La Commissione di inchiesta su salute e sicurezza nei luoghi di lavoro in Lombardia ha presentato oggi in Consiglio regionale la sua Relazione finale, contenente raccomandazioni operative per migliorare prevenzione, controlli, formazione e coordinamento nel mondo del lavoro lombardo.
Il documento propone nove indicazioni al Governo nazionale e ventuno raccomandazioni a livello regionale, con l’obiettivo di ridurre gli infortuni sul lavoro, rafforzare la cultura della sicurezza e garantire percorsi formativi efficaci.
Safety by Design e nuova cultura della sicurezza
La Relazione promuove un approccio innovativo alla sicurezza, definendo la “Safety by Design”: un metodo che integra la sicurezza già nelle prime fasi di progettazione di ambienti, processi produttivi, macchinari e strumenti di lavoro.
La formazione obbligatoria viene ripensata come continua, interattiva e pratica, con aggiornamenti periodici e percorsi mirati per micro, piccole e medie imprese. L’obiettivo è diffondere una cultura della sicurezza come valore aziendale e investimento sul futuro.
Raccomandazioni per la Regione Lombardia
Le raccomandazioni regionali si concentrano su sette ambiti chiave:
Potenziamento del personale ispettivo, sanitario e tecnico.
Sistema di formazione e monitoraggio della qualità dei corsi.
Coordinamento tra enti ispettivi, ATS, associazioni di categoria e sindacati.
Promozione della cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro.
Innovazione e digitalizzazione per la sicurezza sul lavoro.
Partecipazione attiva dei lavoratori.
Mediazione linguistica e potenziamento della formazione per lavoratori stranieri.
Inoltre, sono previsti percorsi formativi dedicati a datori di lavoro, investimenti tecnologici, incentivi per imprese virtuose e campagne informative per sensibilizzare sui rischi professionali.
Indicazioni operative a livello nazionale
La Relazione suggerisce anche nove interventi a livello nazionale, tra cui:
Rafforzamento del personale nei settori ad alto rischio (costruzioni, trasporti, agricoltura, manifatturiero).
Revisione e semplificazione delle norme vigenti.
Promozione di campagne nazionali per la cultura della sicurezza.
Digitalizzazione e piattaforma nazionale per tracciamento formativo e condivisione di best practice.
Accreditamento degli enti formatori e qualificazione dei docenti.
Percorsi formativi interculturali e linguistici per lavoratori stranieri.
Inserimento della sicurezza nei programmi scolastici e universitari.
Ruolo centrale del Tecnico della Prevenzione.
Promozione dell’innovazione nei dispositivi di protezione individuale (DPI) e monitoraggio dei rischi.
Dati sugli infortuni sul lavoro in Lombardia
Secondo i dati raccolti dalla Commissione e dalle ATS lombarde:
Nel 2024 si è registrato un leggero aumento dei decessi rispetto al 2023, concentrati soprattutto nell’area di Brescia, Milano, Brianza, Bergamo, Montagna, Valpadana, Insubria e Pavia.
La maggior parte degli infortuni mortali riguarda uomini tra i 41 e i 55 anni; circa il 31% dei casi riguarda lavoratori stranieri.
I settori con maggior incidenza sono costruzioni e metalmeccanica.
Il numero di infortuni ogni 1000 addetti è stabile, con circa 11 incidenti sul lavoro tra il primo semestre 2023 e il 2024.
Gli infortuni gravi mostrano un aumento tra i lavoratori stranieri, con nazionalità prevalenti Marocco, Albania, Romania, Egitto, Senegal, India, Pakistan e Perù.
Approvazione bipartisan e continuità del lavoro
La Relazione finale, frutto di due anni e mezzo di audizioni e analisi, è stata approvata all’unanimità dal Consiglio regionale. Il documento è considerato punto di partenza per la creazione di una Commissione speciale permanente sulla sicurezza sul lavoro, con il compito di monitorare, aggiornare e trasformare le indicazioni in azioni concrete.
Secondo i consiglieri regionali, tra cui Samuele Astuti (PD), Silvana Snider (Lega) e Simona Tironi (Lombardia), la prevenzione e la formazione rappresentano strumenti chiave per ridurre gli incidenti sul lavoro e salvare vite.
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