Le recenti pronunce della Corte di Cassazione sul pagamento delle rette nelle RSA per i malati di Alzheimer e altre gravi patologie neurodegenerative riaccendono il dibattito sulla sostenibilità del sistema sociosanitario. A lanciare l’allarme è il consigliere regionale del Partito Democratico Davide Casati, capodelegazione PD nella Commissione Sostenibilità Sociale di Regione Lombardia, che chiede un intervento urgente per definire criteri chiari a livello nazionale e regionale.
Rette RSA e Alzheimer: cosa dice la Cassazione
Le ordinanze della Suprema Corte hanno confermato che, nei casi di persone affette da Alzheimer in fase avanzata, stato vegetativo permanente o patologie neurologiche degenerative gravi, l’intera retta della RSA deve essere sostenuta dal Servizio Sanitario Nazionale quando le prestazioni erogate sono caratterizzate da un’elevata integrazione sanitaria.
Secondo l’interpretazione fornita dalla Cassazione, le famiglie che hanno sostenuto tali costi potrebbero inoltre richiedere il rimborso delle somme versate alle ATS competenti.
Casati: “Rischio tsunami per il sistema sanitario”
Per Casati la situazione rischia di avere conseguenze molto pesanti sia per le strutture sociosanitarie sia per i conti pubblici.
«Da oltre due anni sollecitiamo Regione Lombardia ad affrontare concretamente il tema dell’esigibilità delle rette nelle RSA per gli ospiti che ricevono prestazioni sociosanitarie ad alta integrazione sanitaria. Nonostante le rassicurazioni ricevute dall’assessorato competente, non sono stati adottati provvedimenti concreti per chiarire il quadro normativo», sottolinea il consigliere dem.
Secondo Casati, le sentenze di primo e secondo grado avevano già creato incertezza nel settore, ma i recenti pronunciamenti della Cassazione potrebbero trasformare il problema in un vero e proprio “tsunami” per il Servizio Sanitario Nazionale.
RSA lombarde e famiglie in difficoltà
La preoccupazione riguarda sia le oltre 700 RSA presenti in Lombardia sia le famiglie dei pazienti.
«Le strutture rischiano di trovarsi in forte difficoltà economica e anche Regione Lombardia dovrà far fronte a costi aggiuntivi molto rilevanti. Ma le conseguenze più immediate ricadranno sulle famiglie delle persone affette da Alzheimer o da altre malattie neurodegenerative, che potrebbero incontrare maggiori difficoltà nell’accesso alle RSA fino a quando non saranno definiti con chiarezza criteri e coperture finanziarie», evidenzia Casati.
La richiesta: criteri nazionali e regionali per le rette RSA
Il consigliere regionale chiede una revisione della normativa per stabilire in modo preciso quando la retta deve essere interamente coperta dal SSN.
«Occorre individuare criteri certi per distinguere i casi in cui la componente sanitaria è prevalente e inscindibile da quella assistenziale. Servono parametri oggettivi legati alle condizioni cliniche del paziente e all’intensità delle cure necessarie», spiega.
L’obiettivo, conclude Casati, è garantire equità per le famiglie e al tempo stesso tutelare la sostenibilità del sistema sanitario: «Se il numero dei beneficiari della copertura totale delle rette RSA dovesse ampliarsi senza regole chiare, il rischio è quello di compromettere la tenuta economica del Servizio Sanitario Nazionale».
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