SONDALO – Due giornate di approfondimento dedicate alla fibromialgia hanno richiamato all’Ospedale Morelli di Sondalo medici specialisti, professionisti sanitari, associazioni di pazienti e operatori del settore provenienti da diverse realtà italiane. Il congresso, organizzato grazie alla collaborazione tra Asst Valtellina e Alto Lario e Asst Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, ha rappresentato un importante momento di aggiornamento scientifico su una patologia cronica che interessa una parte significativa della popolazione.
L’iniziativa si è concentrata sulle più recenti conoscenze relative alla fibromialgia, sindrome caratterizzata principalmente da dolore muscoloscheletrico diffuso, affaticamento persistente e disturbi del sonno, condizioni che possono compromettere in maniera significativa la qualità della vita delle persone colpite.
Uno dei temi centrali emersi durante il congresso è stato il valore dell’approccio multidisciplinare, considerato fondamentale per affrontare una patologia complessa che richiede il coinvolgimento di diverse figure professionali. Particolare attenzione è stata dedicata all’esperienza sviluppata presso il Morelli di Sondalo, dove è attivo un percorso riabilitativo specifico rivolto ai pazienti fibromialgici, e al progetto FibroNet Care, presentato come modello di presa in carico integrata.
Ad aprire i lavori è stata il direttore generale dell’Asst Valtellina e Alto Lario, Ida Ramponi, che ha evidenziato l’importanza della collaborazione tra strutture sanitarie e professionisti per migliorare la risposta ai bisogni dei pazienti.
Il programma scientifico, coordinato da Luca Binda, direttore del Dipartimento Funzionale di Riabilitazione dell’Ospedale Morelli, e da Oscar Massimiliano Epis, direttore del Dipartimento Polispecialistico del Niguarda, si è articolato in cinque sessioni tematiche dedicate alla diagnosi, alle cause della malattia, alle patologie associate, alle terapie farmacologiche e riabilitative e ai percorsi di supporto per i pazienti.
Nel corso degli interventi è stato ribadito come la diagnosi precoce, la personalizzazione delle cure e il coinvolgimento attivo del paziente rappresentino elementi essenziali per ottenere risultati concreti nel trattamento della fibromialgia.
«Il confronto tra professionisti e la condivisione delle esperienze cliniche sono strumenti indispensabili per costruire percorsi assistenziali sempre più efficaci», ha sottolineato il direttore generale Ramponi, evidenziando il ruolo del Morelli come punto di riferimento per la presa in carico riabilitativa di questa sindrome cronica.
Al congresso hanno partecipato 25 relatori provenienti da ospedali e centri specialistici di Lombardia e altre regioni, contribuendo a un dibattito che ha suscitato grande interesse sia tra gli operatori sanitari sia tra le associazioni dei pazienti presenti all’evento.
La forte partecipazione registrata durante la due giorni conferma l’attenzione crescente verso una patologia che, pur essendo sempre più riconosciuta dalla comunità scientifica, continua a rappresentare una sfida importante dal punto di vista diagnostico, terapeutico e sociale.
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