Cronaca

Sondrio si ferma per Alessandro Giannetti: l’addio al carabiniere morto dopo l’incidente in moto

today10 Agosto 2026 1206 1

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funerale 2

Il silenzio della piazza, poi gli applausi e infine il rumore delle moto. È stato un saluto carico di emozione quello rivolto ad Alessandro Giannetti, il carabiniere di 42 anni scomparso dopo il grave incidente stradale avvenuto nei giorni scorsi a Campoledro.

Oggi Sondrio ha accompagnato Giannetti nel suo ultimo viaggio. Tantissime le persone arrivate per partecipare alle esequie e manifestare vicinanza alla moglie, alla figlia e agli altri familiari. La chiesa della Beata Vergine del Rosario non è riuscita a contenere tutti: numerosi cittadini sono rimasti all’esterno, riempiendo la piazza durante la funzione.

Accanto alla famiglia c’erano i colleghi dell’Arma dei Carabinieri, gli amici, rappresentanti delle istituzioni e delle autorità civili e militari.

Il dolore per la morte di Alessandro Giannetti

La tragedia si era consumata pochi giorni prima lungo la strada provinciale 15 della Valmalenco.

Giannetti, in sella alla sua moto e diretto verso Sondrio, era rimasto coinvolto in un gravissimo incidente in località Campoledro. Dopo aver perso il controllo del mezzo aveva urtato contro un muro. La motocicletta aveva quindi preso fuoco.

Le condizioni del 42enne erano apparse immediatamente molto serie. Dopo i primi soccorsi era stato disposto il trasferimento al Centro Ustioni dell’ospedale Niguarda di Milano, dove però è morto successivamente a causa delle gravissime ferite riportate.

La sua scomparsa ha colpito profondamente l’Arma e l’intera comunità sondriese.

Un uomo sorridente e legato alla divisa

Durante la celebrazione funebre, presieduta da don Christian Bricola, il ricordo si è concentrato soprattutto sulla persona, prima ancora che sul carabiniere.

Alessandro è stato descritto come un uomo solare, scherzoso, disponibile con gli altri e profondamente orgoglioso del proprio lavoro.

Nell’omelia il parroco ha scelto di partire dal racconto evangelico di Lazzaro e dalle lacrime di Gesù davanti alla morte dell’amico. Un’immagine attraverso la quale ha dato voce al dolore di familiari, colleghi e amici.

«Oggi Dio piange» è stato uno dei passaggi più intensi della celebrazione, insieme all’invito a vivere il lutto senza nascondere la sofferenza, mantenendo però la speranza cristiana che la morte non rappresenti la fine.

L’ultimo messaggio della famiglia

Particolarmente commoventi anche le parole affidate dalla famiglia alla cerimonia.

La moglie ha scelto una lettera per salutare Alessandro, riprendendo una consuetudine che apparteneva alla loro storia: quella di scriversi.

A lei si è aggiunto il breve messaggio della figlia, rivolto direttamente al padre e capace di toccare profondamente i presenti.

Dopo la Preghiera del Carabiniere è arrivato anche il ricordo dell’Arma. Il maggiore Issenmann ha letto un messaggio a nome dei colleghi del Comando di Sondrio.

Tra i presenti anche il Generale di Divisione Giuseppe De Riggi, comandante della Legione Carabinieri Lombardia.

Le moto accese per l’ultimo viaggio

Il momento destinato a rimanere maggiormente impresso è arrivato al termine della funzione.

All’esterno della chiesa aspettavano Alessandro anche alcuni amici motociclisti. La moto era una delle sue passioni e proprio attraverso i motori hanno scelto di rivolgergli l’ultimo saluto.

Quando il feretro si è mosso dalla piazza in direzione del cimitero, i motori si sono accesi contemporaneamente.

Il loro rumore ha riempito per alcuni istanti il centro di Sondrio, seguito dagli applausi delle persone raccolte lungo il percorso.

Un addio semplice e potentissimo per un uomo che, a 42 anni, lascia la famiglia, i colleghi e una comunità profondamente colpita dalla sua improvvisa scomparsa.







Scritto da: Elena Botta

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