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Lavoratori enti e amministrazione pubbliche dello Stato: i sindacati e le richieste per il nuovo contratto

today26 Giugno 2026 27

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Foto assemblea FF.CC. tavolo presidenza 2026 06 24

Assemblea sindacale a Sondrio per la consultazione relativa all’ipotesi di rinnovo del CCNL Funzioni Centrali 2025-2027.

Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp “L’ipotesi di rinnovo contrattuale consentirà aumenti delle retribuzioni per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori del comparto, superiori all’inflazione oggi prevista per il triennio 2025-2027, con incrementi tabellari pari al 7.6%.

I lavoratori presenti hanno espresso forte preoccupazione per la graduale desertificazione degli uffici pubblici del territorio”.

Mercoledì 24 giugno si è tenuta una partecipata assemblea sindacale presso la Sala Consiliare della Provincia di Sondrio delle lavoratrici e dei lavoratori del comparto delle Funzioni Centrali, enti e amministrazione pubbliche dello Stato che erogano servizi essenziali per la comunità.

Al vaglio dell’assemblea sindacale i contenuti e le novità della recente ipotesi di rinnovo del contratto nazionale siglata il 9 giugno scorso.

L’accordo riconosce a ciascun dipendente un incremento stipendiale pari a 162 euro mese medi per 13 mensilità, l’introduzione di una specifica disciplina contrattuale dedicata all’Intelligenza Artificiale, con l’obiettivo di accompagnare i processi di innovazione tecnologica garantendo trasparenza, tutela dei lavoratori e centralità della decisione umana, il rafforzamento degli istituti di partecipazione sindacale, il miglioramento della disciplina del lavoro agile e del lavoro da remoto, con il rafforzamento delle misure di conciliazione tra vita lavorativa e vita personale e la possibilità di ampliare il numero delle giornate svolte a distanza per i lavoratori che presentino particolari esigenze di salute, esigenze connesse alla genitorialità o che assistano familiari con disabilità grave, oltre che un ammodernamento e l’attualizzazione di numerosi istituti contrattuali.

tra i quali lo sblocco del tetto al buono pasto, con l’eliminazione dal CCNL del limite di 7 euro imposto al valore del buono pasto misura “grimaldello” che elimina dal contratto un vincolo che risponde a una disposizione di legge che impone a tutte le Pubbliche Amministrazioni il tetto di 7 euro per i buoni pasto.

Un primo passo importante, ma la vertenza continua affinché il Governo modifichi questo vincolo normativo e stanzi risorse per i bilanci di tutte le Amministrazioni per aumentare gli importi dei buoni pasto.

Quando ci sarà la modifica alla norma di legge, il CCNL sarà già pronto per l’innalzamento del valore dei buoni pasto.

Dichiarano i Segretari provinciali di Fp Cgil, Cisl Fp e UIL Fp rispettivamente Leonardo Puleri, Roberto Tosi e Ferdinando Carnoli che si tratta di “un risultato storico poichè è il primo contratto della PA stipulato in corso di vigenza e non oltre la scadenza, che quindi riconosce gli aumenti in corso di contratto e garantisce una più immediata tutela delle retribuzioni rispetto all’incertezza del dato inflattivo definitivo nel triennio, soprattutto in un contesto internazionale di crisi come quello attuale.

Questo ci ha portato a chiedere – in sede di contrattazione nazionale – fin da subito, e lo abbiamo ottenuto, l’inserimento nell’articolato del CCNL come vera e propria disposizione contrattuale, di un momento di verifica in Aran (l’Agenzia governativa controparte delle OO.

SS.), a luglio 2027, di quello che sarà stato l’andamento delle retribuzioni in relazione all’andamento dell’inflazione, da cui far derivare, in caso di registrazione di tassi di inflazione più alti di quelli previsti, la rivendicazione di ulteriori risorse a tutela del potere di acquisto dei salari”.

L’ipotesi esplicherà i suoi effetti solo a seguito della sottoscrizione definitiva, che potrà avvenire al termine del percorso di verifica e certificazione ovvero verosimilmente entro Settembre 2026.

Il dato emerso durante l’assemblea è la certificazione da parte dei lavoratori della condizione di crescente desertificazione degli uffici del comparto del Capoluogo valtellinese, condizione, ormai strutturale, di carenza di personale.

L’assenza di un reale turnover, l’età media dei lavoratori del comparto che si attesta sui 51 anni, coperture dei posti riservati nei concorsi nazionali alle sedi della provincia di Sondrio che non trovano candidati disponibili a trasferirsi in Valtellina.

Sono solo alcuni dei dati emersi dalle testimonianze dirette dei lavoratori e delle lavoratrici presenti all’assemblea. “Una scopertura degli organici – proseguono i tre sindacalisti confederali del pubblico impiego – che va ben oltre la media degli altri territori lombardi a cui si risponde con interventi tampone, spesso attingendo da altre Amministrazioni attraverso trasferimenti temporanei, ma senza mai raggiungere un cambiamento reale ma anzi aggravando i carichi di lavoro di chi rimane a garantire ogni giorno il presidio dei servizi pubblici”.

Per questo è intenzione delle OO.

SS.

territoriali chiedere un incontro con il Prefetto di Sondrio affinchè si faccia portavoce della critica situazione delle Amministrazione periferiche dello Stato in provincia di Sondrio presso gli Organi preposti oltre che rilanciare alcuni temi che potrebbero dare risposta alla crisi in atto.

Le Segreterie provinciali di Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Fp







Scritto da: Paolo Croce

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