Le emozioni delle Olimpiadi, dai ricordi delle edizioni passate alle prospettive di Milano Cortina 2026, sono state al centro della conviviale di giugno del Panathlon Club di Sondrio. Ospiti della serata, preceduta dall’assemblea ordinaria del sodalizio, Sergio Schena, consigliere della Fondazione Milano Cortina 2026, Katja Colturi, giornalista Rai ed ex olimpionica di short track, e Massimo Murada, direttore della pista Stelvio dello sci alpinismo per Milano Cortina 2026.
Ad aprire l’incontro Γ¨ stato Massimo Murada, che ha ripercorso il cammino che ha portato lo sci alpinismo al debutto olimpico, partendo dal dossier di candidatura presentato nel giugno 2020, quando, come ha ricordato, Β«il sogno Γ¨ diventato realtΓ Β».
Un percorso tutt’altro che semplice. Dopo il test event del febbraio 2025, necessario per validare il layout del tracciato, nell’agosto successivo la Fondazione Bormio ha affidato alla Polisportiva Albosaggia l’organizzazione dell’evento olimpico, dopo il passo indietro dello Sci Club Alta Valtellina. Una sfida accolta con entusiasmo, ma accompagnata da numerose difficoltΓ organizzative e meteorologiche.
La scarsitΓ di neve e i problemi agli impianti di innevamento hanno costretto a rinviare i lavori dal 7 al 18 gennaio. Sul campo sono emerse ulteriori criticitΓ , dai pozzetti dei servizi televisivi OBS agli spazi destinati alle uscite di sicurezza e al pubblico. A complicare ulteriormente il lavoro sono arrivate le abbondanti nevicate del 3 e del 19 febbraio, che hanno impegnato i volontari per un’intera notte.
Accanto alle difficoltΓ , non sono perΓ² mancate le innovazioni. L’impiego di gatti delle nevi di ultima generazione ha permesso di rilevare quote, dislivelli, spessori della neve e pendenze con estrema precisione, eliminando gran parte delle misurazioni manuali. Anche la tracciatura del percorso Γ¨ stata effettuata attraverso sistemi GPS.
Β«Sul tracciato sono state installate 40 telecamere televisive, due droni, 12 telecamere VAR e 14 dispositivi per i rilevamenti cronometrici intermedi β ha spiegato Murada β per poi smontare completamente l’intero allestimento al termine delle gare, comprese reti e tonnellate di neveΒ».
Il lavoro Γ¨ stato ripagato da un risultato storico: lo sci alpinismo Γ¨ stato l’unico sport a registrare il tutto esaurito durante il test event. «à stata una vera sorpresa β ha aggiunto β tanto che la disciplina sarΓ presente anche alle Olimpiadi del 2030Β».
Dal bianco della neve si Γ¨ poi passati al ghiaccio con l’intervento di Katja Colturi, presentata dal presidente Luigi Azzalini come Β«la miglior telecronista in assolutoΒ». L’ex olimpionica ha raccontato la propria esperienza come voce Rai di sei edizioni olimpiche dello short track.
Β«Ho iniziato con il botto grazie alla medaglia d’oro della staffetta mista. Γ stata un’emozione incredibile, anche perchΓ© nella squadra c’erano Elisa Confortola e Luca Speckenhauser, amici dei miei figliΒ», ha raccontato.
La giornalista ha ricordato anche un episodio che ha coinvolto Arianna Fontana, accorgendosi durante la gara che l’azzurra stava gareggiando con le lame dei pattini disassate, particolare che avrebbe compromesso una possibile vittoria.
Tra i ricordi piΓΉ intensi anche l’argento conquistato dalla staffetta femminile e il bronzo di quella maschile.
Β«Il complimento piΓΉ bello che abbia ricevuto Γ¨ quello di aver fatto appassionare tante persone allo short track. Γ uno sport silenzioso, ma straordinariamente dinamicoΒ», ha concluso.
A chiudere la serata Γ¨ stato Sergio Schena, che ha ripercorso il successo organizzativo delle Olimpiadi italiane.
Β«In maniera del tutto inaspettata questi Giochi hanno restituito l’immagine di un’Italia affidabile ed efficiente, tanto da essere definiti le Olimpiadi dell’affidabilitΓ Β», ha sottolineato.
Quella che inizialmente sembrava una situazione complessa si Γ¨ trasformata in un modello organizzativo vincente, grazie alla formula delle sedi diffuse.
Β«Abbiamo fatto la storia. Dal punto di vista della comunicazione il coinvolgimento Γ¨ stato tre volte superiore rispetto alle precedenti edizioni olimpiche. E la Valtellina Γ¨ stata protagonista assoluta, con Bormio e Livigno che hanno ottenuto una straordinaria visibilitΓ internazionaleΒ».
Schena ha infine ricordato come il territorio abbia saputo promuoversi attraverso la propria identitΓ enogastronomica.
Β«Siamo stati gli unici a legare il marchio olimpico anche ai prodotti tipici. Emblematico l’articolo del New York Times che ha celebrato i pizzoccheri definendoli un vero piatto d’oro. Si Γ¨ creato uno spirito di collaborazione mai visto primaΒ».
La conclusione guarda al futuro oltre i Giochi.
Β«CiΓ² che conta davvero Γ¨ la governance che resterΓ sul territorio. Γ nata una vera identitΓ della Valtellina, costruita sull’unione tra turismo, sport e prodotti tipiciΒ».
