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Il Consiglio regionale della Lombardia ha approvato la nuova legge che disciplina l’insediamento dei data center sul territorio regionale, introducendo regole precise per attrarre investimenti e governare la crescita delle infrastrutture digitali in modo sostenibile.
Il provvedimento, approvato dalla Giunta regionale nel novembre scorso su proposta del presidente Attilio Fontana insieme agli assessori Massimo Sertori, Gianluca Comazzi, Giorgio Maione e Guido Guidesi, punta a coniugare innovazione tecnologica, tutela ambientale e limitazione del consumo di suolo.
Uno dei principi cardine della normativa riguarda la priorità all’utilizzo di aree dismesse e brownfield per la realizzazione dei nuovi data center in Lombardia, con l’obiettivo di favorire la rigenerazione urbana e contenere nuovo consumo di territorio.
La legge introduce inoltre criteri specifici per:
“La Lombardia è già oggi uno dei principali poli europei per l’insediamento dei data center”, ha spiegato l’assessore Massimo Sertori, sottolineando come fino ad oggi il settore sia cresciuto senza una disciplina organica.
Secondo Sertori, la nuova legge garantirà “procedure omogenee, tempi certi e un quadro stabile per gli investimenti”, rafforzando la competitività della regione e contribuendo alla sicurezza e alla sovranità digitale europea.
L’assessore ha inoltre evidenziato l’importanza del confronto con ANCI Lombardia, enti territoriali e operatori del settore per costruire una normativa condivisa.
Per l’assessore Gianluca Comazzi, la Lombardia conferma il proprio ruolo di riferimento nazionale nell’economia digitale grazie al primato per numero e capacità dei data center presenti sul territorio.
L’assessore Giorgio Maione ha invece definito il provvedimento “un risultato fondamentale” per promuovere uno sviluppo infrastrutturale sostenibile e compatibile con l’ambiente.
La nuova normativa regionale si propone quindi di governare l’espansione delle infrastrutture digitali conciliando innovazione, crescita economica e tutela del territorio, in un contesto di trasformazione tecnologica sempre più rapida.
Scritto da: Giuliano Padroni