Un itinerario della memoria, nel quale il valore storico dei luoghi si intreccia con la bellezza del paesaggio alpino. Venerdì 7 agosto 2026 verrà inaugurato in Val Belviso, tra i territori comunali di Aprica e Teglio, il percorso storico-militare della Prima guerra mondiale denominato “Sulle tracce del passato”.
Il nuovo itinerario, situato all’interno del Parco delle Orobie Valtellinesi, nasce dal recupero e dalla valorizzazione delle opere appartenenti alla Frontiera Nord, il sistema difensivo comunemente conosciuto come Linea Cadorna.
Lungo il percorso sono ancora visibili postazioni difensive, trincee, caverne e altre strutture militari costruite durante la Grande Guerra per proteggere la Pianura Padana da una possibile avanzata nemica attraverso l’arco alpino.
Un museo a cielo aperto nel Parco delle Orobie Valtellinesi
Il progetto di studio, analisi e valorizzazione è stato promosso dal Parco delle Orobie Valtellinesi, in collaborazione con l’Università degli Studi di Bergamo e grazie al finanziamento di Regione Lombardia.
Le attività di ricerca hanno permesso di ricostruire la struttura originaria del sistema difensivo presente in Val Belviso e di restituire visibilità a un patrimonio storico rimasto per lungo tempo nascosto nella vegetazione.
«La Val Belviso è una delle valli del Parco che conserva al suo interno moltissime tracce storiche di epoche molto diverse – sottolinea il presidente del Parco delle Orobie Valtellinesi, Marco Ioli –. Dai petroglifi in alta quota alla Diga di Frera, una delle grandi imprese ingegneristiche del secolo scorso. Il tutto immerso in un contesto ambientale di grande valore».
«Ritrovare qui anche testimonianze della Grande Guerra è stata una gradita sorpresa che intendiamo valorizzare e promuovere. La Frontiera Nord caratterizza tutta la dorsale orobica e compare in numerosi tratti di crinale, ma soltanto qui possiamo vedere le opere fino quasi al fondovalle».
Un itinerario escursionistico tra storia e paesaggio
Per divulgare la conoscenza dei manufatti e renderli più facilmente accessibili, la Pro Loco di Aprica, grazie a un contributo di Fondazione Pro Valtellina, ha realizzato un itinerario storico-culturale di carattere escursionistico.
I vecchi tracciati militari sono stati collegati alla rete sentieristica esistente, ristabilendo una connessione tra le opere difensive e il territorio circostante. Il risultato è un percorso che unisce ricerca storica, turismo culturale ed esperienza naturalistica.
Il progetto ha avuto origine diversi anni fa dalle ricerche sul campo condotte da Gabriele Liscidini, che ha esplorato la valle, raccolto testimonianze e segnalazioni degli abitanti e realizzato una prima mappatura delle postazioni.
Da questo lavoro iniziale sono successivamente nati lo studio del Parco delle Orobie Valtellinesi e la collaborazione scientifica con l’Università degli Studi di Bergamo.
Segnaletica, pannelli informativi e contenuti accessibili tramite QR code
Grazie ai contributi ricevuti, al lavoro dei volontari e al sostegno dei Comuni di Aprica e Teglio, lungo l’itinerario sono stati installati testi esplicativi, segnaletica dedicata e una bacheca informativa presso il rifugio Cristina.
I visitatori possono inoltre utilizzare i QR code presenti sui pannelli per accedere a pagine di approfondimento contenenti documenti, ricostruzioni storiche e fotografie d’epoca.
Determinante è stato anche l’impegno dei numerosi volontari coinvolti dalla Pro Loco di Aprica nelle operazioni di pulizia delle aree intorno ai manufatti e nella sistemazione dei sentieri.
La posizione di molte postazioni, collocate in prossimità del fondovalle, ha consentito di creare percorsi ad anello accessibili anche agli escursionisti interessati soprattutto all’aspetto storico e culturale della visita.
I due percorsi ad anello in Val Belviso
L’itinerario “Sulle tracce del passato” propone due possibilità di visita.
Il percorso più semplice è lungo circa quattro chilometri, presenta un dislivello di 184 metri e richiede indicativamente tre ore di cammino.
Il secondo anello, più impegnativo, misura circa cinque chilometri e mezzo, presenta un dislivello di 485 metri e può essere completato in circa cinque ore e mezza.
Tutti i sentieri sono accessibili gratuitamente. Il periodo consigliato per percorrerli è compreso tra giugno e ottobre, compatibilmente con le condizioni meteorologiche e del terreno.
La collaborazione con l’Università degli Studi di Bergamo
«Il progetto testimonia la preziosa collaborazione tra Università degli Studi di Bergamo, Parco delle Orobie Valtellinesi, enti e associazioni del territorio», afferma il professor Stefano Morosini.
L’iniziativa ha consentito di mettere in campo competenze scientifiche specialistiche, anche grazie alla collaborazione di Maria Grazia D’Urso e Joel Aldrighettoni, del Dipartimento di Ingegneria e Scienze Applicate.
«Questa collaborazione con enti e istituzioni del territorio valtellinese rientra in un impegno più ampio dell’Ateneo, che è parte dei suoi obiettivi strategici e che si concretizza nella costituzione di un polo di ricerca a Chiuro», prosegue Morosini.
Il polo permetterà a studenti, ricercatori e docenti di lavorare ai diversi progetti locali, regionali, nazionali ed europei sviluppati sul territorio.
Il programma dell’inaugurazione del 7 agosto
L’inaugurazione del percorso storico-militare della Val Belviso è in programma venerdì 7 agosto 2026.
Alle ore 9.30 partirà dal rifugio Cristina una camminata accompagnata dalle Guide Parco e da esperti locali.
Nel pomeriggio, alle ore 15, sempre presso il rifugio Cristina, si svolgeranno la cerimonia ufficiale di inaugurazione e la presentazione del progetto a cura del professor Stefano Morosini.
Per ulteriori informazioni è possibile consultare i siti del Parco delle Orobie Valtellinesi e di Aprica oppure seguire i profili social del Parco e della Pro Loco di Aprica.
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