Qui di seguito il comunicato stampa giunto stamane in redazione
L’OPPOSIZIONE DENUNCIA LE TOTALI RESPONSABILITÀ DELL’AMMINISTRAZIONE SUI RITARDI INFINITI E SUL POSSIBILE RISCHIO ECOLOGICO
A Dubino il tempo sembra essersi fermato al settembre 2024, data di chiusura del Centro Comunale di Raccolta differenziata per lavori di “ammodernamento”. Oggi, a ben 18 mesi di distanza, i cancelli restano sbarrati per un’opera che avrebbe richiesto pochissimo tempo. Una situazione insostenibile e una vera e propria vergogna. L’Amministrazione di Dubino sta gestendo questo cantiere come se fosse la storica Salerno-Reggio Calabria: l’emblema italiano delle opere incompiute, con tempi biblici per interventi ordinari e con i disagi scaricati interamente sulle spalle della cittadinanza.
Non passa giorno senza che i residenti manifestino il proprio profondo disagio, una frustrazione quotidiana che ormai ha superato il livello di guardia tramutandosi in un’aperta e diffusa contestazione. Ci chiediamo come sia possibile che chi ci governa non si renda conto di tutto questo. È evidente che il Sindaco e la sua Giunta siano ormai completamente scollati dalla realtà, e del tutto sordi alle reali necessità del paese.
Il paradosso di Rogolo e l’emergenza sulle sponde dell’Adda
La gente è giustamente esasperata. Per conferire un rifiuto i cittadini sono costretti a recarsi al Centro di Raccolta SECAM nel Comune di Rogolo, a 6 chilometri di distanza. Un viaggio che richiede la prenotazione obbligatoria, con attese e trafile degne di una visita medica specialistica. Ma la beffa non finisce qui: spesso, pur avendo l’appuntamento, i cittadini si sentono rispondere che il Centro non può ricevere ulteriore materiale — in particolare per il verde e le ramaglie — perché i cassoni di smaltimento sono già colmi.
Il risultato di questa totale disorganizzazione è allarmante: è ormai diventata prassi comune gettare il verde e gli scarti da giardino lungo le sponde del fiume Adda. Questa inaccettabile deriva, causata unicamente dalla prolungata assenza di un servizio fondamentale, rischia di sdoganare l’abbandono incontrollato di rifiuti di ogni genere. Stiamo andando incontro a un possibile danno ecologico grave e inaccettabile, e in questo caso la responsabilità politica e materiale è tutta ed esclusivamente del Comune.
Stiamo assistendo a un salto all’indietro di 30 anni. Intere generazioni, specialmente le più giovani, hanno maturato una forte sensibilità ambientale, costruita nel tempo e sostenuta da politiche virtuose; oggi, l’incapacità di questa Amministrazione sta letteralmente buttando al vento anni di civiltà, tollerando e di fatto generando il degrado del nostro territorio.
Burocrazia inutile e ombre sulla gestione futura
Suona come una vera e propria beffa navigare sul sito del Comune e trovare sezioni perfettamente aggiornate con “Atti normativi e Regolamenti” e “Modulistica” per la gestione del Centro Comunale di Raccolta. Un esercizio di stile e tanta carta straccia, considerando che la struttura non è accessibile.
Come Gruppo “Dubino Futura”, non ci limiteremo a denunciare questo scandaloso ritardo, ma vogliamo vederci chiaro sulla futura gestione.. Ricordiamo bene, infatti, che il Sindaco, senza un reale confronto con la cittadinanza, ha già manifestato in sede di Consiglio Comunale l’intenzione di esternalizzare il servizio, ipotizzando il coinvolgimento di SECAM. Alla luce di queste dichiarazioni ufficiali, pretendiamo di conoscere fin da subito i dettagli dei futuri orientamenti della Giunta e i costi reali che questa operazione comporterà per le tasche dei cittadini.
Stop ai furbetti: esigiamo controlli rigorosi a tutela dei cittadini
In vista della futura – e ci auguriamo non lontana – riapertura, esigiamo un cambio di passo radicale: serve una gestione seria, rigorosa e al passo coi tempi. Prima della chiusura, infatti, avevamo purtroppo constatato come il Centro di Raccolta di Dubino si fosse trasformato in una sorta di “discarica autorizzata” per chi non aveva alcun titolo per conferirvi i propri rifiuti. Non ci riferiamo solo a cittadini provenienti da altri comuni, ma soprattutto a episodi quotidiani in cui imprese e artigiani scaricavano abusivamente volumi importanti di materiali da demolizione e scarti di lavorazione.
Una totale mancanza di vigilanza che si è tradotta, inevitabilmente, in un aumento ingiustificato dei costi di smaltimento, scaricati ingiustamente sulle tasche dei cittadini e dei contribuenti di Dubino. Pretendiamo dal Sindaco e dalla Giunta garanzie immediate e un piano di controllo inequivocabile: alla riapertura, questo intollerabile scempio ai danni dell’ambiente e delle tasche dei cittadini non dovrà mai più ripetersi.
Sabato 7 marzo, dalle ore 17.30, la Sala consiliare della Provincia di Sondrio ospiterà un incontro pubblico dedicato al referendum costituzionale sulla giustizia, in programma il 22 e 23 marzo 2026. L’iniziativa è promossa dal Comitato provinciale della Società civile per il NO, in collaborazione con ANPI provinciale, nell’ambito di una serie di appuntamenti organizzati sul territorio valtellinese nelle ultime settimane. Tra i relatori anche Gherardo Colombo Ospite della serata […]