Sondrio ha celebrato oggi la 76ª Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro, promossa dalla sede territoriale ANMIL.
Una mattinata dedicata alla memoria delle vittime, alla solidarietà nei confronti degli infortunati e delle loro famiglie e alla sensibilizzazione sull’importanza della sicurezza nei luoghi di lavoro. “Potrebbe essere chiunque” è lo slogan scelto per l’edizione 2026, un messaggio che richiama l’attenzione sulla necessità di prevenire gli incidenti e garantire a ogni lavoratore il diritto alla salute e alla sicurezza.
La commemorazione ha preso il via alle 9.45 con il raduno dei partecipanti presso la chiesa del Sacro Cuore di Gesù, in via Aldo Moro, seguito dalla Santa Messa in suffragio delle vittime degli incidenti sul lavoro.
Alle 10.50 si è tenuto il corteo accompagnato dal Corpo Bandistico Castione Andevenno, con i gonfaloni delle pubbliche amministrazioni e le bandiere associative.
Il percorso ha raggiunto il monumento ANMIL, situato tra via Caimi e via Mazzini, dove è stata deposta una corona d’alloro in ricordo dei caduti sul lavoro, per poi proseguire verso Palazzo Muzio.
La mattinata è proseguita alle 11.30 con la cerimonia civile a Palazzo Muzio, alla presenza delle autorità istituzionali, civili e militari del territorio.
La commemorazione ha visto gli interventi dei rappresentanti del Comune di Sondrio, del Prefetto, del Presidente territoriale ANMIL e del Consigliere nazionale dell’associazione.
Durante la cerimonia si è svolta anche la consegna dei brevetti e dei distintivi d’onore ai nuovi grandi invalidi e agli invalidi minori, a cura di INAIL Sondrio e Claudio Zanin.
L’iniziativa, organizzata dalla sede ANMIL di Sondrio, ha ricevuto il patrocinio di INAIL Sondrio, Comune di Sondrio, Provincia di Sondrio, Confartigianato, Confcommercio, Coldiretti, ProValtellina e Bruno Ligari Eventi.
La 76ª Giornata Nazionale per le Vittime degli Incidenti sul Lavoro ha rappresentato un’occasione per rinnovare l’attenzione su una questione che continua a coinvolgere lavoratori, famiglie, imprese e istituzioni.
Ricordare chi ha perso la vita o ha subito gravi conseguenze nello svolgimento della propria professione significa anche ribadire la necessità di investire nella prevenzione, nella formazione e nella diffusione di una cultura della sicurezza.
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