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Agricoltori lombardi in piazza a Milano: Coldiretti Sondrio al presidio sotto il Pirellone

today10 Marzo 2026 29

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Mobilitazione del mondo agricolo lombardo a Milano, dove migliaia di agricoltori e allevatori si sono riuniti sotto il Palazzo Pirelli per lanciare un appello alle istituzioni regionali e nazionali. Alla manifestazione, promossa da Coldiretti, ha partecipato anche una numerosa delegazione proveniente dalla provincia di Sondrio, con rappresentanti di Valtellina e Valchiavenna.

Obiettivo della mobilitazione: evitare quello che gli agricoltori definiscono il rischio di “scacco matto” per l’agricoltura lombarda, schiacciata da costi crescenti, concorrenza sleale e burocrazia.

Le richieste degli agricoltori lombardi

Nel corso del presidio sono state presentate diverse priorità di intervento per sostenere il settore agricolo. Tra le principali richieste avanzate da Coldiretti Sondrio:

  • riduzione della burocrazia che grava sulle aziende agricole

  • contrasto alle pratiche commerciali sleali

  • sostegno alle filiere agricole in crisi

  • valorizzazione del cibo locale e del Made in Italy

  • gestione della fauna selvatica

  • tutela della terra fertile e del territorio agricolo

A guidare la delegazione valtellinese erano il presidente Sandro Bambini e il direttore Giancarlo Virgilio.

Agricoltura di montagna: presidio per il territorio

Secondo Sandro Bambini, la mobilitazione rappresenta un segnale importante anche per i territori montani:

«Dalle nostre montagne arriva una richiesta chiara: meno burocrazia, più tutela del reddito agricolo e regole certe contro la concorrenza sleale dei prodotti importati».

Nelle aree alpine della Valtellina l’agricoltura non rappresenta solo un’attività economica, ma anche un presidio fondamentale per la tutela del paesaggio e per la prevenzione del dissesto idrogeologico.

Costi in aumento e crisi internazionale

A pesare sulle aziende agricole è anche la difficile situazione geopolitica internazionale. Il conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran rischia infatti di provocare un nuovo shock energetico, con effetti diretti sui costi di produzione.

Negli ultimi anni alcuni fattori produttivi hanno registrato aumenti molto significativi:

  • fertilizzanti: +49%

  • energia: +66%

A questi rincari si aggiunge il recente aumento del gasolio agricolo, cresciuto in pochi giorni tra 40 e 45 centesimi al litro proprio all’inizio dei lavori stagionali nei campi.

Per questo Coldiretti ha presentato a livello nazionale un esposto in Procura per verificare eventuali manovre speculative sui prezzi.

Importazioni e concorrenza sleale

Un’altra criticità evidenziata dagli agricoltori riguarda le importazioni dall’estero, che spesso entrano nel mercato europeo con standard produttivi diversi da quelli richiesti alle aziende italiane.

Tra le richieste avanzate c’è anche la revisione delle norme comunitarie sull’origine dei prodotti, che permettono di dichiarare Made in Italy un alimento straniero dopo una minima trasformazione.

Gli agricoltori chiedono inoltre di rafforzare la presenza di prodotti locali nelle mense scolastiche e ospedaliere, per sostenere le filiere territoriali.

Cambiamenti climatici e fauna selvatica

Le aziende agricole devono inoltre affrontare gli effetti del cambiamento climatico, con eventi meteorologici estremi sempre più frequenti. Negli ultimi quattro anni i danni all’agricoltura italiana hanno superato 20 miliardi di euro.

Tra le problematiche segnalate anche la diffusione incontrollata della fauna selvatica, responsabile di danni a coltivazioni, pascoli e allevamenti, oltre che di incidenti stradali.

Il flash mob dei giovani agricoltori

Durante la manifestazione i giovani di Coldiretti hanno organizzato un flash mob simbolico con una grande scacchiera allestita in piazza. Su ogni casella sono stati posizionati prodotti agricoli e attrezzi da lavoro, a rappresentare le tante minacce che mettono a rischio il futuro delle imprese agricole.

La mobilitazione ha voluto ribadire un messaggio chiaro: senza interventi concreti, molte aziende rischiano di non poter più garantire produzione di cibo, tutela del territorio e occupazione nelle aree rurali.







Scritto da: Giuliano Padroni

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