D I C H I A R A Z I O N E D E L S I N DAC O D I M O R B E G N O — PAT R I Z I O D E L N E RO
Nei giorni scorsi ho ricevuto il Senatore Maurizio Gasparri unitamente al Senatore Adriano
Paroli e all’Onorevole Stefano Benigni e insieme abbiamo affrontato il tema della viabilità
quale contesto di criticità di accesso alla nostra Provincia che continua a permanere.
Nella
stessa giornata il Segretario Provinciale di Forza Italia Elio Della Patrona ha affrontato in
conferenza stampa l’insieme delle proposte per una moderna connessione viabilistica della
nostra Provincia, sia con i territori esterni sia interni: proposte che condivido e che ritengo
opportuno siano affrontate nelle opportune sedi istituzionali.
La galleria del Monte Piazzo: la situazione non è più rimandabile
Il primo tema è la sicurezza della SS36 e in particolare la galleria del Monte Piazzo, il
principale collegamento tra la Valtellina e il resto della Lombardia.
ANAS ha dichiarato
pubblicamente un tempo di vita residuo stimato di circa quindici anni per questa struttura
— lunga 2,5 chilometri tra Dorio e Colico — che richiede interventi di manutenzione
straordinaria continua e si inserisce in un contesto idrogeologico ad alto rischio.
Le
valutazioni tecniche disponibili confermano che il semplice consolidamento non può
risolvere problemi di natura strutturale: la stima di un intervento di manutenzione
straordinaria si aggira attorno ai 184 milioni di euro, a fronte dei circa 564 milioni necessari
per un bypass in variante che garantirebbe invece una soluzione de!nitiva.
Su un orizzonte
di quaranta o sessant’anni, la scelta tra rattoppare e costruire diventa non solo tecnica, ma
economicamente obbligata.
La tratta Colico–Lecco nella sua interezza è poi soggetta a ricorrenti criticità idrogeologiche
che la rendono inaf!dabile in condizioni meteo avverse.
Tutto questo impone una visione
più strutturata e radicale dell’accessibilità della nostra Provincia, non più procrastinabile.
Il traforo della Bassa Valtellina: la proposta che condivido
La soluzione più razionale e di maggiore impatto è il tunnel della Bassa Valtellina in
collegamento con la parte terminale della Val Brembana, al Passo San Marco.
In chiave
europea, questa infrastruttura si raccorderebbe con il tunnel della Valchiavenna verso la Val
Mesolcina e il sistema autostradale continentale, con!gurandosi come un’opera di interesse
sovranazionale potenzialmente inseribile nella rete transeuropea TEN-T, con accesso ai
relativi fondi comunitari.
La posizione geogra!ca della Valtellina, al crocevia tra Italia,
Svizzera e rete autostradale nord-europea, rende questa opzione strategicamente rilevante
ben oltre i con!ni provinciali.
Il collegamento diretto con Bergamo consentirebbe l’accesso rapido all’aeroporto
internazionale di Orio al Serio, ai servizi universitari e sanitari di eccellenza, e aprirebbe la
nostra Provincia al sistema produttivo bergamasco, tra i più avanzati d’Italia nei settori
tecnologico e manifatturiero.
Per la Val Brembana, da decenni ai margini dei principali “ussi
di sviluppo, il tunnel sarebbe una svolta capace di arrestare lo spopolamento e generare
nuove opportunità turistiche ed economiche.
Non meno importante, la ridondanza dei
collegamenti — non più dipendenti dalla sola SS36 — garantirebbe una resilienza
strutturale che oggi manca completamente al sistema viabilistico provinciale.
Questo progetto è discusso da decenni dai comitati locali e dai Comuni della Val Brembana e
di Morbegno: la volontà politica e il sostegno delle comunità ci sono.
Quello che manca è un
atto formale di avanzamento.
Per questo chiedo alla Provincia di mettere a disposizione le
risorse necessarie per uno studio tecnico di veri!ca della fattibilità della proposta e del
tracciato, in accordo con la Provincia di Bergamo.
SS38: usare le risorse del BIM per il tratto Morbegno–Sondrio
Condivido la proposta di destinare una quota signi!cativa delle risorse del BIM — rese
disponibili dall’esito positivo della sentenza della Cassazione che ha confermato la
legittimità dei canoni “binomio” relativi all’energia idroelettrica — alla realizzazione del
nuovo percorso della SS38 tra l’uscita della tangenziale di Morbegno e il capoluogo Sondrio.
Si tratta di un intervento importante per l’ammodernamento e la messa in sicurezza di
un’arteria fondamentale che oggi presenta caratteristiche geometriche e standard di
sicurezza non più adeguati ai volumi di traf!co attuali.
Utilizzare le risorse dei Bacini
Imbriferi Montani per un’opera di questa natura è coerente con la missione stessa dei BIM:
restituire al territorio le ricchezze che il territorio genera.
Il ponte Vanoni: un’opportunità da non sprecare
Il rifacimento del ponte Vanoni, che collega la città di Morbegno con la Valeriana sul
versante retico, è reso necessario da evidenti problemi di sicurezza strutturale e da un tempo
di vita stimato in circa sette anni.
La Provincia ha accantonato nel bilancio di previsione
circa cinque milioni e mezzo di euro, risorse che dovranno essere integrate per consentire
un’opera adeguata.
Ritengo fondamentale che la progettazione del nuovo ponte tenga in considerazione la
possibilità di realizzare un’uscita dalla SS38 prima dell’ingresso in galleria della
Tangenziale.
Quella connessione vale per la città di Morbegno, per le sue attività
commerciali e produttive, e per i territori della Valeriana e del versante retico.
La scelta, a
suo tempo, di posizionare l’uscita a Cosio ha penalizzato Morbegno privandola di un
collegamento naturale e funzionale che la conformazione del territorio avrebbe consentito.
Non possiamo permetterci di ripetere quell’errore.
Il rifacimento del ponte Vanoni è
l’occasione concreta per recuperare ciò che non fu fatto: non sprechiamola.
Comune di Morbegno | Provincia di Sondrio | Marzo 2026
Patrizio Del Nero
Sindaco — Comune di Morbegno (SO)
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