne l’attuazione ”.
Il percorso di degustazione ha portato nel piatto le suggestioni emerse durante il confronto: 18 Chef , di cui 12 Stelle Michelin , hanno interpretato i prodotti caseari de La Fiorida e le materie prime del territorio sul filo conduttore della cucina di montagna, trasformando pascoli, alpeggi, tradizioni e vini valtellinesi in un racconto gastronomico condiviso.
A salutare gli ospiti del percorso di degustazione è stata Viola Vanini , Amministratrice de La Fiorida . “ Oggi abbiamo voluto raccontare la cucina come parte di un’esperienza più ampia, che ci consegna uno sguardo su una montagna che vive grazie all’impegno e alle attenzioni delle sue comunità verso natura, prodotti, gesti agricoli, per diventare accoglienza.
Una voce autentica della montagna, che parla di sapori, tradizioni e interpretazioni contemporanee, ma anche di responsabilità verso il territorio, prima fra tutte promuoverlo attraverso le sue note di gusto più rappresentative. ”
Nato come omaggio al Bitto DOP e alla tradizione agricola eroica della Valtellina, Il Bitto e Le Stelle 2026 ha sottolineato come la cucina di montagna non sia soltanto un patrimonio da raccontare, ma una progettualità da costruire.
Dai prodotti, dai luoghi e dalle persone possono nascere nuove forme di valore per l’intero territorio, non ultimo quello della solidarietà: quest’anno la serata ha infatti nuovamente promosso una raccolta benefica che sosterrà l’attività di Immensa Sondrio , mensa sociale attiva nel capoluogo valtellinese dal 2016.
Immensa Sondrio , nata 10 anni fa, è cresciuta arrivando a servire ogni giorno fino a 150 persone in condizioni di solitudine o disagio sociale ed economico.
A questo è corrisposto anche un costante aumento grazie ad un pari aumento di volontari, che ora conta su un profondo tessuto di collaborazione, e delle donazioni alimentari di cittadini o aziende locali.
Il tutto in modo coerente con il suo messaggio: “solo seminando il bene si può generare altro bene”.
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