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PS Grigioni e CGIL Frontalieri: primo incontro a Coira per il futuro del lavoro transfrontaliero

today14 Luglio 2026 21

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Lavoro frontaliero tra Italia e Svizzera, fiscalità, mobilità e carenza di personale: questi i temi al centro del primo incontro ufficiale tra il Partito Socialista dei Grigioni e la CGIL Frontalieri. Le due realtà avviano un percorso di confronto per affrontare le sfide che interessano oltre 11 mila lavoratori italiani impiegati nel Cantone.

Si apre una nuova fase di dialogo sul tema del lavoro frontaliero tra Italia e Svizzera. Il 10 luglio 2026, a Coira, si è svolto il primo incontro ufficiale tra il PS Grigioni e il Dipartimento Lavoro Transfrontaliero della CGIL Nazionale e della CGIL di Sondrio, un confronto definito dalle parti come un momento inedito e significativo nelle relazioni transfrontaliere.

L’obiettivo condiviso è quello di affrontare le principali criticità che interessano il mercato del lavoro nelle aree di confine, in una fase caratterizzata da profonde trasformazioni normative e da un crescente fabbisogno di manodopera nel Cantone dei Grigioni.

Oltre 11 mila frontalieri italiani lavorano nei Grigioni

Secondo i dati aggiornati a gennaio 2026, sono circa 11.000 i lavoratori frontalieri, in larga parte italiani, occupati nel Cantone dei Grigioni.

La presenza è particolarmente concentrata nelle regioni di Moesa, Maloja e Bernina, che assorbono circa l’84% dei frontalieri provenienti dall’Italia. In diversi comuni di confine, il numero dei lavoratori che ogni giorno attraversano la frontiera supera addirittura il 50% della popolazione residente, mentre rispetto al 2010 il fenomeno risulta sostanzialmente raddoppiato.

Fiscalità dei frontalieri e tassa sulla salute: serve chiarezza

Durante l’incontro è stato affrontato anche il tema della nuova fiscalità dei frontalieri, alla luce dell’accordo fiscale tra Italia e Svizzera e del lungo contenzioso legato alla cosiddetta “tassa sulla salute”, vicenda che continua a generare incertezza sia per i lavoratori sia per le imprese.

Secondo i rappresentanti di PS Grigioni e CGIL, l’attuale quadro normativo rischia di creare ulteriori difficoltà in un territorio che già oggi deve fare i conti con una crescente carenza di personale.

Carenza di lavoratori: i Grigioni lanciano l’allarme

Tra le principali preoccupazioni emerse figura infatti il futuro del mercato del lavoro grigionese.

Le stime diffuse dal Cantone indicano che nei prossimi anni sarà necessario coprire un fabbisogno di circa 123.000 lavoratori, mentre l’offerta disponibile potrebbe fermarsi a 91.000 unità, con una riduzione dell’11% rispetto al 2020.

Uno scenario che interessa numerosi comparti produttivi e che rende il lavoro frontaliero una componente strategica per la competitività dell’economia cantonale, al pari di altre grandi sfide come la digitalizzazione e la sicurezza energetica.

Dialogo permanente tra Italia e Svizzera sul lavoro frontaliero

Al termine dell’incontro, le due delegazioni hanno condiviso la necessità di sviluppare un percorso comune che punti a:

  • valorizzare il ruolo strategico del lavoro frontaliero;
  • favorire una rapida soluzione dei contenziosi aperti sulla fiscalità;
  • creare uno strumento stabile di dialogo sociale tra le realtà istituzionali e sindacali dei due Paesi;
  • promuovere modelli di cooperazione transfrontaliera già sperimentati con successo in altri ambiti.

Nuovo confronto dopo l’estate

PS Grigioni e CGIL hanno concordato di riprendere il confronto al termine della pausa estiva, anche in vista dell’avvio della nuova legislatura del Gran Consiglio dei Grigioni e dell’insediamento del nuovo Governo cantonale previsto dal 1° gennaio 2027.

Tra i temi che saranno approfonditi nei prossimi incontri figurano anche mobilità transfrontaliera, domiciliazione dei lavoratori, formazione linguistica e professionale, aspetti considerati fondamentali per rafforzare la cooperazione tra i territori di confine e garantire maggiore stabilità ai lavoratori e alle imprese.







Scritto da: Giuliano Padroni

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