Bormio, i 7 milioni di euro destinati alla tangenzialina saranno utilizzati per altre opere viabilistiche. Le associazioni accolgono il cambio di rotta di Regione Lombardia e Comune, ma chiedono di cancellare definitivamente il progetto dal PGT e dal programma regionale dei trasporti e di introdurre vincoli per tutelare la Piana dell’Alute.
La Piana dell’Alute, a Bormio, si allontana nell’immediato dal rischio di una nuova infrastruttura stradale, ma per Italia Nostra e il Comitato a Tutela dell’Alute la partita non è ancora chiusa. Le due realtà prendono atto con soddisfazione del cambio di rotta annunciato da Regione Lombardia e Comune di Bormio, che hanno deciso di destinare i 7 milioni di euro inizialmente previsti per la cosiddetta “tangenzialina” al completamento della Variante delle Motte a Oga e alla realizzazione di due rotatorie urbane.
Una decisione positiva, secondo le associazioni, che tuttavia non rappresenta ancora una garanzia definitiva per il futuro dell’area. La richiesta è chiara: trasformare la rinuncia attuale in una scelta irreversibile, capace di proteggere la Piana dell’Alute dalle future decisioni urbanistiche e dalle possibili riprese del progetto.
Tangenzialina dell’Alute, le associazioni: «La mobilitazione dei cittadini non va dimenticata»
Italia Nostra e il Comitato riconoscono come un segnale di responsabilità la revisione di un progetto fortemente contestato. Allo stesso tempo, criticano i tentativi di attribuire il risultato esclusivamente a singoli attori politici, ricordando il lungo percorso di mobilitazione che ha coinvolto cittadini, associazioni ambientaliste e comitati.
Secondo il comunicato, il risultato raggiunto non sarebbe stato possibile senza la resistenza del Comitato a Tutela dell’Alute, di Italia Nostra, delle associazioni ambientaliste Mountain Wilderness e GrIG e dei cittadini che hanno continuato a difendere la piana anche quando farlo risultava difficile.
In quasi cinque anni di mobilitazione, centinaia di persone hanno messo a disposizione tempo, competenze e risorse economiche. Le associazioni riferiscono di aver investito oltre 40.000 euro di fondi propri, raccolto più di mille firme di cittadini residenti per chiedere un referendum, non concesso, e presentato osservazioni tecniche.
Sono state inoltre sollecitate riunioni e assemblee pubbliche che, secondo quanto riportato nel comunicato, non hanno ricevuto risposta. La vicenda è arrivata anche davanti al TAR della Lombardia, con un giudizio conclusosi nel luglio scorso. Italia Nostra e il Comitato contestano l’esito della sentenza, ritenendo che abbia salvaguardato il procedimento sul piano formale senza affrontare adeguatamente le questioni ecologiche e costituzionali sollevate.
Il progetto da oltre 173 mila euro resta nella disponibilità del Comune
Il punto più critico, per le associazioni, riguarda le garanzie che accompagnano la decisione di accantonare la tangenzialina.
Nel comunicato viene ricordato che il progetto ha già comportato oltre 173.000 euro di incarichi tecnici e che, pur finendo «nel cassetto», resterebbe nella disponibilità del Comune di Bormio.
Una condizione che, secondo Italia Nostra e il Comitato, lascia aperta la possibilità che l’opera venga riproposta in futuro, in seguito a un cambiamento degli equilibri politici o finanziari.
Per questo le associazioni ritengono prematuro considerare conclusa la vertenza. La rinuncia alla costruzione della strada, sostengono, non può dipendere soltanto da una scelta contingente o dalla temporanea mancanza di risorse economiche.
La Piana dell’Alute viene descritta come l’ultima grande piana rurale della conca bormina, un luogo di valore ambientale, agricolo, storico e paesaggistico, profondamente legato alla memoria e all’identità del territorio.
Le richieste a Comune e Regione: cancellare definitivamente la tangenzialina
Per rendere concreto e duraturo il cambio di rotta, Italia Nostra e il Comitato a Tutela dell’Alute chiedono agli amministratori comunali e regionali di compiere un ulteriore passo sul piano istituzionale.
Le richieste contenute nel comunicato sono tre:
Comune di Bormio: convocare il Consiglio comunale per votare lo stralcio definitivo della tangenzialina dal Piano di Governo del Territorio (PGT).
Regione Lombardia: approvare in Consiglio regionale la cancellazione dell’opera dal Programma regionale della mobilità e dei trasporti (PRMT).
Tutela della Piana: aprire un tavolo di confronto pubblico con associazioni, comitati e cittadini per individuare vincoli paesaggistici e strumenti di protezione duraturi, capaci di impedire future speculazioni.
L’obiettivo è superare la semplice sospensione del progetto e assicurare che la salvaguardia dell’area non possa essere rimessa in discussione dalle amministrazioni che si succederanno.
Piana dell’Alute, la richiesta di una visione condivisa per il futuro
Per le associazioni, la questione non riguarda soltanto la realizzazione di una strada, ma il modo in cui vengono prese le decisioni che incidono sul territorio e il valore riconosciuto alla partecipazione democratica.
Il comunicato sottolinea come la difesa della Piana dell’Alute rappresenti anche una richiesta di rispetto nei confronti di una comunità che ha dedicato anni alla tutela di un bene comune. La mancata concessione del referendum, le richieste di confronto pubblico e il percorso tecnico e giudiziario vengono richiamati come elementi di una vicenda che ha segnato profondamente il rapporto tra cittadini e istituzioni.
Secondo Italia Nostra e il Comitato, la partecipazione popolare non dovrebbe essere considerata un ostacolo alle decisioni amministrative, ma un’opportunità per renderle più consapevoli, condivise e durature.
La salvaguardia della piana, inoltre, non può essere affidata esclusivamente alla volontà di una maggioranza politica o a condizioni economiche temporanee: deve poggiare su strumenti amministrativi e vincoli in grado di proteggere nel tempo il valore ambientale e identitario del territorio.
«La vera vittoria sarà cancellare la strada dalle carte urbanistiche»
La posizione di Italia Nostra e del Comitato a Tutela dell’Alute si traduce quindi in una richiesta di garanzie concrete. Il cambio di destinazione dei 7 milioni di euro viene accolto positivamente, ma non è considerato sufficiente per dichiarare definitivamente risolta la vicenda.
Il risultato più significativo, secondo le associazioni, sarà ottenere lo stralcio definitivo della tangenzialina dagli strumenti di pianificazione e avviare un percorso pubblico per la tutela permanente della Piana dell’Alute.
La vicenda, concludono, dovrebbe rappresentare un monito per tutte le istituzioni chiamate a intervenire su luoghi di particolare valore storico, ambientale e identitario: nessuna trasformazione del territorio può prescindere dal rispetto delle comunità che lo abitano.
La vera vittoria per l’Alute non sarà dunque soltanto aver evitato, per ora, una nuova strada, ma costruire una prospettiva di tutela stabile, capace di durare nel tempo e di tradurre l’ascolto dei cittadini in decisioni amministrative vincolanti.
Ufficio stampa: Italia Nostra APS – Sezione di Sondrio e Comitato a Tutela dell’Alute.
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