Il progetto Regio Retica compie un passo decisivo e passa ufficialmente dalla fase di impostazione a quella operativa. È quanto emerso durante la riunione del Comitato di Pilotaggio, tenutasi lunedì 30 marzo a Piuro, dopo il precedente incontro di Pontresina.
L’obiettivo è chiaro: trasformare la cooperazione transfrontaliera tra Italia e Svizzera in un modello stabile, concreto e duraturo.
Governance condivisa: il cuore del progetto
Al centro del confronto resta il tema della governance condivisa, elemento chiave del progetto. Il Comitato di Pilotaggio – composto dai rappresentanti istituzionali dei territori italiani e svizzeri – si conferma non solo organo di indirizzo, ma primo esempio concreto di collaborazione strutturata tra comunità che vogliono riconoscersi come un unico sistema.
Per la Svizzera partecipano i sindaci di Poschiavo, Pontresina e Bregaglia; per l’Italia il Presidente della Provincia di Sondrio e i consiglieri provinciali coinvolti.
L’ambizione va oltre i singoli interventi: costruire regole comuni e modalità operative condivise che garantiscano continuità alla cooperazione anche dopo la fine del progetto.
Dalla teoria alla pratica: azioni operative già avviate
Non solo strategia. Il progetto entra nel vivo con azioni concrete già calendarizzate.
Due i primi interventi operativi:
coordinamento dei servizi di emergenza tra il sistema italiano (AREU – 112) e quello svizzero (144)
incontro tecnico il 15 aprile a Chiavenna sulla segnaletica transfrontaliera lungo strade e passi alpini
Si tratta di esempi tangibili di come la cooperazione possa tradursi in servizi più efficienti per cittadini e territori, superando i limiti imposti dal confine.
Un nuovo approccio alla cooperazione Interreg
Regio Retica segna un cambio di passo rispetto ai progetti Interreg del passato. Se in precedenza gli interventi erano spesso frammentati e limitati alle aree di confine, oggi si punta a una visione strategica complessiva.
Il lavoro del Gruppo di Analisi va proprio in questa direzione: raccogliere, integrare e allineare dati tra Italia e Svizzera per costruire una lettura condivisa dei bisogni e orientare le scelte future.
Focus su lavoro, servizi e dinamiche demografiche
Tra le priorità individuate:
formazione
lavoro
servizi
evoluzione demografica dei territori
L’obiettivo è passare rapidamente dalla fase di analisi a quella di sperimentazione di soluzioni operative, con interventi concreti e misurabili.
Una memoria storica per costruire il futuro
Durante l’incontro è stata avviata anche una ricognizione dei progetti Interreg realizzati dal 1988. Un lavoro che sta evidenziando criticità importanti:
frammentazione dei dati
archivi incompleti
assenza di visione nel lungo periodo
Un ulteriore motivo per costruire, con Regio Retica, un modello più solido e coerente.
Un territorio, un sistema unico
Finanziato dal Programma Interreg Italia–Svizzera, il progetto mira a migliorare l’efficienza della pubblica amministrazione e a superare gli ostacoli giuridici e amministrativi nelle aree di confine.
L’obiettivo finale è ambizioso ma concreto: creare una governance condivisa capace di rispondere ai bisogni di un territorio che, di fatto, già oggi funziona come un sistema unico.
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