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Progetto Ponte Livigno festeggia 10 anni: 188 trasferte e 360 ragazzi coinvolti Meta Description:

today19 Maggio 2026 38

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«Progetto Ponte», dieci anni di dialogo, crescita e relazioni educative costruite sul territorio. A Livigno una serata speciale ha celebrato il decimo anniversario di un percorso nato nel 2016 e diventato oggi un punto di riferimento per centinaia di famiglie chiamate ad affrontare il delicato passaggio dei propri figli verso l’esperienza del convitto.

L’iniziativa, promossa dal CiAGi Livigno gestito dalla Cooperativa Sociale L’Impronta, con il patrocinio della Comunità Educante Livigno Trepalle e del Comune di Livigno, si è svolta martedì 12 maggio 2026 articolandosi in due momenti distinti: un incontro pomeridiano dedicato al tavolo della Comunità Educante e una serata pubblica all’Istituto Comprensivo di Livigno rivolta ai genitori dei ragazzi della scuola secondaria di primo grado.

Il titolo scelto per l’edizione 2026, “Vivere in convitto: tra timori e risorse”, sintetizza perfettamente lo spirito di un progetto che da dieci anni accompagna le famiglie nel confronto con dubbi, aspettative e possibilità legate alla scelta scolastica fuori paese.

I numeri raccontano bene la portata dell’iniziativa: dal 2016 a oggi sono state organizzate 188 trasferte tra Bolzano, Sondalo, Sondrio e Cavalese, per oltre 95 mila chilometri percorsi. Attualmente il Progetto Ponte coinvolge 11 convitti partner e circa 360 ragazzi e ragazze di Livigno e Trepalle.

«In questi anni il Progetto Ponte si è trasformato insieme ai bisogni delle famiglie e dei ragazzi – ha spiegato Michele Ricetti, coordinatore del CiAGi Livigno – diventando uno spazio di confronto autentico tra educatori, genitori e convittori».

Durante la serata sono intervenuti rappresentanti delle principali realtà convittuali del territorio, tra cui il convitto Vallesana di Sondalo, i Salesiani di Sondrio, la Fondazione Kofler e l’Antonianum di Bolzano, oltre alla cooperativa sociale Le Rais di Cavalese. Le testimonianze hanno evidenziato il valore della collaborazione educativa tra famiglie, territorio e strutture che accolgono gli studenti.

«Questo progetto crea un ponte concreto tra casa e scuola», ha sottolineato Petra Eisenstecken della Fondazione Kofler, mentre don Emanuele Cucchi ha parlato di «un grande progetto capace di accompagnare i giovani nella crescita conoscendo davvero il loro contesto umano e familiare».

A chiudere la serata una frase simbolica tratta da “Spunti di educazione”: «Se fossimo tutti un po’ più costruttori di ponti, ci renderemmo conto che le difficoltà e le paure di chi ci sta accanto sono meno pesanti se condivise». Una sintesi perfetta di dieci anni di lavoro educativo silenzioso ma concreto.







Scritto da: Elena Botta

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