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Giovani e disagio, il cardinale Cantoni: «Ascoltare i ragazzi è una responsabilità educativa»

today28 Ottobre 2026

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Cardinale Oscar Cantoni
Il vescovo di Como, il cardinale Oscar Cantoni, invita famiglie, educatori e comunità cristiane ad ascoltare le nuove generazioni, comprendere le cause del disagio giovanile e costruire relazioni autentiche. Al centro della riflessione, il ruolo dell’educazione, dell’inclusione e della solidarietà.

Il disagio giovanile, le incertezze sul futuro e la difficoltà di costruire relazioni autentiche sono temi che interrogano profondamente la società, le famiglie e le comunità educanti. Di fronte a episodi di violenza e comportamenti estremi, diventa fondamentale non fermarsi alla condanna, ma cercare di comprendere le fragilità e le domande che attraversano il mondo dei giovani.

Su questi temi interviene il cardinale Oscar Cantoni, vescovo di Como, con una riflessione dal titolo «Costruire ponti nel vuoto interiore: il compito della comunità cristiana». Un messaggio rivolto a genitori, insegnanti, educatori e comunità cristiane, chiamati ad assumersi una responsabilità concreta nell’accompagnamento delle nuove generazioni.

Il cardinale Cantoni sottolinea la necessità di ascoltare i ragazzi, senza giustificare comportamenti violenti, ma cercando di comprenderne le cause più profonde. Il disagio, infatti, può manifestarsi anche attraverso atteggiamenti estremi e diventare un segnale di solitudine, disorientamento e mancanza di prospettive.

Disagio giovanile e futuro: il valore dell’ascolto

Nella sua riflessione, il vescovo di Como richiama l’attenzione sulle inquietudini di tanti giovani, spesso immersi in un mondo iperconnesso, ma povero di relazioni umane profonde. L’ansia per il futuro, l’individualismo e una società concentrata sul consumo rischiano di alimentare un senso di vuoto e di smarrimento.

Per affrontare queste difficoltà non sono sufficienti risposte basate esclusivamente sulla repressione. Servono progetti educativi, adulti presenti e occasioni concrete di partecipazione, capaci di restituire ai ragazzi fiducia, speranza e senso di appartenenza.

Famiglie, scuola e comunità cristiane: una responsabilità condivisa

Un ruolo centrale spetta alle famiglie, che non devono essere lasciate sole di fronte alle complessità educative. Secondo il cardinale Cantoni, è necessario costruire un’alleanza tra genitori, istituzioni, società civile e comunità cristiane, creando spazi di ascolto, formazione e condivisione.

La Diocesi di Como può contare su diverse esperienze rivolte ai giovani, dagli oratori alle attività di doposcuola, dalle associazioni sportive alle iniziative culturali e teatrali. Tra queste, il LabOratorio dei Talenti di Como, impegnato anche nell’integrazione dei nuovi arrivati, rappresenta un esempio di come le comunità possano favorire inclusione, dialogo e crescita.

L’obiettivo è raggiungere anche i ragazzi più distanti, offrendo loro opportunità per sentirsi accolti, coinvolti e parte attiva della società.

Costruire ponti attraverso il dialogo e la solidarietà

Richiamando le parole di Papa Leone XIV, il cardinale Cantoni evidenzia l’importanza di costruire ponti attraverso il dialogo e l’incontro. Ogni persona, indipendentemente dalla propria cultura, religione o opinione, deve essere riconosciuta nella sua dignità.

Per le comunità cristiane, questo significa testimoniare concretamente la carità e la solidarietà, promuovendo relazioni capaci di superare le divisioni e di offrire ai giovani punti di riferimento credibili.

Il messaggio conclusivo del cardinale è un invito rivolto a tutti gli adulti: mettersi in ascolto dei giovani è il primo passo per prendersi cura di loro. Le nuove generazioni non rappresentano soltanto il futuro, ma sono già parte essenziale del presente e meritano attenzione, accompagnamento e fiducia.

 







Scritto da: Giuliano Padroni

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