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VENERDÌ SANTO. L’OMELIA DEL VESCOVO, CARDINALE OSCAR CANTONI NELLA SOLENNE AZIONE LITURGICA 

today4 Aprile 2026 1

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Qui di seguito il testo dell’omelia di ieri, venerdì 3 aprile.
È stato proclamato il Vangelo della passione di Gesù Cristo secondo Giovanni. A differenza degli altri tre evangelisti, Giovanni non interpreta la passione già da questi descritta sotto il profilo del dolore fisico, degli oltraggi e del tradimento subito. Viene Oltrepassato lo scandalo della morte del Figlio di Dio.
Il vangelo di Giovanni sottolinea come, proprio attraverso la morte in croce, Gesù abbia realizzato pienamente l’amoroso anche se misterioso piano di salvezza di Dio. La croce diventa così un trono su cui rifulge la gloria del Crocifisso.
Proprio Attraverso la morte in croce di Gesù, è l’intera famiglia trinitaria, il Padre, il Figlio e lo Spirito Santo che viene esaltata e glorificata, cioè traspare l’amore del Padre, si manifesta pienamente l’obbedienza del Figlio, viene avvertita l’azione silenziosa, ma efficace, dello Spirito Santo-
La gloria di Dio si manifesta innanzitutto attraverso il corpo vivente di Cristo, che presenta Dio padre al vivo, come nessuno l’aveva visto o come nessun uomo poteva immaginarlo con la sola ragione.
Gesù ha glorificato il Padre in tutto il corso della sua vita umana in un perfetto amore filiale, mantenendo la stessa intensità di comunione e di amore che come Figlio eterno vive da sempre nei cieli.
Il Padre è glorificato nel sacrificio del Figlio perché si è sottomesso docilmente e volentieri alla volontà del Padre e l’ha fatta propria, obbediente in tutto, fino alla fine.
La morte tremenda di Gesù, poi, ha capovolto l’agire degli uomini, che a loro insaputa, hanno collaborato alla sua glorificazione. Gesù, insediato sulla croce, divenuto suo trono regale, viene proclamato re al cospetto del mondo, raffigurato sul cartiglio, affisso sulla croce, nelle tre lingue principali usate in quella zona dell’Impero Romano: l’ebraico, il latino, il greco. L’uomo dei dolori, che è giudicato e oltraggiato dagli uomini, che si presenta apparentemente inerme, è il vero Messia, inviato da Dio padre a instaurare il suo Regno.
Innalzato da terra, come frutto del suo sacrificio e della sua obbedienza, il Padre glorifica il Figlio come sommo sacerdote, e gli concede il potere di dare agli uomini la vita divina: condividono la stessa condizione filiale di Gesù, divenuti anch’essi figli adottivi di Dio.
Uscito dal seno del Padre come Unigenito, Cristo risorto vi ritorna come Primogenito di una moltitudine di fratelli. Come servo del suo corpo, Cristo signore continua ora a prendersi cura di ogni membro della Chiesa, immedesimandosi nelle sue fatiche e prove. Egli ci perdona sempre, ci guarisce da tutte le nostre infermità, ci dona la gioia di sentirci amati dal Padre e ci unisce sempre più a sé nel passaggio verso il Regno.
Da ultimo, Come il Figlio, per rivelare il Padre e compiere la sua opera sacerdotale, ha nascosto la sua divinità sotto le sembianze del servo, così anche lo Spirito Santo, primo dono pasquale ai credenti, non lascia emergere la propria immagine, ma si mette al servizio della manifestazione del Cristo celeste. Egli opera visibilmente all’interno del cuore di ogni credente e tra la moltitudine dei Santi, nei quali risplendono in abbondanza i molteplici frutti dello Spirito. I volti dei fratelli, animati dallo Spirito, manifestano il volto del Figlio amato.
Oscar card. CANTONI






Scritto da: Giuliano Padroni

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