Nel Parco dello Stelvio una nuova ferrata per Jacopo Compagnoni
A Santa Caterina Valfurva, nella Valle dei Forni, tra ghiacciai e panorami d’alta quota, è stata inaugurata una nuova via dedicata alla memoria della Guida Alpina scomparsa nel 2021, fratello della campionessa Deborah Compagnoni
Ai piedi del secondo ghiacciaio più esteso d’Italia, la Valle dei Forni è una delle mete più sorprendenti del comprensorio di Bormio per chi cerca un contatto autentico con la montagna .
Tra sentieri glaciologici e itinerari panoramici , questo angolo del Parco Nazionale dello Stelvio , in Alta Valfurva, permette di leggere il paesaggio attraverso ghiaccio e rocce modellate da ere geologiche lontane.
Da oggi, a questo ricco patrimonio escursionistico si aggiunge una novità assoluta per il territorio: la prima via ferrata dell’ Alta Valle , dedicata alla memoria della Guida Alpina Jacopo Compagnoni , fratello della grande Deborah.
Un nuovo capitolo che guarda al futuro e conferma la valle come una delle porte d’accesso più autentiche al Parco, capace di offrire esperienze adatte a famiglie , escursionisti esperti e ai più giovani che vogliono avvicinarsi alla montagna in sicurezza.
UN TERRITORIO DA SCOPRIRE PASSO DOPO PASSO
Partendo dal parcheggio dei Forni, due distinti sentieri glaciologici permettono di avvicinarsi al fronte del ghiacciaio e di comprendere l’ evoluzione geomorfologica della valle.
Il Sentiero Glaciologico Alto si snoda per oltre 8 chilometri e 539 metri di dislivello positivo toccando due suggestivi ponti tibetani sul torrente Frodolfo e il laghetto di Rosole , prima di risalire al Rifugio Branca .
Il Sentiero Glaciologico Basso , più breve (circa 6 chilometri) e con un dislivello più contenuto (354 metri), conduce dal Rifugio Forni fino al Rifugio Branca , regalando una vista d’insieme sui ghiacciai e sulle cime circostanti del gruppo Ortles-Cevedale , per poi ridiscendere verso il laghetto di Rosole .
Chi preferisce un itinerario più classico può invece dirigersi verso la Val Cedèc , partendo dal Rifugio Forni e risalendo fino al Rifugio Pizzini , a 2.700 metri di quota .
Lungo il cammino, di circa due ore , il Ghiacciaio dei Forni si svela poco alla volta, fino ad apparire in tutta la sua imponenza, mentre il paesaggio si fa sempre più aspro e selvaggio man mano che ci si avvicina al Rifugio Pizzini , immerso in uno scenario unico dominato dalla mole del Gran Zebrù .
Un percorso che racconta la forza della natura d’alta quota e che può essere completato ad anello , facendo ritorno verso i Forni lungo la strada sterrata.
Per chi desidera spingersi ancora oltre, lo stesso Rifugio Pizzini rappresenta il punto di partenza per raggiungere il Passo Zebrù .
Il sentiero sale tra pietraie e panorami sempre più ampi fino a uno dei luoghi più suggestivi del Parco Nazionale dello Stelvio, dove il silenzio dell’alta montagna si intreccia con la memoria della Grande Guerra .
Qui, tra resti di trincee , camminamenti e antiche postazioni militari , è ancora possibile percepire le tracce del fronte che, oltre cent’anni fa, attraversava queste vette, trasformando un valico alpino in un presidio strategico.
Oggi il Passo Zebrù è una meta che unisce il fascino del trekking d’alta quota alla scoperta di una preziosa testimonianza storica , regalando scorci spettacolari sulla Val Zebrù e sulle cime dell’Ortles-Cevedale.
LA NOVITÀ DELL’ESTATE: LA VIA FERRATA “JACOPO COMPAGNONI”
Dall’estate 2026, la zona dei Forni, a pochi passi dal ghiacciaio, ha una nuova motivazione per essere vissuta ed esplorata: è aperta al pubblico la prima via ferrata mai realizzata in Alta Valle , un’infrastruttura attesa da tempo che arricchisce l’offerta escursionistica del territorio.
Il percorso porta il nome di Jacopo Compagnoni , Guida Alpina che a queste montagne ha dedicato la vita, e nasce con un duplice significato : custodirne la memoria e, allo stesso tempo, aprire un varco sicuro attraverso cui ragazzi e principianti possano avvicinarsi all’arrampicata , scoprendo la roccia con la stessa passione che lo animava.
A volerla fortemente è stata sua sorella, la campionessa olimpica Deborah Compagnoni , attraverso l’associazione Sciare per la Vita ODV , con il sostegno di Regione Lombardia , Comune di Valfurva e Comunità Montana Alta Valtellina , che hanno creduto in un progetto capace di unire sport , sicurezza e affetto per chi non c’è più .
Il tracciato si sviluppa nei pressi del Rifugio Branca , ai piedi delle pareti glaciali del gruppo Ortles-Cevedale, ed è suddiviso in due sezioni percorribili anche separatamente: complessivamente offre circa 500 metri di sviluppo e un dislivello attrezzato di 115 metri, classificato come ferrata di difficoltà contenuta (EEA, A/B), adatta quindi anche a chi è alla prima esperienza.
Considerando l’avvicinamento dal Rifugio Forni, l’escursione completa richiede circa quattro ore .
Per percorrerla si consiglia l’uso del kit da ferrata completo (casco, imbrago, longe e guanti) e, per chi è alle prime armi, l’ accompagnamento di una Guida Alpina .
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