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Incentivi stufe e caldaie a biomassa 2026: cosa cambia con la RED III e chi può ottenere i bonus

today7 Agosto 2026 23

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Gli incentivi per stufe, caminetti, termocamini e caldaie a biomassa non vengono eliminati. Il recepimento della Direttiva RED III attraverso il Decreto Legislativo 9 gennaio 2026, n. 5 introduce criteri più selettivi per accedere alle agevolazioni, ma conferma il sostegno economico alla sostituzione dei vecchi impianti con apparecchi moderni, efficienti e a basse emissioni.

L’obiettivo della nuova normativa è favorire il rinnovo del parco impiantistico nazionale, premiando gli interventi che garantiscono un maggiore beneficio ambientale ed energetico.

Incentivi alle biomasse: nessuno stop, ma regole più selettive

Contrariamente a quanto circolato in alcune interpretazioni, il nuovo decreto non esclude le biomasse legnose dai principali strumenti di incentivazione. Le modifiche riguardano esclusivamente i requisiti di accesso, che diventano più stringenti per indirizzare le risorse verso la sostituzione degli impianti più datati e inquinanti.

Il nuovo quadro normativo punta infatti a incentivare l’installazione di generatori certificati, ad alta efficienza energetica e con basse emissioni, contribuendo alla decarbonizzazione del riscaldamento domestico.

“Il recepimento della Direttiva RED III – dichiara Marco Bussone, presidente di AIEL e UNCEM – non cambia il ruolo delle biomasse nel percorso di decarbonizzazione del riscaldamento domestico, ma orienta gli incentivi verso gli interventi che garantiscono il maggiore beneficio ambientale. Favorire la sostituzione dei vecchi generatori con apparecchi moderni, certificati e ad alte prestazioni significa ridurre drasticamente consumi ed emissioni. Per questo è fondamentale che cittadini, installatori e operatori del settore possano contare su informazioni corrette e su una lettura puntuale della normativa vigente.”

Incentivi confermati per la sostituzione di stufe e caldaie

Il nuovo Allegato IV del D.Lgs. 199/2021 conferma la possibilità di ottenere gli incentivi per la sostituzione di generatori alimentati a biomassa, gasolio, carbone e olio combustibile con moderni impianti a biomassa.

Restano inoltre ammesse, pur con requisiti più restrittivi, anche le sostituzioni di impianti alimentati a GPL e gas naturale.

Gli interventi potranno continuare ad accedere ai principali strumenti di sostegno nazionali, tra cui:

  • Conto Termico 3.0;
  • Ecobonus;
  • Bonus Casa;
  • eventuali bandi regionali e locali.

La principale novità riguarda invece le nuove installazioni. Le risorse pubbliche saranno infatti concentrate soprattutto sugli interventi di sostituzione, con l’obiettivo di accelerare il rinnovo degli impianti esistenti e favorire l’abbandono delle tecnologie più obsolete.

I nuovi requisiti tecnici e ambientali

La normativa introduce requisiti differenziati in base alla tipologia di apparecchio e alla sua potenza.

Per gli apparecchi domestici a biomassa resta indispensabile il raggiungimento della classe ambientale 5 stelle, prevista dal DM 186/2017.

Per le caldaie fino a 500 kW sono richiesti inoltre specifici requisiti prestazionali definiti dalla norma UNI EN 303-5.

Il limite di emissione del particolato pari a 1 mg/Nm³ non rappresenta invece un requisito generale. Tale limite si applica esclusivamente agli interventi che prevedono la sostituzione di generatori alimentati a GPL o gas naturale con impianti a biomassa, fatte salve le deroghe previste dalla normativa.

AIEL: “Affidarsi sempre a fonti ufficiali”

“AIEL invita cittadini e operatori a verificare sempre le informazioni attraverso fonti affidabili e a non fermarsi a interpretazioni semplificate della normativa – sottolinea Diego Rossi, responsabile Area tecnologica e progettazione dell’associazione –. Prima di programmare un intervento di sostituzione è sempre opportuno verificare i requisiti previsti dal meccanismo incentivante prescelto e le eventuali disposizioni regionali applicabili.”







Scritto da: Giuliano Padroni

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