Ambiente e Territorio

Oltre i Muri centro culturale: la riallocazione dei fondi per la Tangenzialina dell’Alute a Bormio è una buona notizia.

today14 Ottobre 2026

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COMUNICATO STAMPA

La vicenda della tangenzialina della Piana dell’Alute, merita un approfondimento, che va oltre la demagogia e l’ipocrisia che in queste ore si sta consumando, dopo che l’Assessore Regionale Sertori, il Sindaco di Bormio Cavazzi e il Presidente della Provincia Menegola, hanno annunciato, in pompa magna, che le risorse previste per l’opera saranno spostate per realizzare la variante viabilistica Motte di Oga.

La prima cosa che vorrei dire è un grazie al Comitato per la difesa della Piana dell’Alute, Italia Nostra e a quanti in questi anni si sono opposti concretamente alla realizzazione dell’opera e alla visione di cementificazione della montagna.

Grazie a quanti si sono battuti per la tutela e conservazione del territorio agricolo, per il valore storico, turistico, culturale del paesaggio della piana dell’Alute.

A loro va il merito di una scelta che oggi viene accantonata.

Nessun altro si prenda il merito, perché senza l’azione del Comitato, l’opera si sarebbe realizzata.

L’avvicinarsi delle campagne elettorali, regionale e comunale, ha fatto appassionare le maggiori forze politiche di maggioranza e minoranza in Consiglio Regionale, e anche in provincia, attorno ad un’opera che era considerata strategica, per le olimpiadi invernali ed eredità olimpica per la futura viabilità di Bormio.

Gli stessi partiti che sono stati silenti nella programmazione delle opere e della legacy olimpica, tra cui la tangenzialina dell’Alute.

Ma quando Regione Lombardia nel gennaio del 2022 ha stanziato i sette milioni di euro per la tangenzialina dov’erano, perché non si sono opposti?

Prima delle singole convenienze, della visibilità mediatica, di comunicati stampa che trasudano di rese dei conti interne all’interno del centro destra e di campagna elettorale per il centrosinistra, dovrebbe esserci una cultura vera di tutela della montagna, del paesaggio alpino e di un turismo sostenibile e diffuso nelle terre alte.

L’epilogo di questa vicenda è sicuramente positivo, ma non può passare in silenzio che tutto questo è avvenuto perché, Sertori e Cavazzi, volevano l’opera a tutti i costi collegandola alle olimpiadi, contro una grande maggioranza della popolazione bormina. Così l’Assessore Sertori dichiarava a Lombardia Notizie, il 25 gennaio 2022, quando la giunta Regionale aveva deliberato i fondi per realizzare la tangenzialina: “In relazione alla Tangenzialina di Bormio – commenta l’assessore Sertori – sono a sottolineare che il metodo utilizzato del confronto con l’amministrazione comunale di Bormio, ha portato a un risultato che ritengo positivo.

Infatti, rispetto al progetto iniziale, è prevista una sensibile riduzione del consumo di suolo lungo il tracciato della Tangenziale e la conseguente valorizzazione del territorio della Piana dell’Alute attraverso opere di completamento della rete ciclopedonale e di posa della rete irrigua a servizio dei fondi coltivati”. “Tale infrastruttura – continua Sertori – migliorerà l’accesso verso la zona gare alleggerendo il traffico urbano durate le manifestazioni, e non solo, e quindi concorrendo a migliorare il problema dell’inquinamento provocato dalle auto”.

Il Sindaco di Bormio dal verbale del Consiglio Comunale N° 5 del 26/01/2022, così affermava: “Ribadisce che sia le analisi elaborate dagli esperti sui flussi di traffico che le valutazioni effettuate dagli amministratori, confermano la validità dell’opera come rispondente alla necessità di individuare soluzioni rispondenti all’indispensabile e non prorogabile problema di congestionamento periodico del traffico urbano, oltre ad essere la necessitata soluzione per affrontare al meglio le evenienze derivanti dai grandi eventi che vengono organizzati sul nostro territorio quali l’oramai consueto appuntamento annuale delle gare di coppa del Mondo di Sci Alpino di fine anno e, quello ancora più prestigioso, delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026”.

Oltre i Muri da subito ha sostenuto l’iniziativa del Comitato locale con vari incontri pubblici, proprio sulle Olimpiadi e le opere sbagliate previste per il territorio.

Non solo Alute, ma anche cavalcavia del Trippi e della Sassella.

Una tangenzialina che calpestava anni di storia di un patrimonio agricolo, paesaggistico e culturale, in un’area golenale dove il torrente Frodolfo è esondato più volte. Un’opera che mai nessun altro amministratore bormino aveva osato fare.

Avevamo chiesto di abbandonare la realizzazione della tangenzialina dell’Alute e usare i sette milioni di euro per ultimare altre opere pubbliche in Alta Valle.Finalmente, il buon senso ha prevalso, almeno per la parte che riguarda il finanziamento che Regione Lombardia sposterà sulla variante di Motta di Oga.

Dalla stampa apprendiamo che il Sindaco Cavazzi di Bormio ha affermato che la mobilità di Bormio non può essere affrontata senza considerare i collegamenti con Valfurva, Valdidentro e Livigno. Che la nuova soluzione di spostare le risorse dall’opera dell’Alute alla viabilità Motte di Oga, nasce dell’esigenza dell’intero comprensorio e non soltanto di un singolo Comune. L’Assessore Sertori dichiara che: “Abbiamo fatto più incontri, di natura politica e amministrativa, per capire come migliorare la viabilità dell’Alta Valtellina”.

Ma il problema della variante viabilistica Motte di Oga non nasce ora, era presente anche nel 2022 quando l’Assessore regionale ha votato la Deliberazione N° XI / 5876 che ha previsto il finanziamento della tangenzialina dell’Alute.

Il Sindaco di Bormio, con le elezioni alle porte, scopre che la viabilità va affrontata con una visione comprensoriale, mentre prima era favorevole e si è battuta in tutte le sedi, contro il parere del Comitato per la tutela dell’Alute, per realizzare la tangenzialina.

Ora, con l’avvicinarsi della campagna elettorale, arriva un positivo cambio radicale.

Se non fosse tutto vero potrebbe essere una moderna novella del Barone di Münchhausen. Si prevede un’opera divisiva, si crea il problema, per poi risolverlo e ottenere plausi e consensi per diventare l’eroina che ha salvato il territorio dalla lingua di asfalto che avrebbe attraversato i prati dell’Alute.

A tutto c’è un limite! Quello che però non può essere cancellato sono gli atti istituzionale del Comune, le dichiarazioni e le prese di posizioni del Sindaco a favore della legacy olimpica che comprendeva anche la tangenzialina dell’Alute.

Il giro di valzer fatto dal Sindaco di Bormio, a fronte della rigidità istituzionale con cui aveva affrontato il problema del dissenso all’opera, negando un referendum popolare e dividendo la popolazione bormina, ha il profumo di campagna elettorale. Anche questo rimarrà nella storia di Bormio e della narrazione della legacy olimpica.

Non posso notare che nella conferenza stampa, da quello che è emerso nei media locali, non una parola ha motivato il cambio di strategia di Sertori e Cavazzi per tutelare il valore ambientale della piana dell’Alute. Il progetto della tangenzialina, dal costo per il solo servizio di progettazione di 173.837,31 in favore di OB2 Ingegneria S.r.l., non è accantonato, ma in futuro potrebbe essere ancora ripreso, dai cassetti del Comune, perché rimane nella disponibilità dell’amministrazione bormina.

Quello che certamente viene meno è il finanziamento regionale di circa sette milioni di euro.

La possibilità di realizzare la tangenzialina, pende ancora come una spada di Damocle sulla Piana dell’Alute.

L’amministrazione comunale, deve decidere se considerare ancora valida l’opera ed eventualmente reperire le risorse per finanziarla.

Per il Sindaco Cavazzi, “La Tangenzialina di Bormio, per quanto riguarda questa amministrazione, finisce nel cassetto”.

Se è veramente contraria alla realizzazione della tangenzialina dell’Alute, allora convochi il Consiglio Comunale e apra un confronto e percorso istituzionale per modificare il Piano del Governo del Territorio ed eliminare definitivamente la tangenzialina dalla pianificazione urbanistica del Comune.

Solo così si può evitare che in futuro, un altro Sindaco, possa rispolverare dai cassetti il progetto della tangenzialina dell’Alute, magari con nuove risorse degli amici in Regione Lombardia.

Sondrio, 13 ottobre 2026

Angelo COSTANZO

Presidente

Centro Culturale

Oltre i Muri







Scritto da: Paolo Croce

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