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Aumento stipendi sanità Lombardia: incentivi fino al 20% per medici e infermieri nelle zone di confine con la Svizzera

today24 Aprile 2026 81

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Novità importanti per la sanità lombarda: da settembre 2026 entrerà in vigore la norma che prevede un aumento degli stipendi per medici e infermieri impiegati nelle aree di confine con la Svizzera. L’obiettivo è contrastare la fuga di personale sanitario e rafforzare i servizi sul territorio.

Incentivi economici per trattenere il personale sanitario

Ad annunciare la misura è stato Massimo Sertori, assessore di Regione Lombardia, durante un’audizione in Commissione regionale. Il provvedimento, previsto dalla legge statale 213/2023, consentirà un incremento fino al 20% delle retribuzioni.

Nel dettaglio:

  • circa 10.000 euro lordi annui in più per i medici
  • circa 5.400 euro lordi annui per gli infermieri

Una leva economica concreta per rendere più competitivo il sistema sanitario lombardo nelle aree di frontiera, storicamente penalizzate dall’attrattività degli stipendi svizzeri.

Coinvolti circa 7.000 operatori sanitari

Secondo le stime fornite da Mario Melazzini, saranno circa 7.000 i professionisti interessati, per un investimento complessivo di 45 milioni di euro.

Le risorse arriveranno da un contributo compreso tra il 3% e il 6% dello stipendio netto dei lavoratori frontalieri. La Lombardia ha scelto l’aliquota minima del 3%, che si traduce, ad esempio, in circa 120 euro mensili su uno stipendio di 4.000 euro.

Obiettivo: sanità più forte nelle aree di confine

La misura punta a:

  • limitare l’esodo di medici e infermieri verso la Svizzera
  • garantire continuità e qualità dei servizi sanitari locali
  • rafforzare l’assistenza per cittadini e famiglie delle zone di confine

Si tratta di un intervento strategico per il futuro della sanità pubblica lombarda, in un contesto in cui la carenza di personale rappresenta una delle principali criticità del sistema.

Quando entrerà in vigore la norma

L’entrata in vigore è prevista entro settembre 2026, segnando un passaggio atteso da anni nelle politiche di sostegno al personale sanitario nelle province di confine.

Una misura che potrebbe rappresentare un punto di svolta per rendere più attrattivo il lavoro pubblico in sanità e garantire servizi più efficienti sul territorio.







Scritto da: Giuliano Padroni

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