Ambiente e Territorio

Torbidità del fiume Mera, Snider: «Verifiche puntuali, ma senza allarmismi»

today25 Agosto 2026 26

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Sniderweb

La torbidità registrata nelle acque del fiume Mera e le segnalazioni riguardanti il patrimonio ittico meritano attenzione e verifiche puntuali, evitando tuttavia conclusioni anticipate prima che siano disponibili dati tecnici completi.

«La tutela della Mera e del suo ecosistema è una priorità, ma occorre affrontare la situazione con equilibrio e senza allarmismi», dichiara Silvana Snider, consigliere regionale della Lega. «È necessario accertare le cause dei fenomeni osservati e verificare il pieno rispetto dei protocolli ambientali, attraverso il confronto tra istituzioni, organismi tecnici, gestori e rappresentanti del territorio».

Fiume Mera, un bacino transfrontaliero tra Svizzera e Valchiavenna

La Mera è un corso d’acqua transfrontaliero che nasce nella Val Maroz, nel Cantone dei Grigioni, attraversa la Val Bregaglia e la Valchiavenna e raggiunge il lago.

Il suo bacino comprende numerosi torrenti che, soprattutto in occasione di precipitazioni intense, possono trasportare verso valle terra, limo, rocce e altri materiali.

«Dobbiamo essere consapevoli delle caratteristiche naturali di un territorio alpino nel quale i versanti sono soggetti a frane e fenomeni erosivi – prosegue Snider –. Gli impianti e le aziende che li gestiscono possono contribuire a migliorare la regolazione delle acque e dei sedimenti, ma non possono impedire il verificarsi di ogni evento naturale. Questo non riduce l’importanza dei controlli, della manutenzione, della trasparenza e del rigoroso rispetto delle procedure».

Controlli sulla Mera, attenzione al Cengalo e alla diga di Villa di Chiavenna

Particolare attenzione viene già riservata alle situazioni più delicate del bacino, a partire dal versante del Cengalo, così come agli impianti e alla diga di Villa di Chiavenna.

In questo quadro assume un ruolo fondamentale la collaborazione tra Regione Lombardia, servizi competenti in materia di dighe, Protezione civile, amministrazioni locali e gestori.

Collaborazione con la Svizzera per monitoraggio e prevenzione

«La dimensione internazionale della Mera rende indispensabile un rapporto costante anche con le istituzioni e le strutture tecniche svizzere – sottolinea Snider –. La collaborazione transfrontaliera, sviluppata anche attraverso esperienze Interreg, è essenziale anzitutto per la prevenzione e la Protezione civile, ma può aiutare anche a condividere dati, sistemi di monitoraggio e modalità di gestione».

Contratto di Fiume Mera e coinvolgimento dei pescatori

Il Contratto di Fiume Mera può rappresentare la sede più adatta per consolidare il dialogo tra i diversi soggetti coinvolti, comprendendo anche le associazioni dei pescatori e tutti i portatori di interesse.

L’obiettivo è garantire un confronto fondato sui dati e sulle verifiche tecniche, mantenendo alta l’attenzione sulla tutela ambientale, sulla sicurezza del territorio e sulla salvaguardia dell’ecosistema fluviale.







Scritto da: Elena Botta

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