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Data Center in Lombardia, approvata la nuova legge: cave e miniere dismesse tra le aree idonee agli insediamenti

today3 Giugno 2026 26

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Data center

La Lombardia compie un passo avanti nella regolamentazione dei Data Center con la prima legge regionale italiana dedicata al settore. Nel testo approvato dal Consiglio regionale è stata inserita una proposta del consigliere regionale Manfredi Palmeri, approvata all’unanimità, che punta a favorire il riutilizzo di cave e miniere dismesse per l’insediamento delle nuove infrastrutture digitali.

Legge Data Center Lombardia: focus su sostenibilità e recupero delle aree dismesse

La nuova normativa, destinata a diventare un punto di riferimento nazionale per il settore dei Data Center, introduce la possibilità per i Comuni di individuare tra le aree prioritarie per l’insediamento dei centri dati anche siti dismessi, comprese cave e miniere non più operative e non destinate a progetti di rinaturalizzazione.

L’obiettivo è duplice: da un lato limitare il consumo di nuovo suolo, dall’altro migliorare l’efficienza energetica delle strutture attraverso l’utilizzo di aree naturalmente più favorevoli al contenimento delle temperature generate dai sistemi informatici.

L’emendamento Palmeri approvato all’unanimità

La proposta presentata da Manfredi Palmeri, capogruppo di Lombardia Migliore – Noi Moderati, era stata inizialmente approvata all’unanimità dalla V Commissione Territorio e successivamente confermata dall’Aula nel testo definitivo della legge.

Secondo Palmeri, il recupero di alcune cave e miniere dismesse rappresenta una soluzione strategica per accompagnare la crescita delle infrastrutture digitali senza compromettere il territorio.

«L’obiettivo è sostenere lo sviluppo digitale e infrastrutturale riducendo al minimo l’impatto sul territorio. Riutilizzare aree già antropizzate significa favorire investimenti, innovazione e crescita economica in un’ottica di maggiore sostenibilità ambientale», ha spiegato il consigliere regionale.

Perché cave e miniere possono ospitare i Data Center

Le cave e le miniere dismesse presentano spesso caratteristiche particolarmente adatte ad accogliere strutture tecnologiche ad alta intensità energetica come i Data Center.

Si tratta infatti di aree generalmente lontane dai centri abitati, in alcuni casi già dotate di infrastrutture energetiche e collegamenti logistici, e caratterizzate da condizioni ambientali che possono favorire il contenimento delle temperature prodotte dai server, con possibili vantaggi sul fronte dei consumi energetici.

Tutela ambientale e rinaturalizzazione restano una priorità

La norma precisa tuttavia che non tutte le aree estrattive dismesse potranno essere destinate ai Data Center. Restano infatti escluse quelle caratterizzate da un elevato valore ecologico, paesaggistico o idrogeologico, per le quali continueranno a essere privilegiati interventi di rinaturalizzazione, riforestazione e recupero ambientale.

L’intento della legge è quindi quello di promuovere una gestione attiva del territorio, incentivando sia i processi di recupero ambientale sia la riconversione funzionale delle aree abbandonate, evitando situazioni di degrado e inutilizzo.

Lombardia verso una nuova fase dello sviluppo digitale

Con l’approvazione della nuova legge sui Data Center, la Lombardia si candida a diventare un modello nazionale nella gestione delle infrastrutture digitali, cercando di coniugare innovazione tecnologica, sostenibilità ambientale e rigenerazione territoriale.

Un provvedimento che punta a trasformare i Data Center in strumenti di attrattività economica, competitività e sviluppo, favorendo allo stesso tempo il recupero di aree oggi inutilizzate e la tutela del patrimonio ambientale regionale.







Scritto da: Giuliano Padroni

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