La situazione del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Sondrio è al centro di una dura denuncia sindacale. A sollevare il caso è Marco Paganoni, che punta i riflettori su una carenza strutturale cronica di personale, automezzi inadeguati e sulle promesse non mantenute per il territorio dopo i grandi eventi olimpici.
Carenza di organico devastante: mancano capi squadra e altre 60 unità
Il quadro delineato dal sindacato evidenzia numeri allarmanti per la sicurezza della provincia di Sondrio:
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Carenza tra i Capi Squadra: La scopertura vicina al 40% (28 unità mancanti su una pianta organica prevista di 74) riguarda specificamente il personale qualificato (i capi squadra).
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Il resto del Comando: A questa voragine iniziale si aggiungono le pesanti carenze che colpiscono il personale operativo non qualificato e il personale tecnico-amministrativo.
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I conti complessivi: Facendo un calcolo globale sulla pianta organica, oltre ai capi squadra qualificati, all’appello mancano complessivamente altre 60 unità.
A fronte di questa situazione disastrosa, la Direzione Regionale Lombardia ha assegnato (alla data del 23 giugno) appena 800 ore di lavoro straordinario, un quantitativo giudicato del tutto insufficiente per coprire i turni e garantire il soccorso.
Mezzi di soccorso ridotti e dotazioni obsolete
Non è solo il personale a soffrire la carenza di risorse. Gravi problemi vengono segnalati anche per quanto riguarda la logistica, le dotazioni di servizio e il parco automezzi:
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Autoscale e piattaforme: Storicamente il comando di Sondrio poteva contare su 3 autoscale e 1 piattaforma antincendio. Oggi questi mezzi vengono sistematicamente sottratti e dirottati altrove, lasciando il comando provinciale con un’unica autoscala disponibile.
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Mezzi leggeri: Si registra una forte carenza di veicoli agili e veloci per gli interventi di prima necessità sul territorio montano.
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Soccorso fluviale: I gommoni impiegati per il soccorso sul fiume Adda risalgono addirittura agli anni ’90, risultando ormai obsoleti per gli standard operativi moderni.
Il “dopo Olimpiadi”: quale lascito per il territorio?
La denuncia si chiude con una riflessione amara sul reale impatto economico e strutturale lasciato dai grandi eventi sulla provincia di Sondrio. Nonostante le sfide affrontate per le Olimpiadi, il territorio si ritrova oggi a fare i conti con un presidio di soccorso pubblico in forte affanno, privato delle risorse minime necessarie per operare in sicurezza.