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Spreco alimentare: Iperal trasforma le eccedenze in risorsa, quasi 500 tonnellate recuperate nel 2025

today22 Aprile 2026 36

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Iperal supermercati

Non finisce tutto nel cassonetto. Almeno non nei supermercati Iperal, dove il cibo invenduto prende un’altra strada: quella della redistribuzione.

Nel 2025 la catena ha intercettato e rimesso in circolo quasi 500 tonnellate di prodotti freschi, evitando che finissero tra i rifiuti e trasformandoli in un aiuto concreto per chi ne ha bisogno.

Dal banco vendita alle associazioni

Il meccanismo è semplice solo in apparenza: ciò che non può più essere venduto, ma è ancora consumabile, viene recuperato e affidato a una rete di realtà locali.

Parliamo di ortofrutta confezionata, prodotti refrigerati, alimenti pronti e scaffale secco, spesso oltre il termine minimo di conservazione ma ancora perfettamente utilizzabili. A gestire il passaggio sono associazioni, volontari e organizzazioni del territorio che ritirano regolarmente le eccedenze e le redistribuiscono.

Un sistema che coinvolge tutti i 57 punti vendita Iperal presenti in Lombardia e che si regge su collaborazioni consolidate, come quelle con Banco Alimentare e Acli, affiancate da tante realtà locali meno note ma fondamentali.

Dove si recupera di più

I numeri raccontano una geografia precisa. La Brianza guida la classifica con oltre 117 mila chili recuperati, seguita da Bergamo sopra quota 92 mila. Como e Sondrio superano entrambe le 70 tonnellate, mentre Brescia si ferma poco sopra i 52 mila chili e Lecco oltre i 38 mila.

Milano resta più indietro, ma per un motivo semplice: meno punti vendita sul territorio.

In totale, solo per i freschi si parla di oltre 468 mila chili, mentre il valore economico complessivo delle donazioni supera i 728 mila euro.

Il punto vero: evitare che diventi spreco

Recuperare è già tanto. Evitare lo spreco lo è ancora di più.

Per questo nei supermercati entra in gioco una gestione quotidiana molto concreta: controllo serrato delle scadenze e ribasso immediato dei prodotti in uscita dal ciclo di vendita.

È qui che entra la logica del “Bollone 50%”: prezzi dimezzati per incentivare l’acquisto prima che sia troppo tardi. Un sistema che funziona perché parla la lingua più semplice di tutte: risparmio per chi compra, meno spreco per tutti.

Non beneficenza, ma sistema

La differenza sta tutta qui: non è un’azione sporadica o una campagna di facciata, ma un modello organizzato.

Meno rifiuti, meno impatto ambientale, più supporto alle persone. Il risultato è un circolo che, per una volta, gira nel verso giusto.








Scritto da: Elena Botta

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