Ambiente e Territorio

ZES al Nord, Snider: “Estenderla alle aree montane e di confine per tutelare imprese e territori”

today10 Luglio 2026

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Estendere la Zona economica speciale al Nord, includendo anche le aree montane e transfrontaliere come la provincia di Sondrio, per sostenere le imprese, favorire gli investimenti e contrastare lo spopolamento.

È la richiesta avanzata dalla consigliera regionale della Lega Silvana Snider, intervenuta sulla proposta di legge presentata dal Carroccio per estendere lo status di Zona economica speciale, attualmente previsto per il Mezzogiorno, anche alle Regioni settentrionali.

La proposta prevede una dotazione economica indicativa di circa tre miliardi di euro.

«L’estensione della Zona economica speciale alle aree transfrontaliere del Nord rappresenta una proposta concreta e particolarmente importante per la provincia di Sondrio, un territorio fragile che ogni giorno deve confrontarsi con la forte capacità attrattiva della vicina Svizzera», dichiara Snider.

Il divario competitivo con la Svizzera

Secondo la consigliera regionale, le imprese della provincia di Sondrio si trovano a operare in condizioni di evidente svantaggio competitivo rispetto alle attività economiche situate a pochi chilometri oltre il confine.

«Le differenze in termini di salari, fiscalità, costo del lavoro e capacità di attrarre professionalità rendono sempre più difficile trattenere lavoratori qualificati, giovani e investimenti sul nostro territorio», sottolinea Snider.

La concorrenza esercitata dal mercato del lavoro svizzero rappresenta da tempo una delle principali criticità per le aziende della Valtellina e della Valchiavenna, che faticano a reperire personale specializzato e a offrire condizioni economiche paragonabili a quelle della Confederazione Elvetica.

Una ZES per le aree montane e di confine

Per Snider, la provincia di Sondrio presenta caratteristiche specifiche che devono essere riconosciute anche a livello nazionale.

«È un territorio interamente montano, caratterizzato da maggiori costi logistici e infrastrutturali, da una popolazione distribuita in numerosi piccoli Comuni e da una continua concorrenza occupazionale con la Confederazione Elvetica».

L’introduzione di strumenti analoghi a quelli già previsti per la ZES del Mezzogiorno potrebbe garantire alle imprese delle aree alpine procedure amministrative più rapide, incentivi fiscali e un maggiore sostegno agli investimenti.

«Non chiediamo privilegi, ma condizioni che consentano alla montagna di competere ad armi pari», precisa la consigliera regionale.

Incentivi, semplificazioni e nuovi investimenti

L’estensione della ZES al Nord potrebbe favorire l’insediamento di nuove attività produttive, sostenere le aziende già presenti sul territorio e creare nuove opportunità occupazionali.

«Semplificare le procedure, favorire nuovi insediamenti produttivi e sostenere chi crea occupazione significa contrastare lo spopolamento delle aree alpine e offrire ai nostri giovani la possibilità di costruire il proprio futuro senza doversi trasferire altrove», prosegue Snider.

Il provvedimento prevede anche la costituzione di una cabina di regia nazionale e l’individuazione di risorse dedicate alle aree interessate.

«La previsione di una cabina di regia nazionale e di risorse dedicate può rappresentare una svolta per le aree di confine. Sarà fondamentale che, durante l’iter parlamentare, le specificità della Valtellina e della Valchiavenna vengano pienamente considerate».

“Una battaglia che deve unire tutte le forze politiche”

Snider invita infine tutte le forze politiche a sostenere la proposta, superando le divisioni di partito.

«Questa proposta nasce dalle richieste dei territori e merita il sostegno di tutte le forze politiche. La difesa dell’economia di montagna, delle nostre imprese e dei posti di lavoro non può essere una battaglia di parte, ma deve diventare una priorità condivisa».







Scritto da: Elena Botta

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