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Siccità in Lombardia, Beduschi e Sertori: «Situazione critica, ma non ci sono le condizioni per lo stato di emergenza»

today11 Agosto 2026 29

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Beduschi Sertori tavolo idrico 2 conferenza

Deficit idrico regionale al 50,8% rispetto alla media storica. La Regione mantiene alta la vigilanza: sotto osservazione soprattutto il comparto agricolo e le risaie del Pavese e della Lomellina.

La siccità in Lombardia resta sotto stretta osservazione, ma al momento non sussistono le condizioni previste dalla legge per dichiarare lo stato di crisi o di emergenza.

A fare il punto sulla situazione idrica regionale sono gli assessori lombardi Alessandro Beduschi, all’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, e Massimo Sertori, agli Enti locali, Montagna, Risorse energetiche e Utilizzo della risorsa idrica.

Secondo gli ultimi dati, nel 2026 la Lombardia sta affrontando una significativa carenza di acqua, con un deficit idrico regionale che ha raggiunto il 50,8% rispetto alla media storica.

Siccità in Lombardia: deficit idrico al 50,8%

«Regione Lombardia sta seguendo con la massima attenzione l’evoluzione delle condizioni meteoclimatiche e della disponibilità della risorsa idrica sul territorio regionale», spiegano Beduschi e Sertori.

L’andamento delle precipitazioni registrato nel corso del 2026 evidenzia infatti una situazione che richiede attenzione costante e una gestione particolarmente accurata dell’acqua.

Il quadro, tuttavia, secondo la Regione non presenta ancora i presupposti tecnici e normativi necessari per dichiarare lo stato di crisi o uno stato di emergenza di rilievo nazionale.

Durante la riunione del Tavolo regionale per l’utilizzo in agricoltura della risorsa idrica del 29 luglio, è stato rilevato un deficit del 50,8% rispetto alla media storica.

Un valore che avvicina la situazione lombarda ai livelli registrati nel 2022, anno particolarmente difficile sul fronte della disponibilità idrica.

Parallelamente, l’Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici del Distretto del Fiume Po ha classificato il distretto in una condizione di “Severità Idrica Alta”, il livello massimo previsto dal sistema nazionale di monitoraggio.

Perché non viene dichiarato lo stato di emergenza

Gli assessori sottolineano però la necessità di distinguere tra una situazione di elevata severità idrica e l’esistenza delle condizioni giuridiche necessarie per dichiarare un’emergenza.

Il Codice della Protezione Civile prevede infatti il ricorso allo stato di emergenza quando gli eventi hanno un’intensità e un’estensione tali da non poter essere affrontati attraverso gli strumenti ordinari e rendono necessari interventi straordinari e poteri derogatori.

Anche in presenza di un deficit idrico è possibile una dichiarazione preventiva di emergenza, qualora le analisi delle autorità competenti indichino un’evoluzione verso uno scenario emergenziale.

Secondo la Regione, però, al momento non si registra una compromissione della disponibilità dell’acqua tale da rendere insufficienti gli ordinari strumenti di gestione del sistema idrico.

«Oggi questi presupposti non ricorrono», precisano Beduschi e Sertori.

Laghi e invasi alpini sostengono il sistema lombardo

A contribuire alla tenuta del sistema sono anche i grandi laghi lombardi e gli invasi alpini, che continuano a svolgere una fondamentale funzione di regolazione.

A questo si aggiunge il coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti nella gestione delle risorse idriche.

I dati dell’Osservatorio Permanente sugli Utilizzi Idrici e dei sistemi regionali di monitoraggio descrivono quindi una situazione critica, ma senza un’interruzione generalizzata della disponibilità di acqua per gli usi civili, agricoli e produttivi.

«Si tratta di un quadro che richiede massima vigilanza, ma che non coincide automaticamente con la necessità di dichiarare lo stato di emergenza», sottolineano gli assessori.

Agricoltura, Beduschi: «Criticità localizzate, ma nessuna crisi generalizzata»

Particolare attenzione viene riservata al settore agricolo.

Le temperature elevate e le scarse precipitazioni stanno producendo conseguenze differenti nelle diverse aree della Lombardia.

«Al momento non registriamo un quadro di danni diffusi per estensione territoriale e irreversibili alle principali filiere lombarde, tale da configurare una crisi produttiva generalizzata», spiega l’assessore Alessandro Beduschi.

Le condizioni delle produzioni cerealicole, risicole, foraggere e zootecniche cambiano sensibilmente a seconda dei territori e delle colture.

La disponibilità ancora presente nei sistemi irrigui e le misure di gestione condivisa dell’acqua hanno consentito finora di contenere le conseguenze sulle coltivazioni che necessitano di maggiori quantità di acqua.

Risaie del Pavese e della Lomellina tra le aree più esposte

Tra i comparti maggiormente sotto osservazione c’è quello risicolo del Pavese e della Lomellina, fortemente dipendente dalle derivazioni alimentate dal Lago Maggiore e dal sistema del Ticino.

In queste zone si registrano condizioni di maggiore sofferenza.

«La situazione viene monitorata con attenzione insieme a tutti i soggetti interessati, perché l’evoluzione delle prossime settimane sarà determinante», evidenzia Beduschi.

Siccità e danni alle aziende agricole: gli strumenti disponibili

Per le singole aziende agricole che abbiano già subito danni effettivi causati da eventi meteorologici avversi o importanti perdite produttive rimangono disponibili gli strumenti previsti dalla normativa nazionale ed europea per la gestione del rischio agricolo.

Tra questi figura AgriCat, il fondo mutualistico nazionale rivolto alle aziende agricole beneficiarie dei pagamenti diretti della PAC.

Il fondo può consentire, quando ricorrono le condizioni previste, l’attivazione degli indennizzi destinati alle imprese colpite da eventi catastrofali.

Rimane inoltre operativo il Fondo di Solidarietà Nazionale, previsto dal decreto legislativo 102 del 2004.

«L’obiettivo è garantire risposte concrete alle aziende che abbiano subito danni, utilizzando in primo luogo gli strumenti ordinari di prevenzione, gestione del rischio e sostegno alle imprese», conclude Beduschi.

Sertori: «Non abbassiamo la guardia»

Per l’assessore Massimo Sertori, il dato sulla severità idrica conferma la necessità di mantenere elevato il livello di attenzione.

Proprio per questo Regione Lombardia mantiene operativo dalla fine di marzo il Tavolo regionale per l’utilizzo in agricoltura della risorsa idrica, intensificando il confronto tra gli enti e le organizzazioni coinvolte.

La Regione sta monitorando i principali indicatori idrologici e agrometeorologici in collaborazione con ARPA Lombardia, consorzi di bonifica, autorità di bacino, enti gestori e organizzazioni agricole.

L’obiettivo è utilizzare in maniera equilibrata la risorsa disponibile, evitare un ulteriore peggioramento della situazione e poter intervenire rapidamente nel caso in cui le condizioni meteorologiche e idrologiche dovessero aggravarsi.

«Il fatto che oggi non ricorrano le condizioni per una dichiarazione dello stato di crisi o di emergenza non significa affatto abbassare la guardia», afferma Sertori.

La priorità, conclude l’assessore, resta quella di garantire l’acqua per gli usi civili, agricoli e produttivi, salvaguardando contemporaneamente l’ambiente e le comunità locali.

Regione Lombardia continuerà quindi a seguire l’evoluzione della siccità e della disponibilità idrica giorno per giorno, pronta ad adottare ulteriori misure qualora la situazione dovesse peggiorare.







Scritto da: Elena Botta

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